La Cina lancia Arctic Express, la prima rotta container artica verso l’Europa

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Nel giorno del controverso discorso di Donald Trump all’Onu e della riapertura del confine tra Polonia e Bielorussia, la Cina ha lanciato ufficialmente la sua “via artica”: al porto di Ningbo-Zhoushan è stato inaugurato Arctic Express, il primo servizio di trasporto container tra l’Asia e l’Europa senza sfruttare il Canale di Suez. La rotta marittima artica è un corridoio che collega la Cina con Regno Unito, Paesi Bassi, Germania e Polonia, passando per l’Oceano Artico invece che da Suez.

Nelle intenzioni del governo cinese, la nuova rotta promette di trasformare in maniera significativa il commercio e la logistica globali: i tempi di percorrenza dall’Asia all’Europa vengono ridotti da 35 a 18 giorni. Considerata proibitiva fino a oggi, l’iniziativa sfida acque non più così gelide. Secondo gli studi dell’Ipcc, il panel intergovernativo dell’Onu sui cambiamenti climatici, l’Artide si sta riscaldando a una velocità più che doppia rispetto alla media globale e il ghiaccio del Mare Glaciale Artico si sta sciogliendo più in fretta del previsto.

 

In questo articolo:

 

  • Dalla Cina all’Europa: inaugurato il servizio Arctic Express
  • Cosa viaggia sulla prima rotta container attraverso l’Artico
  • La rotta artica minaccia il primato di Suez

 

Dalla Cina all’Europa: inaugurato il servizio Arctic Express

Il China-Europe Arctic Express è una rotta express per container che bypassa il Canale di Suez e raggiunge direttamente l’Europa attraverso la Nsr (Northern Sea Route), la rotta artica che passa dal Mare del Nord costeggiando la Siberia. L’itinerario della “Polar Silk Road” è point-to-point: dal porto di partenza a quello di arrivo, senza tappe intermedie. La nave portacontainer Istanbul Bridge, battente bandiera liberiana e di proprietà della SeaLegend Line, ha completato il 22 settembre scorso il suo primo carico di container al porto di Ningbo-Zhoushan nella provincia di Zhejiang, nell’est della Cina.

Da Ningbo-Zhoushan la nave raggiungerà Felixstowe, il più importante porto container della Gran Bretagna e uno dei porti commerciali più grandi d’Europa. Da qui la “Via della seta polare” si aprirà all’Europa e al resto del mondo con partenze per Rotterdam nei Paesi Bassi, Amburgo in Germania e Danzica in Polonia, senza passare per i porti russi. In questo modo, la rotta ridurrà i tempi di spedizione di 22 giorni e le emissioni di carbonio di circa il 50%.

Il progetto China-Europe Arctic Express è promosso nell’ambito della Belt and Road Initiative (la Nuova via della seta lanciata da Xi Jinping per migliorare i collegamenti commerciali cinesi con l’Eurasia) ed è il secondo che il Dragone sperimenta nel trasporto espresso Cina-Europa. Alla fine del 2024 è stato inaugurato il China-Europe Express, il corridoio di navigazione sostenibile (è a zero emissioni nette di carbonio) che collega lo scalo di Ningbo-Zhoushan con Wilhelmshaven in Germania.

 

Cosa viaggia sulla prima rotta container attraverso l’Artico

Il servizio del China-Europe Arctic Express è operato dalla Haijie Shipping Company, operatore nato nel 2022 a Singapore e con sede a Shanghai. Alla compagnia di navigazione, attiva per un trasporto totale di 20.000 Teu unità (la misura standard per quantificare la capacità di carico dei container), fa capo anche Haijie Ship Management, registrata a Londra nel 2022. I trasporti lungo la “Polar Silk Road” sono pensati soprattutto per l’e-commerce transfrontaliero, le batterie dedicate al settore della sicurezza e le merci ad alto valore aggiunto come farmaci, prodotti elettronici hi-tech, gioielli e opere d’arte.

Quello di Haijie Shipping sarà un servizio di linea strutturato, per adesso su base stagionale ma con l’obiettivo di rendere i trasporti operativi tutto l’anno (inverno incluso) grazie all’introduzione entro il 2030 di navi portacontainer specializzate. Con i suoi 294 metri di lunghezza e 32,2 metri di larghezza e una capacità di 4.890 Teu, la Istanbul Bridge è partita da Qingdao con tutti gli slot per container prenotati, superiori a 1.000 unità: l’arrivo a Felixstowe è previsto in 19 giorni con un unico stop a Shanghai. La scelta della partenza è ricaduta sul mese di settembre per evitare il congestionamento che avviene durante lo scarico in alta stagione e servire al meglio il periodo delle festività natalizie in Europa.

 

La rotta artica minaccia il primato di Suez

Con la riduzione progressiva della calotta polare e lo scioglimento dei ghiacci che procede al ritmo del 12% ogni dieci anni, la rotta artica è oggetto di forte attenzione per il commercio internazionale. La quantità di trasporto containerizzato attraverso la Nsr è ancora limitata, ma nel medio e lungo periodo l’Artico rappresenta una valida alternativa ai principali canali marittimi come Suez, Panama e il Mar Rosso. Il Centre for High North Logistics, la fondazione norvegese non profit che sviluppa soluzioni di trasporto e logistica innovative e sostenibili nell’High North, ha registrato 52 transiti lungo la Nsr nella prima metà della stagione di navigazione estiva-autunnale 2025.

L’operazione messa in piedi dalla Cina punta a rafforzare la cooperazione artica internazionale integrata nel sistema logistico globale con collegamenti più rapidi che accelerano i volumi di fatturato, riducono i costi di magazzino e diversificano le rotte commerciali. La Istanbul Bridge è salpata a pochi giorni dall’azione della Polonia che ha chiuso tutti i valichi di frontiera con la Bielorussia in risposta alle esercitazioni militari russe e bielorusse, note come Zapad 2025. La chiusura dei valichi stradali e ferroviari ha lasciato oltre 130 treni merci Cina-Europa bloccati sul lato bielorusso al valico Terespol-Brest, snodo cruciale della Nuova via della seta e dei flussi di camion e convogli merci.

“Gli sforzi proattivi della Cina per sviluppare la rotta artica non mirano solo a creare una rotta alternativa per l’Europa, ma incarnano una filosofia basata sulla cooperazione, sul vantaggio reciproco e sulla resilienza, principi sempre più importanti in un mondo in cui il commercio può essere vulnerabile agli shock geopolitici e all’incertezza economica”, scrive il Global Times. La “Via della seta polare” promette infatti di facilitare il trasbordo di merci dal Sud-est asiatico e dalla Corea del Sud, che ha già annunciato l’intenzione di entrare nel settore con le prime operazioni pilota a partire dalla prossima estate. Tuttavia, non mancano i rischi legati a questa nuova opzione logistica per la rete commerciale globale, su tutti l’assenza di efficaci sistemi di supporto in caso di emergenza e l’impatto ambientale sul già fragile ecosistema artico.

Immagine di Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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