ByteDance supera Meta nei ricavi, ma sul mercato vale ancora un quinto: ecco perché

Articolo sponsorizzato

Condividi su

Ascolta questo articolo

Se in Italia il governo sta ipotizzando una tassa sui programmi di buyback delle banche per accaparrarsi ulteriori risorse per la prossima Manovra di bilancio, in Cina ByteDance, società madre di TikTok ha aggiornato la sua valutazione a oltre 330 miliardi di dollari proprio grazie al prossimo lancio di un nuovo programma di riacquisto di azioni proprie. Nel dettaglio, secondo quanto rivelato da Reuters, la società prevede di offrire ai dipendenti attuali 200,41 dollari per azione, cifra in aumento del 5,5% rispetto ai 189,90 dollari offerti sei mesi fa (che avevano già permesso a ByteDance di portare la sua valutazione a circa 315 miliardi di dollari).

 

In questo articolo: 

 

  • ByteDance: il sorpasso (nei ricavi) nei confronti di Meta
  • Perché questa differenza?
  • La sfida dell’intelligenza artificiale: terreno comune con Meta

 

ByteDance: il sorpasso (nei ricavi) nei confronti di Meta

Grazie alla continua scalata di TikTok nel panorama dei social, Bytedance negli ultimi mesi ha anche aumentato sostanzialmente i suoi risultati economici. Nel secondo trimestre, infatti, ha riportato un fatturato di circa 48 miliardi di dollari, in crescita del 25% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Cifra che gli ha permesso di superare il suo rivale per eccellenza: Meta. Il gruppo fondato e diretto da Mark Zuckerberg, nello stesso periodo, si è fermato infatti a circa 42 miliardi di dollari.

Eppure anche se già oggi fattura di più rispetto al gigante dei social (che ricordiamo controlla Facebook, Instagram e WhatsApp), ByteDance è ancora distante anni luce dalla valutazione di Meta. Secondo gli ultimi dati, il colosso tech è la sesta società quotata di maggior valore al mondo con una capitalizzazione di mercato pari a quasi 1.900 miliardi di dollari. Cifra quasi sei volte maggiore rispetto ai 330 miliardi di dollari della società madre di TikTok. 

 

Perché questa differenza?

La prima spiegazione affonda le sue radici nel rischio politico e regolamentare. Da anni, ormai, TikTok è sotto osservazione da parte delle autorità statunitensi e la situazione si è aggravata negli ultimi mesi. Basti pensare che il Congresso Usa ha imposto a ByteDance la vendita delle attività di TikTok nel paese entro il 17 settembre 2025, pena il bando totale dall’intero territorio americano. Ipotesi che danneggerebbe (e non di poco) la società, dato che quello americano è senza dubbio il mercato più redditizio e strategico del mondo.

In questa direzione, al contrario, Meta gioca in casa. Non solo è un’azienda americana quotata al Nasdaq, ma gode anche di un rapporto privilegiato con il legislatore locale: le sue battaglie riguardano soprattutto le normative sulla privacy e sull’antitrust, problematiche rilevanti ma di natura molto diversa rispetto alla minaccia esistenziale che grava su TikTok negli Stati Uniti. La geopolitica, dunque, pesa come un macigno: mentre gli investitori vedono in Meta una società stabile, radicata e sostenuta dal proprio contesto istituzionale, ByteDance continua a essere percepita come vulnerabile alle tensioni tra Cina e Stati Uniti.

Un altro punto fondamentale riguarda la redditività. Nonostante i ricavi record, TikTok non è ancora redditizio negli Stati Uniti, il che mina la fiducia degli investitori sulla capacità di generare utili costanti a livello globale. Meta, invece, ha margini operativi elevati e una capacità consolidata di monetizzare la propria base utenti attraverso la pubblicità. Per gli investitori, dunque, la differenza risulta abbastanza chiara: il fatturato di ByteDance cresce, ma senza garanzie di stabilità sugli utili. Meta, invece, è una macchina da profitti, con un modello di business collaudato.

Un elemento che gioca a favore di ByteDance è però l’autonomia finanziaria. Diversamente da molte società private della sua dimensione, l’azienda non ricorre a nuovi finanziamenti di capitale esterno per sostenere i programmi di buyback, ma utilizza la propria liquidità. Questo dimostra non solo margini robusti, ma anche un flusso di cassa operativo in grado di sostenere operazioni rilevanti senza appoggiarsi agli investitori istituzionali.

 

La sfida dell’intelligenza artificiale: terreno comune con Meta

Un capitolo a parte merita l’intelligenza artificiale. ByteDance sta investendo enormemente in infrastrutture tecnologiche e in chip Nvidia, puntando a sviluppare modelli proprietari capaci di integrare funzioni sempre più sofisticate nei propri prodotti. L’obiettivo è chiaro: rendere TikTok e le altre app non solo piattaforme di intrattenimento, ma ecosistemi digitali alimentati da AI di nuova generazione.

Anche in questo caso, Meta non sta a guardare: Zuckerberg ha avviato un piano miliardario per rafforzare i data center e accelerare la costruzione di modelli di intelligenza artificiale di livello superiore, con l’obiettivo dichiarato di sviluppare una “superintelligenza” nei prossimi anni. Peraltro, ha recentemente stipulato un accordo con Google sul cloud del valore di 10 miliardi di dollari. Quindi, anche qui la differenza principale è il contesto: Meta può giocare la sua partita con risorse quasi illimitate e con il supporto del mercato finanziario, mentre ByteDance resta prigioniera di vincoli geopolitici e regolatori.

Immagine di Massimiliano Carrà

Massimiliano Carrà

Classe 1994 e laureato in scienze della comunicazione a Palermo (sua città natale), si è specializzato a Milano sostenendo un Master in Radio e New Media Management & Content al Sole 24 Ore. Iscritto dal 2020 all'Ordine dei Giornalisti pubblicisti, dopo le esperienze in Radio 24, Class Editori, Money.it, Forbes Italia e Il Giornale è entrato nel 2025 in Borsa&Finanza, dove si occupa di approfondimenti macro-economici, startup, interviste e imprenditoria. Ama lo sport, la letteratura, il cinema e il mare. Gli piace visitare posti nuovi e scoprire nuove culture.

Ricevi gratis la copia di Borsa&Finanza

Ottieni la copia digitale del nostro magazine e resta aggiornato su mercati, economia e scenari finanziari