Si è concluso in Cina il Quarto Plenum – la riunione del Comitato Centrale del Partito Comunista – chiamato a delineare i contorni del prossimo piano quinquennale della nazione. Sono emersi spunti interessanti, ma fino alla sessione parlamentare di marzo non saranno rilasciati gli obiettivi completi per i cinque anni.
In questo articolo:
- Cina e Quarto Plenum: le previsioni del Pil
- Cina e Quarto Plenum: quale stimolo ai consumi
- Le purghe di Xi e le nuove nomine
Cina e Quarto Plenum: le previsioni del Pil
I leader cinesi hanno ribadito l’obiettivo di crescita del 5% del Pil per l’anno in corso e un incremento annuo medio del 4,6% fino al 2035. Il ministro del Commercio cinese Wang Wentao ha detto che il target “sarà molto costoso da raggiungere”, ma si aspetta che le risorse saranno concentrate nelle industrie high-tech ed emergenti, mentre persistono pressioni deflazionistiche. I vertici del Partito hanno chiesto un miglioramento dell’autosufficienza tecnologica, anche e soprattutto alla luce delle strette degli Stati Uniti. “Ci impegneremo per i prossimi cinque anni a raggiungere un significativo balzo in avanti nella forza economica, scientifica e tecnologica, nella forza della difesa nazionale, nel potere nazionale globale e nell’influenza internazionale della Cina”, si legge nell’analisi del Quarto Plenum.
Inoltre, è stato chiesto lo sviluppo di una “forte nazione agricola” e “l’accelerazione nella manifattura”. Per quanto riguarda il crollo immobiliare, il rapporto dell’incontro ha menzionato solo “uno sviluppo di alta qualità del settore”. In merito al rapporto con gli Stati Uniti, Wang ha affermato che le due potenze possono “trovare il modo di cooperare“, mentre nel frattempo Pechino “monitorerà il reddito nazionale lordo e il prodotto interno lordo”. Nei prossimi giorni è previsto l’atteso incontro tra il capo della Casa Bianca ,Donald Trump, e il suo omologo cinese Xi Jinping. Dal meeting si spera possano arrivare accordi che quantomeno smorzino le tensioni delle ultime settimane su possibili dazi e strette alle esportazioni.
Cina e Quarto Plenum: quale stimolo ai consumi
I vertici cinesi si sono impegnati anche a incrementare i consumi nei prossimi cinque anni. “La Cina deve aumentare vigorosamente i consumi”, si legge nella lettura dell’incontro. Questi devono essere “bilanciati con investimenti efficaci”, con “la nuova domanda che porterà a una nuova offerta e la nuova offerta che creerà una nuova domanda”, è scritto nel rapporto. I leader hanno anche chiesto un’attuazione efficace delle politiche di sostegno alle imprese e delle “azioni speciali” per rilanciare i consumi.
Secondo Zong Liang, ex capo ricercatore presso la Bank of China, “il tono indica che i responsabili politici cinesi stanno esaminando più da vicino il rapporto tra domanda e offerta economica rispetto agli anni passati”. Tuttavia, non c’è ancora un via libera alla distribuzione di denaro direttamente nelle tasche dei consumatori. “C’è una continua enfasi sugli investimenti come mezzo per stimolare i consumi, piuttosto che una spinta audace e diretta per espandere i consumi stessi”, ha affermato in una nota Yue Su, principale economista per la Cina dell’Economist Intelligence Unit. Anche Dan Wang, direttore cinese di Eurasia Group, è scettico. Si tratta solo di “un obiettivo illusorio. Non riesco a vedere un impegno fiscale in questo”, ha dichiarato.
Le purghe di Xi e le nuove nomine
Il Quarto Plenum non è arrivato in un clima sereno all’interno della struttura di comando cinese. Nei giorni scorsi è stata fatta una vera epurazione dei vertici militari per motivi non del tutto chiari, nell’ambito della rete anticorruzione predisposta da Xi Jinping. I personaggi finiti sotto la scure del premier cinese sono nove, a partire dal generale He Weidong, numero tre della catena di comando della Difesa e numero due nella gerarchia militare. Il militare 68enne è stato espulso dal Partito comunista e dall’esercito, risultando il più alto ufficiale in servizio attivo a cadere nella morsa di Xi.
Oltre a He, sono stati puniti: Miao Hua, ex membro della Cmc (Commissione Militare Centrale) responsabile del lavoro politico, ideologico e del personale dell’esercito; He Hongjun, vice di Miao ed ex dirigente; Wang Xiubin, ex vicedirettore esecutivo del Centro di comando delle operazioni congiunte della Cmc; Lin Xiangyang, ex comandante del Comando del teatro orientale; Qin Shutong, ex commissario politico dell’esercito; Yuan Huazhi, ex commissario politico della marina; Wang Houbin, ex comandante della Forza missilistica, il braccio nucleare dell’Esercito popolare di liberazione; e Wang Chunning, ex comandante della Forza di polizia armata del popolo.
Sanata la ferita nelle Forze armate, il Quarto Plenum ha proiettato ai vertici della difesa Zhang Shengmin, il capo dell’anticorruzione militare che ha condotto l’indagine sui nove colleghi liquidati. Zhang è stato nominato vicepresidente della Commissione militare centrale presieduta da Xi Jinping.









