Castlelake sfida il cda di Easyjet: resa pubblica l’offerta da 5,5 miliardi

Articolo sponsorizzato

Condividi su

Ascolta questo articolo

Quando un acquirente scavalca il consiglio di amministrazione e si rivolge direttamente agli azionisti, il messaggio è inequivocabile: la trattativa non è finita, è appena cominciata. È quanto sta accadendo in queste ore intorno a Easyjet, la seconda compagnia aerea low cost d’Europa per dimensioni, finita nel mirino del fondo d’investimento statunitense Castlelake, L.P., con sede a Minneapolis.

 

In questo articolo:

 

  • Easyjet, l’ultima offerta del fondo Castlelake
  • Tre rifiuti in 10 giorni
  • Easyjet e Castlelake: la risposta del mercato
  • Il nodo regolatorio europeo

 

Easyjet, l’ultima offerta del fondo Castlelake

Questa mattina il fondo Castlelake ha reso pubblica la propria terza proposta non vincolante per acquisire l’intero capitale azionario di EasyJet: 625 pence per azione in contanti, per un controvalore complessivo di 4,74 miliardi di sterline, equivalenti a circa 5,5 miliardi di euro. Una scelta dettata dal rifiuto deciso ieri dal cda della compagnia, che ha respinto l’offerta definendola “altamente opportunistica”, oltre che “sottovalutare sostanzialmente Easyjet e le sue prospettive”.

Pubblicando autonomamente la proposta, senza il consenso di Easyjet, Castlelake ha scelto di portare la partita direttamente agli azionisti, chiedendo loro di fare pressione sul board prima della scadenza fissata dal Codice britannico sulle acquisizioni: le ore 17:00 del 26 giugno 2026.

 

Tre rifiuti in 10 giorni

La storia di questo tentativo di scalata si consuma in un arco di tempo ristrettissimo. Il 12 giugno Castlelake aveva presentato una prima proposta da 560 pence per azione, respinta dal cda già il 16 giugno. Il giorno successivo, il 17 giugno, era arrivata una seconda offerta a 600 pence, ideata – come ha dichiarato lo stesso fondo – per “favorire un rapido coinvolgimento da parte del consiglio”. Anche questa è stata respinta il 20 giugno, stesso giorno in cui Castlelake ha alzato ulteriormente il tiro con la terza proposta da 625 pence, rigettata il 21 giugno. Il pattern è preciso: ogni rilancio è stato confezionato come un gesto di buona volontà, e ogni volta il board ha risposto con un no secco.

Easyjet ha motivato i rifiuti su più fronti. Il cda ha sottolineato che le analisi di premio e valutazione presentate da Castlelake si basano principalmente su prezzi azionari compressi dalla crisi in Medio Oriente, su utili di breve periodo e su report degli analisti che non riflettono le prospettive di medio termine della compagnia. Ha inoltre sollevato “considerevoli riserve” sull’elevata leva finanziaria prevista dalla struttura dell’offerta e ha definito l’assetto proprietario proposto “opaco”, in quanto non consentirebbe di valutare la concreta fattibilità dell’operazione.

Easyjet e Castlelake: la risposta del mercato

La Borsa di Londra ha risposto con immediatezza alla pubblicazione dell’offerta. Questa mattina il titolo Easyjet ha guadagnato oltre il 5% in apertura, toccando un picco intraday di 531 pence e attestandosi successivamente intorno a 522 pence, il livello più alto da quasi un anno. Il dato è significativo: anche alla quotazione di 522 pence raggiunta in mattinata, l’offerta da 625 pence implica ancora un potenziale di rialzo di circa il 20%, segnale che il mercato non sconta ancora una piena probabilità di successo dell’operazione.

