Christie’s lancia una divisione per le transazioni immobiliari in Bitcoin

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La casa d’aste britannica Christie’s è pronta a espandere i suoi servizi in asset digitali lanciando una nuova divisione che facilita le transazioni immobiliari tramite criptovalute, in particolare Bitcoin. Christie’s International Real Estate diventa così la prima grande società di intermediazione a consentire acquisti con pagamenti digitali al posto dei contanti. L’iniziativa è ancora più significativa perché avviene in uno dei mercati più esclusivi al mondo.

Il broker del lusso ha deciso di attivare una nuova divisione immobiliare crittografica affidandosi a un team dedicato composto da esperti crypto, analisti e avvocati. Senza dipendere da alcuna banca tradizionale, venditori e acquirenti potranno utilizzare Llc (Limited liability company, società a responsabilità limitata) alimentate in Bitcoin che renderanno le operazioni sicure, rapide e prive di intermediari. Naturalmente le Llc verranno create utilizzando criptovalute anziché fondi depositati in banca.

 

In questo articolo:

 

  • Christie’s apre alle transazioni immobiliari in Bitcoin
  • Gli immobili di lusso acquistabili in criptovalute
  • Perché utilizzare le crypto anziché i metodi tradizionali
  • I vantaggi e le prospettive future

 

Christie’s apre alle transazioni immobiliari in Bitcoin

La piattaforma di Christie’s International Real Estate è affidata ad Aaron Kirman, l’amministratore delegato di Christie’s Southern California, e permetterà di acquistare immobili di lusso con valute digitali, Btc nella fase iniziale. La decisione della major arriva in seguito ad alcune vendite record negli ultimi due anni pagate completamente in Bitcoin, come il passaggio di proprietà di una villa a Beverly Hills per un valore di 65 milioni di dollari.

“Il trend era ovvio: le criptovalute sono qui per restare e sono solo destinate a crescere nei prossimi anni”, ha dichiarato Kirman. A proposito della tutela della privacy garantita dalle Llc per chi investe con criptovalute, il manager ha rivelato di aver concluso diverse transazioni in cui il venditore non conosceva l’identità del compratore. In questi casi, gli avvocati incaricati dal seller comunicano con i rappresentanti del buyer per garantire che i fondi trasferiti non siano stati ottenuti illegalmente oppure frutto di riciclaggio. “Abbiamo avuto molto successo nel proteggere l’identità degli acquirenti. E se il mio venditore si sente a suo agio nel non sapere chi è il suo compratore, allora Dio benedica l’America”, ha detto Kirman.

 

Gli immobili di lusso acquistabili in criptovalute

Nella selezione di Christie’s sono già presenti diversi immobili di lusso acquistabili in Bitcoin: il loro valore totale supera il miliardo di dollari. Tra questi spiccano La Fin, mega-villa al 1200 di Bel Air di proprietà del magnate immobiliare Jeff Greene, messa in vendita per 118 milioni di dollari, e Nightingale, proprietà esclusiva a Beverly Hills di Oppenheim Group, progettata dallo studio di architettura Woods e Dangaran e valutata 63 milioni di dollari.

Christie’s ha messo le mani pure sulla famosa Invisible House di Joshua Tree, avveniristico grattacielo orizzontale nel deserto californiano composto da immense vetrate e offerto sul mercato per 17,95 milioni di dollari. Chris Hanley, il produttore cinematografico che ha immaginato la Invisible House affidandone il design all’architetto Tomas Osinski, ha spiegato che “accettare criptovalute segnala un’apertura verso acquirenti innovativi, alcuni dei quali sono cripto-milionari e miliardari in cerca di real-world asset da diversificare”.

 

Perché utilizzare le crypto anziché i metodi tradizionali

In questa fase storica, Bitcoin e il mondo crypto stanno godendo dell’entusiastico sostegno del presidente Donald Trump e delle politiche di apertura della Casa Bianca agli asset digitali. Il lancio della divisione specializzata di Christie’s arriva in seguito alle recenti approvazioni del Genius Act sulle stablecoin e del Clarity Act (passato alla Camera e in attesa di semaforo verde al Senato) che introduce un quadro normativo chiaro e regolamentato per il settore. Le due leggi puntano a trasformare gli Stati Uniti nella capitale mondiale delle crypto.

Il presidente Trump è il primo promotore degli asset digitali e dell’espansione della finanza decentralizzata, che ora è pronta a rivoluzionare il mercato immobiliare. Non a caso Fannie Mae (Federal national mortgage association, la società che svolge funzioni di garanzia sul mercato ipotecario) e Freddie Mac (Federal home loan mortgage corporation, l’impresa government sponsored specializzata nell’emissione di mutui ipotecari) hanno ricevuto l’invito della Fhfa (Federal housing finance agency, l’agenzia federale che supervisiona, regolamenta e promuove l’accesso al credito per l’acquisto di abitazioni) a considerare le criptovalute come una componente fondamentale del patrimonio di chi acquista casa quando richiede un mutuo.

 

I vantaggi e le prospettive future

L’uso delle criptovalute nel real estate sta guadagnando enorme popolarità. Dal lato dei buyer, comprare in valuta digitale nelle transazioni immobiliari garantisce anonimato, diversificazione del patrimonio e soprattutto rapidità dei tempi di chiusura degli accordi. Sul fronte dei seller, vendere ottenendo crypto significa avere disponibilità immediata di liquidità digitale, ampliare a livello internazionale la base clienti e allargare l’accessibilità del segmento immobili di lusso e proprietà di prestigio a nuovi investitori. Non mancano i rischi ovviamente, su tutti la volatilità dei prezzi di Bitcoin.

Insieme ai competitor di Sotheby’s, Christie’s ha abbracciato da tempo il trend degli asset digitali. Attualmente sono in corso discussioni tra la casa britannica e alcune banche per sviluppare nuovi prestiti garantiti in Bitcoin. Kirman stima che nel giro di cinque anni le transazioni in criptovalute rappresenteranno più di un terzo di tutte le transazioni immobiliari residenziali negli Stati Uniti. Una previsione perfettamente in linea con i recenti sviluppi di Washington nel crescente riconoscimento del fondamentale ruolo delle crypto nell’economia americana.

Immagine di Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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