Ad agosto 2023 il colosso immobiliare cinese Evergrande ha fatto ricorso al Chapter 15 della legge fallimentare statunitense. Non si sente molto spesso parlare di questo capitolo, a differenza del Chapter 11 a cui ricorre la gran parte delle aziende statunitensi che si trovano sull’orlo del fallimento. Cerchiamo quindi di scoprire di cosa tratta il Chapter 15 e tutto quello che serve conoscere su questa importante norma dell’ordinamento americano.
Chapter 15: definizione e caratteristiche
Il Chapter 15 è un capitolo della legge fallimentare statunitense che consente alle aziende straniere in crisi di continuare a operare, senza mettere in liquidazione i propri beni per risanare i debiti, a condizione di avviare una ristrutturazione aziendale per rimborsare i creditori statunitensi. Quindi, qual è la differenza con il Chapter 11? In sostanza, il distinguo è sulla nazionalità delle aziende che vi ricorrono: nel 15 sono straniere, nell’11 sono americane. Come vedremo, vi sono altre differenze che illustreremo nel dettaglio in un paragrafo a parte.
Il Chapter 15 è stato introdotto nel 2005 nell’ambito del Bankruptcy Abuse Prevention and Consumer Protection Act, come conseguenza della crescente globalizzazione delle imprese e della complessità dei casi di insolvenza transfrontaliera che coinvolgono più giurisdizioni. La norma si basa su un principio di riconoscimento e rispetto delle leggi di un altro Paese, trovando un equilibrio nell’ambito della protezione degli interessi dei debitori stranieri.
Chapter 15: i requisiti di attuazione
Perché possa essere applicato il Chapter 15 della legge fallimentare statunitense, è necessario che ricorrano alcuni presupposti, come di seguito elencati:
- esistenza di un procedimento estero, ossia una procedura formale di insolvenza o fallimento avviata nel Paese di origine del debitore;
- debitore idoneo, che comprende individui, società di persone e di capitali, nonché enti commerciali;
- petizione per il riconoscimento, ovvero il debitore straniero deve presentare un’istanza per riconoscere il procedimento estero includendo informazioni sulle proprie attività e passività, nonché qualsiasi rimedio richiesto;
- Tribunali USA idonei, ovvero che abbiano giurisdizione sui beni e sulle attività del debitore negli Stati Uniti;
- avviso ai creditori, secondo cui il richiedente deve fornire notifica a tutte le parti interessate negli Stati Uniti e all’estero in modo da garantire la partecipazione di questi ultimi per far valere i propri diritti nei procedimenti;
- determinazione del riconoscimento, dove il Tribunale statunitense decide se riconoscere o meno il procedimento estero sulla base di fattori quali il centro degli interessi principali del debitore e il posizionamento dei suoi beni principali.
Chapter 15 vs Chapter 11: le differenze
Come abbiamo accennato, la differenza basilare tra il Chapter 15 e il Chapter 11 sta nella nazionalità dei soggetti coinvolti. Vi sono però una serie di distinzioni che bisogna fare e che possono essere schematizzate nel modo seguente:
| Chapter 15 | Chapter 11 | |
|---|---|---|
| Ambito di applicazione | Si occupa specificamente dei casi di insolvenza transfrontalieri. | Si applica ai casi nazionali. |
| Scopo | Facilita il coordinamento e la cooperazione nei casi internazionali. | Il debitore propone un piano, soggetto all’approvazione del creditore e alla conferma del Tribunale. |
| Giurisdizione | Fornisce riconoscimento e assistenza negli Stati Uniti. | Principalmente un processo fallimentare con sede negli Stati Uniti. |
| Focus principale | Riconoscimento delle procedure concorsuali estere. | Riorganizzazione del debito e ristrutturazione finanziaria. |
| Agevolazioni per i debitori | Protegge i beni del debitore straniero situati negli Stati Uniti. | Fornisce una sospensione automatica, consentendo al debitore di continuare le operazioni. |
| Coinvolgimento dei creditori | Consente ai creditori di partecipare e far valere i propri crediti. | I comitati dei creditori svolgono un ruolo attivo nel processo di riorganizzazione. |
| Piano di riorganizzazione | Il debitore propone un piano, soggetto all’approvazione del creditore e alla conferma del Tribunale. | Il debitore propone un piano, soggetto all’approvazione del creditore e alla conferma del Tribunale. |
| Esdebitazione | Si concentra principalmente sulla riorganizzazione interna, ma la cooperazione internazionale è possibile. | L’estinzione dei debiti è possibile dopo il completamento con successo del piano. |
| Cooperazione transfrontaliera | Facilita la cooperazione e il coordinamento tra più giurisdizioni. | Il debitore propone un piano soggetto all’approvazione del creditore e alla conferma del tribunale. |
| Requisiti legali e processo | Comporta requisiti e procedure specifici per il riconoscimento e l’assistenza. | Segue un processo legale strutturato con vari depositi e udienze. |
Vantaggi e svantaggi
Il ricorso al Chapter 15 produce alcuni indubbi vantaggi, ma anche degli inconvenienti. Tra i fattori favorevoli si possono individuare:
- la facilitazione del coordinamento globale e della cooperazione tra Tribunali di diversi Paesi;
- la protezione e la preservazione delle risorse situate in più giurisdizioni;
- il riconoscimento delle procedure concorsuali straniere, con l’accesso al sistema giudiziario statunitense che permette di cercare sollievo rispetto al fallimento;
- l’equità e la parità di trattamento dei creditori di diversi Paesi.
Chiaramente ci sono anche degli aspetti che rendono questo procedimento non molto positivo, quali:
- la complessità di procedure e dei requisiti legali che può richiedere un dispendio di tempo e denaro non indifferente;
- il fatto che l’efficacia del procedimento dipenda dalla cooperazione e dall’efficacia delle procedure di insolvenza estere, che possono variare nelle diverse giurisdizioni;
- la limitazione del controllo e dell’autorità sui beni esteri da parte del Tribunale degli Stati Uniti, il che influenza la capacità di amministrare e distribuire tali beni in modo ottimale;
- la potenziale conflittualità di leggi tra giurisdizioni che può portare a incertezze nella risoluzione dei casi d’insolvenza.









