Chi è Cerebras e perché potrebbe essere la prossima rivale di Nvidia

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Un chip grande quanto un iPad, capace di elaborare risposte di intelligenza artificiale fino a quindici volte più rapidamente delle principali soluzioni gpu. Cerebras Systems ha debuttato al Nasdaq chiudendo a 311,07 dollari per azione, in rialzo del 68% rispetto al prezzo di collocamento di 185 dollari, con una capitalizzazione di circa 95 miliardi di dollari. I 5,55 miliardi di dollari raccolti tramite la vendita di 30 milioni di azioni ne fanno la più grande ipo tecnologica statunitense dai tempi di Uber e la prima interamente dedicata all’intelligenza artificiale: la principale antagonista di Nvidia è sbarcata a Wall Street.

 

In questo articolo:

 

  • Cerebras, un’ipo da record
  • L’ascesa di Cerebras e come funziona il suo chip
  • Il duello con Nvidia, la guerra dei chip per l’AI è iniziata

 

Cerebras, un’ipo da record

Il titolo ha aperto la prima seduta a 350 dollari, ha toccato un massimo intraday di 386 dollari e ha poi registrato un progressivo ripiegamento nel corso della giornata: un andamento che riflette l’entusiasmo e, insieme, la cautela con cui Wall Street ha accolto la più grande ipo tecnologica statunitense dai tempi di Uber. Il collocamento di Cerebras arriva in un mercato che fatica ancora a tornare ai ritmi pre-2022: secondo i dati elaborati da Jay Ritter dell’Università della Florida, nel 2025 le quotazioni nel comparto tech si sono fermate a 31, contro le 121 di quattro anni prima.

Lo sfondo, però, è favorevole ai chip per l’intelligenza artificiale: l’etf VanEck Semiconductor segna un progresso del 58% dall’inizio del 2026, con Intel, Advanced Micro Devices e Micron che hanno registrato guadagni a tre cifre nell’anno in corso. La crescente diffusione degli agenti di intelligenza artificiale ha incrementato la domanda tanto per le gpu di Nvidia quanto per le cpu più tradizionali. Nel panorama delle prossime quotazioni, SpaceX di Elon Musk, fusa a febbraio con la società di intelligenza artificiale xAI, si sta preparando alla vendita di azioni, mentre OpenAI e Anthropic potrebbero approdare in borsa entro la fine dell’anno.

 

L’ascesa di Cerebras e come funziona il suo chip

Cerebras, il cui nome deriva dal latino “cerebrum”, è stata fondata nel 2015 da Andrew Feldman, dirigente del settore semiconduttori, insieme ai veterani dell’industria Jean-Philippe Fricker, Michael James, Gary Lauterbach e Sean Lie. La startup ha avviato la commercializzazione dei propri chip nel 2019, quando, nelle parole dello stesso Feldman, “a nessuno importava e il mercato non era pronto”. Il punto di svolta è arrivato, secondo l’amministratore delegato, nella prima metà del 2025, quando i modelli di intelligenza artificiale hanno raggiunto un livello di utilità pratica tale da far esplodere il business. Dalla fondazione, Cerebras ha raccolto oltre 2,55 miliardi di dollari in capitale di rischio da investitori tra cui Benchmark e Foundation Capital, con un’ultima valutazione sui mercati privati di 23 miliardi di dollari. L’esercizio 2025 si è chiuso con un fatturato di 510 milioni di dollari, in crescita del 76% rispetto ai 290 milioni del 2024, e con un utile netto di 238 milioni di dollari, a fronte di una perdita di 482 milioni nell’anno precedente. All’interno dell’assetto azionario post-IPO, Feldman detiene circa il 5% dei diritti di voto e una partecipazione del valore prossimo ai 2 miliardi di dollari ai prezzi dell’offerta; Fidelity controlla circa l’11% del capitale e la società di venture capital Benchmark il 9%.

Il prodotto tecnologico distintivo di Cerebras è il Wafer-Scale Engine (Wse), un processore ricavato da un intero wafer di semiconduttori anziché da singoli chip incisi su wafer più grandi, come avviene per le gpu di Nvidia e AMD e per le cpu di Intel. Di dimensioni paragonabili a un iPad e circa cento volte più grande di un chip convenzionale, il Wse sarebbe in grado di generare risposte basate sull’intelligenza artificiale fino a quindici volte più rapidamente rispetto alle principali soluzioni sul mercato. Le sue caratteristiche lo rendono particolarmente adatto a determinati carichi di lavoro, senza tuttavia renderlo universalmente superiore: i chip di dimensioni standard restano più economici, flessibili e scalabili per la maggior parte dei casi d’uso.

