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Chip: la Cina reagisce alle strette USA con un nuovo fondo da $ 27 miliardi

Chip: la Cina istituisce un nuovo fondo da 27 miliardi di dollari

La Cina reagisce alle strette statunitensi sul commercio di chip con il suo più grande fondo mai creato fino ad oggi. Si tratta del terzo veicolo della National Integrated Circuit Industry Investment Fund, l’azienda sostenuta dallo Stato conosciuta anche come Big Fund. Il terzo fondo avrà una dotazione di oltre 27 miliardi di dollari  raccolti soprattutto presso i governi locali e le imprese statali e sarà supervisionato dal Ministero della tecnologia cinese. Il governo centrale dovrebbe contribuire solo in parte. In particolare, impegneranno miliardi nel veicolo il governo di Shanghai, China Chengtong Holdings Group e State Development and Investment Corp. Secondo quanto riportato dagli organi di stampa vicini alla questione, le trattative per la raccolta fondi sono in corso e potrebbero necessitare mesi per arrivare a una finalizzazione.

 

Chip: come opererà il fondo della Cina

Il Fondo III, così come è denominato, si impegnerà a finanziare da tre a quattro pool di capitali gestiti da altri soci accomandatari nell’ambito di una cosiddetta struttura di “fondo di fondi”, in modo da diversificare le strategie di approvvigionamento e di investimento nel campo dei semiconduttori. L’obiettivo di Pechino è quello di mettere insieme capitali preziosi in tutto il Paese per grandi progetti, sfruttando il grande mercato dei chip. Del resto, questa è la politica seguita da Big Fund fin dalla sua istituzione nel 2014 nel fornire aiuti finanziari ai produttori di chip locali come SMIC, principale produttore di Huawei, e Yangtze Memory Technologies Co.

La precedente fase del fondo, ossia la seconda, è stata avviata nel 2019, con la partecipazione in 48 aziende locali di chip. Big Fund ha rallentato la sua operatività nel 2022 dopo un’indagine anti-corruzione che ha portato alla caduta del suo precedente capo e di diversi altri funzionari, per poi tornare in azione lo scorso anno con un investimento di oltre 10 miliardi di yuan in Changxin Xinqiao Memory Technologies Inc. Da quando è stato fondato, Big Fund ha attirato circa 45 miliardi di dollari di capitali, sostenendo una quantità importante di aziende.

 

USA-Cina: una guerra tecnologica senza esclusione di colpi

La mossa di Pechino arriva in un periodo in cui le tensioni con gli Stati Uniti si sono fatte più intense. Washington ha attuato negli ultimi due anni una serie di provvedimenti restrittivi per impedire alle aziende americane di esportare in Cina i chip di fascia alta legati all’intelligenza artificiale e apparecchiature che permettano alle imprese cinesi di realizzare semiconduttori avanzati. Tutto ciò ha creato qualche difficoltà a colossi come Nvidia, che trae dalla domanda cinese circa un quinto del suo fatturato e che ha cercato di mettere una pezza con la fabbricazione di chip sostitutivi e meno potenti pensati per la Cina. Le restrizioni USA hanno però messo in seria difficoltà le aziende cinesi nel settore, causandogli un ritardo nel progresso tecnologico oggi reputato di fondamentale importanza per lo sviluppo di una nazione.

Il timore del Dragone ora è che dal Dipartimento del Commercio statunitense arrivino ulteriori misure per impedire anche le esportazioni di chip meno all’avanguardia, dando in questo modo il colpo di grazia alle società della seconda potenza economica mondiale. Questo anche alla luce del fatto che gli USA stanno esortando gli alleati come Giappone, Germania, Corea del Sud e Olanda a bloccare l’accesso della Cina alla tecnologia occidentale per quel che riguarda i chip e l’intelligenza artificiale. In un contesto molto nebuloso, le autorità cinesi puntano su Big Fund per spingere l’ex Impero Celeste a competere ancora a livello alti con l’Occidente.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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