Immobiliare Cina: piano di salvataggio da 148 miliardi di dollari USA - Borsa e Finanza

Immobiliare Cina: piano di salvataggio da 148 miliardi di dollari USA

Cina: pronto piano di salvataggio da $ 148 miliardi per il settore immobiliare

La Cina va in soccorso del moribondo settore immobiliare mobilitando fino a 1.000 miliardi di renminbi, pari a 148 miliardi di dollari di prestiti per riattivare i progetti in stallo. L’obiettivo del Governo cinese è  di risollevare i costruttori dalla montagna di debiti che li ha travolti e nel contempo evitare che si crei una crisi dei mutui innescata dagli acquirenti delle case che attendono da anni il completamento delle costruzioni.

L’erogazione delle risorse avverrà attraverso la People’s Bank of China, che inizialmente stanzierà un quinto del capitale attraverso prestiti a un tasso dell’1,75% annuo alle banche commerciali statali. Queste a loro volta utilizzeranno i fondi per rifinanziare i progetti immobiliari che ancora sono in stand-by. Il Governo spera che gli istituti di credito cinesi possano utilizzare fino a cinque volte l’importo iniziale, ma questo dipenderà da come procederanno i lavori nel settore nel settore immobiliare e dall’ammontare di rischieste.

 

Cina: le difficoltà per l’attuazione del progetto governativo

Il grande progetto di Pechino potrebbe però incontrare notevoli difficoltà. Il settore immobiliare, che rappresenta circa il 30% del PIL del Paese, è naufragato in una profonda recessione a causa della repressione delle Autorità governative prima e dei blocchi per il Covid-19 in seguito. Riportare in vita sviluppatori gravemente indebitati significa affrontare delle sfide finanziarie e sociali. Gli acquirenti di case sono esasperati al punto da rifiutarsi di pagare i mutui e i default di sviluppatori immobiliari si sono susseguiti numerosi in questi mesi. La situazione sembra essere in molti casi irrimediabilmente compromessa.

Secondo gli analisti lo schema proposto dal Governo potrebbe funzionare solo a condizione che i progetti immobiliari generino un flusso di cassa sufficiente, dalle vendite o dagli affitti, a rimborsare i finanziamenti ricevuti. Dan Wang, capo economista di Hang Seng Bank China, ha al riguardo affermato che molti progetti si trovano in città sottosviluppate dove il mercato immobiliare è estremamente debole, pertanto è difficile pensare che gli sviluppatori coinvolti riescano a generare i flussi di cassa richiesti.

Queste città hanno visto calare le compravendite di oltre un terzo questo mese rispetto all’anno scorso. Tutto ciò nonostante vi siano già state delle misure di sostegno da parte della Autorità locali, che hanno permesso la concessione di mutui a tassi di interesse ridotti e altri sussidi per stimolare i consumatori ad acquistare le case. Tuttavia le persone sono frenate dai timori per i ritardi nel completamento dei progetti, al punto che nei social network è diventato virale l’indicazione di sospendere il pagamento dei mutui fino a quando non verranno ultimati i lavori. Il pericolo è che il problema si estenda ora in maniera incontrollata in tutta la Cina.

A giudizio di Rory Grenn, capo economista cinese di TS Lombard a Londra, la situazione è davvero difficile da gestire per il Governo, perché da un lato vi è il rischio dell’assunzione di troppi debiti immobiliari, dall’altro quello di instabilità sociale. Sul livello di indebitamento poi, la questione è molto delicata in quanto molti sviluppatori in difficoltà erano già inadempienti sui pagamenti già prima di sospendere i lavori. Al proposito, ci si chiede come potrebbero riprendere li lavori con i creditori che continuano a bussare alla porta per riavere indietro il denaro prestato.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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