Il percorso verso la quotazione non è stato lineare. Cerebras aveva presentato la prima domanda di ipo nel settembre 2024, ritirandola circa un anno dopo a seguito di un approfondito esame del prospetto da parte delle autorità, riconducibile principalmente alla forte dipendenza da un unico cliente con legami negli Emirati Arabi Uniti, G42, partecipata da Microsoft. La società aveva notificato al Committee on Foreign Investment in the United States (CFIUS) la vendita di azioni a G42 per una valutazione dei rischi per la sicurezza nazionale; il comitato aveva approvato l’operazione, ma Cerebras aveva comunque ritirato i piani di quotazione senza fornire spiegazioni. La nuova domanda è stata depositata ad aprile, con un prospetto aggiornato che evidenziava la significativa riduzione della dipendenza da G42. In parallelo, la società ha avviato una trasformazione del proprio modello di business, spostando il baricentro dalla vendita di sistemi hardware alla fornitura di servizi cloud basati sui propri chip.

 

Il duello con Nvidia, la guerra dei chip per l’AI è iniziata

La struttura del portafoglio clienti di Cerebras resta ancora piuttosto concentrata. Nel 2025 la Mohamed bin Zayed University of Artificial Intelligence, laboratorio di ricerca con sede negli Emirati Arabi Uniti e prima istituzione accademica al mondo dedicata interamente alla formazione di professionisti dell’intelligenza artificiale, ha rappresentato il 62% dei ricavi. G42 ha inciso per il 24%, in calo dall’85% registrato nel 2024. In merito alla collaborazione con l’università emiratina, Feldman ha dichiarato che le due organizzazioni stanno sviluppando congiuntamente modelli linguistici in lingua araba e inglese.

Sul fronte degli accordi commerciali, a gennaio Cerebras ha annunciato un’intesa cloud con OpenAI superiore a 20 miliardi di dollari, con scadenza nel 2028; a marzo Amazon Web Services ha comunicato che installerà chip Cerebras nei propri data center, aprendo un nuovo canale di distribuzione verso gli sviluppatori. Sul piano competitivo, il principale antagonista resta Nvidia, azienda con la capitalizzazione più alta al mondo, rispetto alla quale Cerebras rivendica vantaggi in termini di velocità e prezzo grazie alle differenze architetturali del WSE. A dicembre, Nvidia ha acquisito per 20 miliardi di dollari le attività della startup Groq, i cui processori presentano affinità con quelli di Cerebras, annunciando pochi mesi dopo lo sviluppo di prodotti basati su tale tecnologia.

Nvidia sta inoltre ampliando la propria presenza nel segmento delle cpu per data center: nel 2023 ha presentato le prime unità ad alte prestazioni progettate per integrarsi con le gpu nell’elaborazione di grandi volumi di dati, privilegiando architetture monolitiche rispetto alla scomposizione in chiplet adottata da Intel e AMD. Accordi con Meta Platforms  segnalano l’ambizione di Nvidia di proporsi come fornitore di un pacchetto computazionale completo, in un momento in cui la diffusione dell’intelligenza artificiale distribuita sta spostando quote crescenti di calcolo proprio verso le cpu. Alla concorrenza hardware si affiancano i principali operatori di servizi cloud: Google, Microsoft, Oracle e CoreWeave sono tutti indicati nel prospetto di Cerebras come competitor diretti nella nuova veste di provider cloud della società.

 

Immagine di Hillary Di Lernia

Hillary Di Lernia

Classe 1994 e laureata in scienze della comunicazione, si è specializzata in sociologia conseguendo successivamente un master in criminologia. Giornalista pubblicista, ha collaborato con diverse testate finanziarie tra cui Bluerating e Milano Finanza, occupandosi di risparmio gestito e approfondimenti sui mercati finanziari. Oggi svolge anche la professione di criminologa e giornalista d’inchiesta, con particolare attenzione alle dinamiche sociali, economiche e criminali.

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