Campari: la nuova acquisizione farà riprendere il trend rialzista? - Borsa e Finanza

Campari: la nuova acquisizione farà riprendere il trend rialzista?

Campari: nuova acquisizione farà riprendere il trend rialzista?

In una giornata che vede rimbalzare i principali mercati azionari, a Milano recupera terreno il titolo Campari, che va a fare shopping rilevando da Diageo il marchio Picon, leader di mercato degli apertivi bitter in Francia, per un cifra vicina ai 119 milioni di euro.

Nell’esercizio fiscale al 30 giugno 2021 le vendite nette del brand sono state pari a 21,5 milioni di euro, mentre il margine di contribuzione, ovvero il margine lordo dopo le spese per pubblicità e promozioni, è stato pari a 12,9 milioni di euro. Il marchio che genera quasi 80% delle vendite in Francia permetterà a Campari non solo di ampliare ulteriormente il proprio portafoglio nella categoria chiave degli aperitivi bitter nei mercati internazionali, ma anche di aggiungere ulteriore massa critica in un mercato strategico come quello francese.

Andiamo ora a vedere come sta rispondendo il titolo dopo queste notizie e quali sono le attese nel breve e medio periodo.

 

Azioni Campari: analisi tecnica e strategie operative

La correzione delle ultime giornate, che ha riportato le quotazioni dai 10,9 euro ai 9,5 euro testati nella seduta di ieri, ha nuovamente indebolito almeno nel breve termine il quadro grafico del titolo Campari. Dal punto di vista operativo importante sarà il ritorno dei prezzi sopra la soglia dei 10 euro, oltre i quali si potrebbe innescare un recupero in direzione dei 10,35 euro e successivamente 10,70 euro. Per avere però un vero cambio di passo da parte dell’azione, i prezzi dovrebbero superare i massimi toccati il 6 aprile 2022 in area 11 euro oltre i quali aumenterebbero le possibilità di ulteriori allunghi verso gli 11,50 euro.

Al contrario discese sotto i 9,5 euro farebbero proseguire il trend discendente in atto con un primo target sui 9,37 euro, dove verrebbe chiuso il gap up lasciato aperto il 16 marzo 2022, e a seguire 9,10 euro. L’eventuale rottura anche di quest’ultimi livelli aprirebbe le porte per un ritorno sui minimi di gennaio 2021 in area 8,60-8,65 euro.

 

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