BPER Banca: piano industriale non piace ad analisti, cosa fare con azioni?

BPER Banca: piano industriale non piace ad analisti, cosa fare con azioni?

BPER Banca: piano industriale non piace ad analisti, cosa fare con le azioni?

Per quale ragione la BPER Banca è uno dei titoli più venduto a Piazza Affari negli ultimi dieci giorni? Secondo alcuni desk operativi interpellati da fonti di stampa una parte delle cessioni deriva dal “sell on news”, la pubblicazione di un piano che per molti versi era già scontato nelle attese dei mercati.
Kepler: le attese su ricavi e sinergie sono troppo alte. Un secondo motivo sono alcuni analisti scettici. Infatti gli obiettivi del nuovo piano industriale di BPER Banca 2022-2025 risultano essere più alti sul fronte dei ricavi per alcuni specialisti grazie alla previsione di un Euribor in crescita di 150 punti base in arco piano e di maggiori sinergie che derivano da Carige, oltre che un maggior contributo dei ricavi commissionali. Inoltre un Pil atteso al 2023 del 2,5% potrebbe essere una previsione ottimistica, è il ragionamento di una parte del mercato.

Fra le voci critiche vi è Kepler (rating buy, target price a 2,4 euro), secondo cui l’utile previsto per 800 milioni di euro al 2025 è del 10% sopra le attese (sul Rotbv, Return on tangible book value). Così l’utile netto di 640 milioni atteso al 2024 e di 800 milioni al 2025 (oltre il 10% delle attese anche in questo caso). Le previsioni più alte da parte di BPER Banca arrivano dai ricavi, scrive Kepler, dal momento che la banca si aspetta un Euribor a 3 mesi all’1,05% nel 2025 rispetto a soli 20 punti base in più attesi dagli specialisti e “commissioni più alte del 5-6% in parte compensate da costi più elevati ma con una minore incidenza sui ricavi dopo l’uscita di 3.300 dipendenti, l’assunzione di 1.450 nuovi addetti e la chiusura di 500 filiali a quota 1.500 entro il 2025”.

Cet 1 ratio e dividendi più contenuti delle attese. A Kepler non è piaciuto molto neppure il payout ratio al 50%, dal momento che gli analisti si aspettavano il 60%. Il 50% corrisponde a dividendi cumulativi per 1 miliardo di euro, pari al 36% della capitalizzazione di mercato della banca. Presupposti per mantenere il Cet 1 ratio oltre il 13%, ma Kepler si attendeva il 14% e più dividendi.

BPER, che cosa prevede il piano industriale 2022-2025. Il nuovo piano industriale 2022-2025 di BPER prevede un aumento dell’utile netto da 384 milioni del 2021 (senza poste straordinarie) ai 640 milioni del 2024 e 800 milioni del 2025. La redditività del gruppo in termini di Rote è vista all’8,9% nel 2024 e a oltre il 10% nel 2025.

Cessioni di asset non core per oltre 500 milioni di euro. Il piano prevede anche operazioni straordinarie per rendere più efficiente la redditività del gruppo. La prima riguarda il capitolo cessioni e deconsolidamenti di asset non strategici per liberare oltre 500 milioni di euro di capitale da impiegare per lo sviluppo delle attività. Le filiali saranno ridotte con la cessione di circa 600 sportelli entro il 2024 (-29% rispetto a fine 2021), di cui 140 già realizzate.

Investimenti per oltre 500 milioni in tecnologia e personale. Sono previsti investimenti in tecnologia per oltre 500 milioni di euro, quasi triplicati rispetto al piano precedente e un “calo strutturale del costo del personale a fronte di un ricambio generazionale a favore di competenze coerenti con le nuove esigenze”, scrive BPER, in particolare nel settore bancassurance, wealth management, Cib, digital, IT, data scientist e Esg.

La seconda operazione straordinaria è l’acquisizione in corso di Carige, il cui processo di integrazione è previsto completarsi entro la fine del 2022. Un’operazione che permetterà, nelle attese del nuovo piano industriale 2022-2025, di aumentare la base della clientela del 20% superando in questo modo, con gli oltre 800mila clienti di Carige, i 5 milioni di clienti complessivi del gruppo BPER.

 

BPER Banca: quotazioni soggette a forte pressione ribassista, resistenza in area 1,75 euro

Il titolo BPER Banca sembra essere impostato al ribasso nel breve termine, anche grazie alla performance negativa registrata nella seduta di ieri (-0,15%). Dopo un’apertura in gap down (subito ricoperto nell’intraday), infatti, le quotazioni hanno intrapreso un andamento fortemente rialzista che le ha portate a realizzare un massimo sul livello 1,7270, andando a chiudere non lontano a quota 1,7135. Un bel recupero che però non ha comunque permesso di chiudere la giornata in positivo. Se negli ultimi anni l’azione è sempre stato un gioiello da monitorare con attenzione, sia per gli ottimi fondamentali che per il protagonismo sempre apprezzato nell’ambito del risiko bancario in corso (vedasi Banca Carige e, forse, Popolare di Sondrio), da qualche tempo ha perso smalto e sembra abbandonata dagli operatori.

L’ondata di vendite dello scorso 10 giugno (-12,92%), infatti, è un chiaro segnale di come il titolo sia uscito dal portafoglio degli investitori istituzionali e, di conseguenza, di quanto tempo passerà prima che ricomincino gli acquisti. I corsi stanno muovendosi in laterale soggetti ad una forte pressione ribassista che non permette di superare la resistenza in area 1,7500. Se non comprano le mani forti (che muovono i prezzi), perché dovremmo farlo noi piccoli investitori? Quindi, al momento, meglio dimenticare BPER Banca e dedicarsi ad altro, in attesa di tempi migliori e solidi breakout rialzisti. Astenersi dall’operatività.

 


L’andamento di breve termine del titolo BPER Banca

AUTORE

Alessandro Aldrovandi

Alessandro Aldrovandi

Alessandro Aldrovandi, trader specializzato nella negoziazione per conto proprio di futures, azioni ed ETF, italiani ed esteri, sia con strategie discrezionali che quantitative. È autore di alcune pubblicazioni sulle tecniche di trading, organizza periodicamente corsi di formazione ed è stato più volte relatore nei principali convegni dedicati alla finanza e agli investimenti sia in Italia che all’estero. Interviene spesso nelle trasmissioni televisive sul canale finanziario ClassCNBC e pubblica articoli per varie testate giornalistiche. Offre anche servizi di consulenza generica.

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