La reazione del titolo va letta anche nel contesto delle settimane precedenti. Quando il 29 maggio l’interesse di Castlelake per Easyjet era diventato pubblico per la prima volta, le azioni si trovavano a 394,20 pence, vicine ai minimi degli ultimi dodici mesi. La compagnia aveva attraversato un semestre difficile, con una perdita ante imposte di 552 milioni di sterline nei sei mesi chiusi a marzo 2026, penalizzata dall’aumento dei costi del carburante e dall’impatto del conflitto in Medio Oriente sulla fiducia dei passeggeri. Nelle settimane successive all’emersione dell’interesse di Castlelake il titolo aveva già recuperato terreno, attestandosi intorno a 504 pence alla chiusura di venerdì 20 giugno. L’annuncio pubblico dell’offerta ha impresso una nuova accelerazione.

Il premio offerto da Castlelake è calibrato con precisione per risultare difficile da ignorare: 59% rispetto al prezzo del 28 maggio 2026, ultima seduta prima che l’interesse del fondo diventasse pubblico; 71% rispetto alla media ponderata per i volumi tra il 16 aprile e il 28 maggio; 35% rispetto alla chiusura del 27 febbraio 2026, ultimo giorno prima dello scoppio del conflitto Usa-Iran. L’offerta è inoltre superiore a qualsiasi prezzo obiettivo pubblicato dagli analisti dopo il 16 aprile 2026. 

 

Il nodo regolatorio europeo

Dietro la complessità dell’offerta si cela un problema strutturale che Castlelake non può ignorare: le norme europee impongono che i vettori aerei dell’Unione Europea siano detenuti e controllati in maggioranza da cittadini europei. Essendo un soggetto statunitense, Castlelake non può acquisire il controllo diretto di Easyjet senza rischiare la revoca delle licenze operative della compagnia.
Per aggirare questo ostacolo, il fondo ha costruito una struttura che prevede il coinvolgimento di due partner europei: Peter Bellew, ex amministratore delegato di Malaysia Airlines e già Chief Operating Officer di Ryanair, e Mark Breen, entrambi cittadini dell’Unione Europea.

L’architettura prevede la creazione di una società veicolo controllata per il 51% da questi partner europei e per il 49% da Castlelake, così da garantire formalmente la maggioranza europea. EasyJet ha però giudicato questa soluzione priva di trasparenza sufficiente e senza una base adeguata per valutarne la concreta realizzabilità. Castlelake ha replicato che strutture analoghe sono già adottate da altri vettori europei nelle medesime condizioni regolamentari.

A rafforzare la credibilità dell’operazione sul fronte finanziario, Goldman Sachs ha dichiarato di avere “piena fiducia” nella propria capacità di organizzare il finanziamento tramite debito necessario. Il fondo, che gestisce circa 38 miliardi di dollari di asset e ha investito oltre 24 miliardi nel settore aereo dal 2005, ha esperienza diretta nelle operazioni di questo tipo: nel 2023 aveva partecipato al salvataggio di Scandinavian Airlines (SAS) acquisendo una quota del 32% all’interno di un consorzio che comprendeva Air France-KLM e il governo danese, per poi cedere successivamente la sua partecipazione al gruppo franco-olandese.

Immagine di Massimiliano Carrà

Massimiliano Carrà

Classe 1994 e laureato in scienze della comunicazione a Palermo (sua città natale), si è specializzato a Milano sostenendo un Master in Radio e New Media Management & Content al Sole 24 Ore. Iscritto dal 2020 all'Ordine dei Giornalisti pubblicisti, dopo le esperienze in Radio 24, Class Editori, Money.it, Forbes Italia e Il Giornale è entrato nel 2025 in Borsa&Finanza, dove si occupa di approfondimenti macro-economici, startup, interviste e imprenditoria. Ama lo sport, la letteratura, il cinema e il mare. Gli piace visitare posti nuovi e scoprire nuove culture.

Ricevi gratis la copia di Borsa&Finanza

Ottieni la copia digitale del nostro magazine e resta aggiornato su mercati, economia e scenari finanziari