Brexit, sì dell'Europa a una proroga. Ma che sia motivata

BREXIT, SI’ DELL’EUROPA A UNA PROROGA. MA CHE SIA MOTIVATA

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Il Parlamento Ue tende la mano a Boris Johnson sulla Brexit a patto che passi dalle intenzioni alle soluzioni

L’Unione Europea concederà l’estensione per la scadenza della Brexit. A patto che la richiesta sia motivata. Il ministro finlandese Tytti Tuppurainen -Helsinki presiede in questo semestre il Consiglio dei Ministri Ue- ha parlato oggi al Parlamento Europeo, spiegando come la pazienza sia, in questi casi “una virtù”. L’Aula, oggi, ha votato un documento in cui la proroga dell’uscita dall’Unione sarà autorizzata solo in presenza di motivi e finalità per una tale estensione. Così l’Europa ha deciso di andare incontro alla legge votata dalla Camera dei Comuni britannica poco prima della chiusura dei lavori imposta da Boris Johnson, legge secondo cui non può esserci Brexit senza l’autorizzazione del Parlamento inglese, con conseguente richiesta di rinvio a Bruxelles al 31 gennaio 2020 i caso di mancato via libera. Richiesta dunque accettata, anche se con riserva. Perché, come detto, occorre che la Gran Bretagna fornisca una motivazione e che tale motivazione venga successivamente approvata dall’Ue. Non solo.

Senza Backstop nessun accordo

Gli eurodeputati si impegnano infatti a respingere qualsiasi accordo senza backstop per le frontiere irlandesi. In caso di No Deal, con una risoluzione approvata a Strasburgo con 544 voti favorevoli, 126 contrari e 38 astensioni, “Il Regno Unito ne sarebbe il solo responsabile”. Più nel dettaglio, sulla clausola di salvaguardia a tutela dell’Irlanda del Nord, “spetta a Londra presentare per iscritto proposte di soluzioni alternative pienamente funzionali”. Gli investitori seguono con attenzione gli sviluppi politici e le trattative in corso tra Ue e Gran Bretagna, e in questo momento stanno scommettendo su una soluzione alternativa al No Deal, e infatti la Sterlina è in ripresa: nell’ultimo mese ha recuperato più del 3% nei confronti dell’euro, mentre nel cambio con il dollaro è passato dall’1,19 del 3 settembre all’1,25 della giornata di oggi.


Grafico Euro / Sterlina by Trading View

Barnier: “E’ il momento della verità”

A chiudere il dibattito all’Europarlamento Michael Barnier, il negoziatore Ue per la Brexit: “A tre anni dal referendum è il momento della verità, un momento grave nel quale dobbiamo restare estremamente calmi e rispettosi gli uni degli altri. A questo punto si tratta di avere delle proposte, delle soluzioni concrete non semplici intenzioni”. In estrema sintesi, l’Europa ha teso la mano alla Gran Bretagna, o meglio, a Boris Johnson, a patto che agisca. Che porti proposte concrete e che soprattutto ammetta di essere in questo momento in minoranza. E che, in buona sostanza, l’unico a volere il No Deal è lui. Ciò nonostante, le ultime uscite del premier non vanno esattamente in questa direzione.

“Sono come Hulk”

“Più mi arrabbio, più divento come l‘incredibile Hulk” aveva detto qualche giorno fa. Come a dire: più mi criticano per la mia forte intenzione di chiudere la Brexit al 31 ottobre senza chiedere rinvii, più ne esco fortificato. Addirittura a rispondergli è stato Mark Ruffalo, l’attore che ha interpretato il mostro verde nella serie degli Avengers: “Hulk ha sempre agito per il bene comune. Rabbia e forza possono anche rivelarsi ottuse e distruttive”. E mentre David Cameron, l’ex premier, in una lunga intervista al Times, ha confidato di sentirsi profondamente responsabile per la deriva che ha preso il paese, ammettendo di aver fallito e chiedendo scusa al popolo inglese (il referendum sulla Brexit è stato lanciato dal suo esecutivo, nel 2016), il Financial Times ha lanciato un particolare appello alla politica inglese.

 

Salvini come Johnson

Nelle colonne del quotidiano americano, il giornalista Wolfgang Münchau ha paragonato il premier inglese all’ex vicepremier Matteo Salvini. Entrambi, spiega nel suo editoriale, hanno sopravvalutato la loro capacità di riportare il proprio paese al voto, sottovalutando le leggi che regolano una democrazia parlamentare. Il FT, inoltre, indica la soluzione italiana giallorossa come esempio da seguire come via d’uscita anche per il Regno Unito, invitando le forze politiche britanniche a creare una maggioranza alternativa, formata da Liberaldemocratici, Laburisti, gli scozzesi dello Snp e altri indipendenti in grado di far cadere Johnson.

 

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