Cosa sta succedendo a Byd? Da oggetto del desiderio degli investitori, le azioni della casa automobilistica cinese sono diventate facile merce di scambio alla Borsa di Hong Kong. Il titolo ha perso quasi il 37% del suo valore dal massimo storico dello scorso maggio a 159,27 HKD, chiudendo la settimana a 100,60 HKD. Si può dire, senza timore di essere smentiti, che questo sia il periodo più difficile per l’azienda degli ultimi cinque anni. Ciò potrebbe segnare l’inizio di un declino, dopo un’ascesa inarrestabile che l’ha portata a diventare il più grande venditore del mondo di veicoli a nuova energia. In questo articolo:
- Byd: quali sono i problemi dell’azienda
- Quanto bisogna preoccuparsi
Byd: quali sono i problemi dell’azienda
Negli ultimi cinque anni, il sostegno del governo cinese alle auto a nuova energia ha messo Byd su un piedistallo. L’azienda ha il vantaggio di essere integrata verticalmente, producendo essa stessa le batterie e i chip che servono per costruire le auto. Questo le ha consentito di tenere i prezzi bassi in Cina e, anche con prezzi più alti, di spopolare in Europa. Nel tempo si è affermata come il concorrente più insidioso per Tesla, pioniere e leader mondiale del settore.
Recentemente, in Cina le cose sono cambiate. All’inizio del 2025 le autorità hanno contrastato la guerra dei prezzi che proprio Byd aveva innescato per tenere lontana la concorrenza. Nel contempo, la concorrenza stessa si è fatta più insidiosa. Risultato? Le ultime due trimestrali del produttore di Shenzen sono state un disastro. Ad agosto l’azienda ha comunicato un crollo del reddito netto del 30% per il secondo trimestre – il suo primo calo trimestrale in più di tre anni -, mentre questo mese ha riportato una discesa del 33% con riferimento ai tre mesi fino a settembre. Non solo. Byd ha faticato ad attrarre nuovi acquirenti in Cina, riportando nel terzo trimestre il primo calo delle vendite su base annua dal 2020. Questo ha costretto la società a ridimensionare il suo target di consegne per l’anno in corso, da 5,5 a 4,6 milioni di unità. Come se non bastasse, Saic Motor, di proprietà statale, le ha sottratto la corona di marchio più venduto in Cina a settembre. Byd è sotto pressione anche dal punto di vista finanziario, con il governo che preme sulle case automobilistiche affinché saldino i fornitori entro 60 giorni. Nel 2023 Byd regolava i pagamenti in media a 275 giorni.
Un altro problema rilevante per Byd è attinente alla sua gamma di veicoli. La nuova serie contenente modelli con nuove tecnologie e maggiori capacità funzionali non arriverà sul mercato prima del 2026 e questo mette l’azienda in una posizione di svantaggio rispetto a competitor che si sono mossi prima in tale direzione. Byd ha preferito puntare a vendere l’accumulo di scorte in eccesso prima di concentrarsi sui veicoli nuovi.
Sulle vendite delle azioni ha pesato anche l’uscita definitiva dall’azionariato del leggendario Warren Buffett, investitore di lunga data della casa automobilistica cinese. Attraverso il suo conglomerato finanziario Berkshire Hathaway, l’oracolo di Omaha aveva acquistato le azioni nel settembre 2008, spendendo circa 230 milioni di dollari per circa 225 milioni di azioni. L’operazione gli aveva conferito una quota pari a circa il 10% del capitale all’epoca. Dopo aver disinvestito parte della partecipazione nel 2022, Buffett ha completato l’opera quest’anno, portando a casa complessivamente un guadagno di circa 30 volte l’investimento originario. Il movimento in Borsa è stato notevole e inevitabilmente ha messo pressione alle quotazioni dell’azienda cinese.
Quanto bisogna preoccuparsi
Quello che ha colpito Byd negli ultimi mesi è un acquazzone passeggero oppure si porta dietro strascichi spiacevoli per gli investitori? Secondo gli osservatori finanziari ci sono alcuni punti che vale la pena di considerare. In Cina, i responsabili politici non hanno intenzione di sostenere più l’industria delle auto elettriche come hanno fatto negli anni passati, considerandola ormai un settore maturo. Ciò si è evinto dal piano quinquennale di Pechino nel corso del Quarto Plenum di questo mese. Un altro aspetto negativo è che nei mercati esteri, Europa e Messico si stanno attrezzando per limitare le importazioni cinesi di veicoli elettrici più economici. Negli Stati Uniti invece Byd ha da sempre le porte chiuse per via delle tariffe elevate e del giro di vite sulla tecnologia prodotta in Cina.
Ci sono però alcuni elementi positivi da considerare. L’azienda continua ad andare bene al di fuori del giardino di casa propria, grazie soprattutto alla capacità di mettere sul mercato modelli economicamente più convenienti. In Gran Bretagna – il più grande mercato internazionale per Byd – il gruppo sta facendo furore, con un aumento delle consegne a settembre dell’880%. Un altro vento favorevole potrebbe essere il fatto che l’anno prossimo arriverà la gamma di veicoli nuovi, il che “potrebbe accelerare la crescita delle vendite”, ha affermato Yuqian Ding, analista di HSBC Holdings Plc.









