Cina: i dati sul commercio sono i peggiori dal 2020, cosa farà il Governo?

Cina: i dati sul commercio sono i peggiori dal 2020, cosa farà il Governo?

Cina: i dati sul commercio sono i peggiori dal 2020, cosa farà il Governo?

I dati sul commercio della Cina sono allarmanti: le esportazioni e le importazioni sono scese a una velocità che non si vedeva da almeno 30 mesi. L’export nel mese di novembre si è contratto dell’8,7%, bene oltre le aspettative degli analisti al 3,5% e il calo dello 0,3% di ottobre. Le spedizioni hanno perso slancio a causa dell’inflazione in molti Paesi, dovuta alla crisi energetica e alla politica dei tassi alti da parte della Banche centrali, che ha rallentato la domanda. A ciò si sono aggiunte le restrizioni dettate dalla politica zero Covid da parte delle autorità cinesi, che hanno limitato le attività produttive, e quindi il dirottamento delle merci verso l’estero.

Questo ha frenato anche l’import, diminuito bruscamente a novembre del 10,6%, rispetto al 6% atteso dal consensus e allo 0,7% registrato nel mese di ottobre. Nello specifico hanno avuto un calo notevole gli acquisti di soia e minerale di ferro su base annua, mentre vi è stato un incremento delle importazioni di petrolio greggio e rame. Alla fine, il surplus della bilancia commerciale della Cina si è ridotta a novembre a 69,84 miliardi di dollari, in confronto agli 85,15 miliardi di dollari di ottobre. Le attese degli analisti erano per una cifra di 78,1 miliardi di dollari.

 

Cina: cosa farà ora il Governo per rilanciare la crescita?

Negli ultimi mesi, il Governo cinese ha attuato una serie di misure politiche per cercare di rilanciare la crescita e soprattutto salvare il moribondo settore immobiliare. Tra i provvedimenti rilevanti si ricordano il taglio della riserva obbligatoria in termini di liquidità delle banche e l’allentamento dei freni finanziari. Ieri si è tenuta una riunione del Politburo, l’ufficio politico del Partito Comunista cinese, dove è stato ribadito che nel prossimo anno il Governo concentrerà l’attenzione essenzialmente sulla stabilizzazione della crescita, sul rilancio della domanda interna e sulla riapertura al mondo esterno con l’allentamento delle misure restrittive anti-Covid.

 

Lo scetticismo degli analisti

Gli analisti, tuttavia, mostrano un certo scetticismo che i risultati potranno arrivare in tempi rapidi, dal momento che la domanda interna ed esterna rimane debole e rimuovere le misure draconiane attuate finora per combattere l’epidemia richiede tempo. Secondo Julian Evans-Pritchard, economista senior per la Cina di Capital Economics, “le spedizioni in uscita riceveranno una spinta limitata dall’allentamento delle restrizioni sul virus, che non sono più un vincolo importante sulla capacità dei produttori di soddisfare gli ordini”. Per questa ragione, “è probabile che le esportazioni si riducano ulteriormente nei prossimi trimestri”, ha affermato l’esperto, che ha aggiunto come “il passaggio da zero-COVID e l’aumento del sostegno al settore immobiliare alla fine guideranno una ripresa della domanda interna, ma probabilmente non prima della seconda metà del prossimo anno”.

Della stessa opinione è Zhiwei Zhang, capo economista di Pinpoint Asset Management, secondo cui la Cina dovrà fare maggiore affidamento sulla domanda interna, essendo che quella globale sarà destinata a scendere nel 2023.

Quest’anno l’economia cinese è cresciuta appena del 3% nei primi tre trimestri e le previsioni degli analisti sono per un incremento di poco alla fine dell’anno. Il risultato è molto deludente, se si pensa che l’obiettivo annuale del Governo era per una crescita del 5,5%. Il problema adesso è che, con lo yuan che ha perso molto terreno quest’anno, attuare gli stimoli monetari in un contesto dove i tassi d’interesse in tutto il mondo stanno crescendo potrebbe essere rischioso, poiché faciliterebbe un deflusso di capitali su larga scala.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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