Byd è pronta alla sua rivoluzione: il debutto in Formula 1

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Dopo il debutto di Audi, stavolta è Byd a valutare l’ingresso in Formula 1. Non solo: la casa automobilistica cinese vuole spingere sull’acceleratore ed entrare in grande stile nel mondo del motorsport partecipando anche al Wec della Fia, il campionato mondiale che include la famosa 24 Ore di Le Mans, la gara di endurance più prestigiosa e antica al mondo.

Secondo quanto riferito da fonti raggiunte da Bloomberg, il primo venditore mondiale di veicoli elettrici sta prendendo in considerazione l’idea di accedere al Circus tramite la creazione di una squadra propria oppure attraverso l’acquisizione di un team già esistente. Il colosso di Shenzhen, a gonfie vele nelle esportazioni, non ha ancora preso una decisione definitiva al momento. In caso di semaforo verde all’operazione, sarebbe un passaggio rivoluzionario nella storia dell’automobilismo.

 

In questo articolo:

 

  • Perché Byd sta valutando il debutto in Formula 1
  • Una mossa storica per l’azienda di Shenzhen
  • I precedenti delle cinesi entrate nel motorsport
  • Chi è il vero grande sponsor della Cina in F1

 

Perché Byd sta valutando il debutto in Formula 1

L’obiettivo del gigante cinese è espandersi fuori dal mercato domestico e rafforzare il posizionamento del marchio a livello globale. Dopo aver fatto registrare un calo significativo delle vendite in patria, Byd intende aumentare l’attrattività del brand sui mercati internazionali, spingendone la notorietà soprattutto negli Stati Uniti, dove attualmente non vende i suoi modelli a causa di dazi e barriere all’entrata.

Dietro la scelta c’è pure la volontà di sfruttare la crescente diffusione delle tecnologie ibride nelle competizioni sportive. Nel regolamento 2026 della Formula 1, le nuove power unit sono al 50% termiche e al 50% elettriche, con l’Mgu-K (la parte elettrica) che arriva a erogare fino a 350 kW per un aumento di quasi il 300% della potenza. Non è da meno il cambio regolamentare introdotto dal Wec nel Mondiale endurance con l’Ers ibrido obbligatorio per le nuove Hypercar.

 

Una mossa storica per l’azienda di Shenzhen

Quello di Byd è il primo grande tentativo di un costruttore cinese di entrare nel mondo della Formula 1 e delle gare storiche di automobilismo, uno sport dominato dalle case europee e statunitensi. Nel Mondiale F1 di quest’anno, corrono nove team europei e due statunitensi. Il Mondiale endurance vede gareggiare nella classe Hypercar sei scuderie europee, una statunitense e due asiatiche (una giapponese e una sudcoreana).

Il vero ostacolo da superare per il più grande rivale di Tesla, conosciuto proprio per le auto elettriche e ibride a prezzi competitivi, è l’importante investimento iniziale. Per un debutto in Formula 1 si stima un costo di circa 1,5 miliardi di dollari per coprire lo sviluppo della monoposto, le spese di ingresso in griglia, le infrastrutture e le prime cinque stagioni di operatività. In media, il processo può arrivare a costare fino a 500 milioni a stagione.

 

I precedenti delle cinesi entrate nel motorsport

La compagnia fondata da Wang Chuanfu non sarebbe la prima casa cinese in assoluto a cimentarsi negli sport motoristici. La Cyan Racing (ex Polestar) è nata come scuderia ufficiale Volvo, pur rimanendo sempre indipendente dalla casa svedese, ma dal 2018 è diventata il team di Geely Group Motorsport, il reparto corse del gruppo Geely. Cyan partecipa al Tcr World Tour, le competizioni turismo internazionali della Fia.

In Formula E ha partecipato al Mondiale il team Cupra Kiro Race (ex Nextev Tcr e Nio 333 Racing), vincitore nel 2015 (l’anno del campionato inaugurale) del titolo piloti con Nelson Piquet Jr. La stessa Byd ha sperimentato nel 2025 un nuovo posizionamento tecnologico e imprenditoriale del brand lanciando in Germania la Yangwang U9 Xtreme, una delle auto di serie più veloci al mondo.

L’hypercar elettrica del gruppo asiatico – una sportiva di lusso da 3.018 cv, costruita in appena 30 esemplari – ha battuto la Bugatti Chiron Super Sport 300+ diventando a tutti gli effetti l’auto più veloce del mondo: guidata dal collaudatore Marc Basseng, sulla pista di prova di Papenburg ha conquistato il primato raggiungendo una velocità massima di punta pari a 496,22 km/h.

 

Chi è il vero grande sponsor della Cina in F1

A spingere per il debutto in pista di un team cinese e rendere ancora più popolare la Formula 1 nella terra del Dragone, dove Shanghai ospita un Gran Premio dal 2004, è soprattutto Mohammed Ben Sulayem, il presidente della Fia. Fresco di rielezione alla guida della federazione internazionale, una delle figure più influenti del motorsport mondiale punta ad avere una format a 12 squadre, un numero di scuderie che manca dal 2012.

Da tempo Ben Sulayem vuole un allargamento della griglia verso l’Estremo Oriente. “Se ci fosse un’offerta cinese e la Fom fosse d’accordo, e sono sicuro che la approverebbe, la Cina farebbe più soldi e il team darebbe un valore aggiunto per sostenere il business della Formula 1”, ha dichiarato a Reuters. “Gli Stati Uniti ci sono con General Motors e il passo successivo sarà dare il benvenuto a un produttore cinese: il pilota c’è già”, ha aggiunto a Le Figaro.

Il riferimento è a Guanyu Zhou, il primo pilota cinese a gareggiare come titolare in Formula 1 grazie al debutto nel 2022 con l’Alfa Romeo. Dopo un anno da reserve driver con la Ferrari, Zhou è stato ingaggiato da Cadillac come pilota di riserva per la stagione 2026, affiancando i titolari Valtteri Bottas e Sergio Pérez e occupandosi di simulazione e sviluppo.

Immagine di Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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