Dal nome del cane a tre teste che nella mitologia greca faceva la guardia all’ingresso degli Inferi, Cerbero è l’innovativo sistema per la rilevazione istantanea delle infrazioni introdotto dal nuovo Codice della strada. Passata la sua fase di sperimentazione, il dispositivo è attualmente in funzione a Roma, dove è in servizio sul tetto di venti auto di pattuglia della Polizia locale. Il suo meccanismo è simile a quello dei radar de vitesse francesi installati sulle volanti o sulle auto in borghese. Dietro questo apparato di ultima generazione c’è Safety21, azienda romana di servizi tecnologici per la sicurezza stradale e la smart mobility guidata dall’amministratore delegato e fondatore Gianluca Longo.
Come funziona Cerbero
Cerbero è un sistema di rilevamento dinamico-comportamentale basato sull’intelligenza artificiale. Il corpo del dispositivo, composto da tre telecamere mobili a doppia direzione fronte e retro, si installa sul tetto delle auto della Polizia locale che in questo modo possono potenziare le attività di controllo e garantire maggiore sicurezza stradale. Grazie al software di intelligenza artificiale che individua oggetti specifici nel proprio spettro di azione, Cerbero rileva i veicoli che commettono irregolarità come la sosta in doppia fila e le auto e moto prive di assicurazione e revisione, sottoponendo i dati identificativi ai database MCTC. Inoltre, è in grado di individuare la classe ambientale di appartenenza con il relativo dato di emissione CO2.
Gli agenti a bordo della volante utilizzano il dispositivo tramite un tablet e rilevano in tempo reale le violazioni di sosta irregolare e di validità di assicurazione e revisione. L’IA integrata analizza le anomalie e le segnala ai tablet: se il logo è verde non c’è violazione; se diventa giallo o rosso c’è infrazione. Dopo una valutazione accurata, tuttavia, la responsabilità per la gestione delle sanzioni passa e resta ai vigili in servizio: premendo il tasto “sanziona” sul dispositivo si procede alla multa e all’invio dei dati al sistema Prosa che prepara il verbale di polizia. Gli agenti hanno avuto una formazione speciale per l’uso di Cerbero e le apparecchiature sono state distribuite tra i gruppi territoriali e il GPIT, l’unità organizzativa Gruppo di pronto intervento traffico che opera i servizi di polizia stradale e di protezione civile su tutto il territorio della città, dal centro alla periferia.
Roma è la prima città d’Italia a sperimentare Cerbero perché nella Capitale “troppe macchine sostano in doppia fila, e questo non solo rappresenta un pericolo per i cittadini poiché riduce la visibilità, ma ostacola anche la viabilità, intralciando e rallentando fortemente il traffico sia privato che pubblico”, spiega Roberto Gualtieri. Il dossier Mobilità negata di Legambiente rivela che su 55 strade in 10 municipi di Roma prese in esame tra zone centrali e periferiche, si contano più di 6.000 soste irregolari su 17.000 analizzate, pari al 36% del totale. Il sindaco aggiunge che “per garantire la privacy, le immagini rilevate oscureranno automaticamente i volti dei cittadini”.

Quali multe può fare
Il sistema Cerbero è attivo sul rilevamento di tre tipi di infrazioni: l’irregolarità della sosta e la circolazione senza assicurazione e senza revisione. Per la sosta irregolare su posto handicap, passo carrabile, tra i cassonetti, sulle strisce pedonali, in sosta vietata, doppia fila, sui binari del tram e così via, le multe sono da 42 a 173 euro per gli autoveicoli e da 25 a 100 euro per motoveicoli e ciclomotori. La sanzione per chi circola senza assicurazione è una multa da 866 a 3.464 euro e il sequestro del veicolo. Per chi circola senza revisione, la contravvenzione è da 173 a 694 euro e viene accompagnata dal divieto di circolazione fino a quando la revisione non viene effettuata.
Allo stato attuale Cerbero serve prevalentemente a ridurre i tempi di raccolta dei dati e a velocizzare le contravvenzioni: non blocca immediatamente un veicolo privo di assicurazione o revisione né controlla l’usura degli pneumatici, se l’autista ha la cintura oppure il telefono in mano, a differenza di quanto accade in Francia con i radar de vitesse approvati anche in mobilità dal Ministère de l’Intérieur. I radar mobili di nuova generazione sono attivi dal 2013 e permettono alle forze dell’ordine transalpine di effettuare controlli da fermo: a bordo strada, in avvicinamento e in uscita.
In vigore da sabato 14 dicembre, la riforma del Codice della strada introduce sanzioni più pesanti per chi guida parlando al cellulare o messaggiando con lo smartphone al volante: la multa passa da un minimo di 250 a un massimo di 1.000 euro, con aumento a 1.400 euro e sospensione fino a tre mesi in caso di recidiva. La sospensione si riduce a 15 giorni se si hanno meno di 10 punti sulla patente e a una settimana se si hanno almeno 10 punti, mentre i tempi raddoppiano in caso di incidente. Non va dimenticato che i proventi delle sanzioni amministrative accertate dalla Polizia locale vanno al Comune di appartenenza e sono destinati ad interventi e attività di sicurezza stradale.









