La crescita della Cina ha frenato nel terzo trimestre ma la Borsa di Shanghai ha trovato sostento nel programma di finanziamento miliardario per l’acquisto di azioni messo in campo dalla People’s Bank of China. Nell’ultima seduta della settimana, l’indice CSI 300 ha chiuso con un balzo del 3,61%. Negli ultimi giorni i mercati azionari cinesi avevano perso slancio dopo il rally iniziato a fine settembre sugli stimoli monetari e fiscali adottati dalle autorità di Pechino. I piani fiscali del Ministero delle finanze, annunciati lo scorso fine settimana, non avevano invece convinto gli investitori, che reputano sia necessaria una prova di forza più imponente per risollevare l’economia dalla crisi immobiliare e dalla caduta dei consumi. Il colpo di coda della PBoC ha rinnovato la speranza in una svolta, per quanto la situazione ancora si presenti molto incerta.
Cina: PIL al 4,6% oltre le aspettative
Nel periodo luglio-settembre, il PIL della Cina è aumentato del 4,6% su base annua, oltre le aspettative del 4,5% ma al di sotto del 4,7% del precedente trimestre. Su base trimestrale l’economia è cresciuta dello 0,9%, al di sotto dell’1% atteso dagli analisti. Notizie positive sono arrivate dai dati sulla produzione industriale e sulle vendite al dettaglio che sono saliti oltre le attese in settembre, anche se il mercato immobiliare ha continuato a mostrarsi debole. Il governo comunque ha espresso fiducia sul fatto che l’obiettivo di crescita della Cina del 5% per il 2025 possa essere raggiunto. “Sulla base della nostra valutazione globale, si prevede che l’economia nel quarto trimestre continuerà il trend di stabilizzazione e ripresa che si è verificato a settembre. Siamo pienamente fiduciosi nel raggiungimento dell’obiettivo per l’intero anno”, ha detto ai giornalisti Sheng Laiyun, vice capo dell’ufficio statistico cinese.
Gli economisti però non sono del tutto convinti. Secondo Bruce Pang, capo economista di JLL, “i dati cinesi del terzo trimestre 2024 non sono un punto di svolta. La performance è in linea con le aspettative del mercato, data la debole domanda interna, un mercato immobiliare ancora in difficoltà e il rallentamento della crescita delle esportazioni”. L’esperto sottolinea come “il pacchetto di stimolo annunciato alla fine di settembre richiederà tempo e pazienza per rilanciare la crescita nei prossimi trimestri”.
Betty Wang, economista di Oxford Economics, è sulla stessa linea. “Minimizziamo l’importanza di indicatori economici chiave migliori del previsto a settembre, dato che la debolezza strutturale nei settori immobiliare e delle famiglie rimane in gran parte irrisolta. Le misure di stimolo annunciate di recente potrebbero attenuare i rischi al ribasso per la crescita del prossimo anno, ma è improbabile che invertano la recessione strutturale”, ha detto.
La PBoC rilancia le azioni cinesi
In soccorso dei mercati azionari è arrivata la PBoC con una potenza di fuoco di 800 miliardi di yuan, pari a 112,38 miliardi di dollari. La Banca centrale cinese ha messo in campo due schemi di finanziamento, annunciati per la prima volta a settembre, che consentono agli operatori di mercato di acquistare azioni in Borsa.
Il primo schema consiste nell’emissione di swap del valore iniziale di 500 miliardi di yuan rivolto a broker, gestori patrimoniali e società di assicurazione che possono ottenere liquidità dalla PBoC da investire nelle azioni. Al programma parteciperanno 20 aziende. Le domande iniziali che hanno superato i 200 miliardi di yuan, ha affermato l’istituto centrale.
Il secondo schema è un programma di prestiti a un tasso dell’1,75%, inizialmente del valore di 300 miliardi di yuan, disponibili per 21 istituzioni finanziarie idonee che possono accedervi all’inizio di ogni trimestre. Il denaro, anche in questo caso, sarà utilizzato per finanziare l’acquisto delle azioni di società quotate.









