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Cina, Xi Jinping: per diventare potenza finanziaria occorre uno yuan forte

Cina: Xi Jinping, per diventare una potenza finanziaria occorre uno yuan forte

Per essere una potenza finanziaria la Cina ha bisogno di uno yuan forte. È quanto ha dichiarato il presidente Xi Jinping in una riunione ministeriale in cui ha incoraggiato i funzionari governativi a promuovere uno sviluppo finanziario di alta qualità nel Paese. Xi ha sostenuto anche che, oltre a una moneta solida, sono necessari una robusta base economica, forti istituzioni finanziarie e autorità monetarie, regolamentazione e talenti. “È necessario accelerare la costruzione di un sistema finanziario moderno con caratteristiche cinesi” ha detto Xi.

Inoltre, il premier ha affermato che i mercati cinesi ed esteri dovrebbero essere più connessi, sebbene la gestione dell’apertura del sistema finanziario debba essere fatta con attenzione in quanto lo sviluppo del settore finanziario nazionale è fondamentalmente diverso da quello occidentale.

 

Cina: ecco perché lo yuan non è ancora decollato

Finora lo yuan non ha fatto breccia nel commercio internazionale e nelle transazioni finanziarie se rapportato alle dimensioni dell’economia cinese. La valuta di riferimento è ancora il dollaro USA nonostante molti Paesi, compresa la Cina, abbiano cercato negli ultimi anni di evitare il biglietto verde per ridurre il grado di esposizione in caso di questioni di carattere geopolitico.

Lo yuan è stato inoltre frenato dai rigidi controlli cinesi sui flussi di capitale attraverso i confini del Paese nonché dal fatto che i mercati dei capitali denominati in yuan sono al momento poco liquidi. Alcuni segnali sulla spinta della Cina a internazionalizzare la propria moneta sono però evidenti. Ad esempio, nei pagamenti internazionali lo yuan ha superato lo yen a novembre, diventando la quarta valuta più grande. Nei primi nove mesi del 2023, inoltre, ha rappresentato il 24% del commercio di merci cinesi, raggiungendo il livello più alto degli ultimi anni.

 

Il PIL cinese nel 2023 supererà il target del governo

Le dichiarazioni di Xi arrivano mentre al World Economic Forum il numero due del governo cinese Li Qiang ha affermato che il PIL della Cina nel 2023 è stimato in crescita del 5,2%, al di sopra dell’obiettivo del 5% che il Paese si era dato a inizio dello scorso anno. Tutto ciò, sottolinea Li, è frutto degli sforzi che la Cina ha intrapreso per ispirare fiducia nella sua economia e nel suo governo. “Nel promuovere lo sviluppo economico non abbiamo fatto ricorso a stimoli massicci. Non abbiamo cercato una crescita a breve termine accumulando rischi a lungo termine”, ha affermato.

Questo risultato risalta particolarmente in un contesto in cui per tutto il 2023 il Dragone ha dovuto combattere contro persistenti pressioni deflazionistiche e il prolungato crollo del settore immobiliare. Mantenere questo slancio per il 2024 non sarà un esercizio facile, anche perché nel Paese serpeggia una certa erosione della fiducia. Il governo sta valutando una nuova emissione di debito sovrano da 139 miliardi di dollari per sostenere l’economia e per superare alcune preoccupazioni. Ad esempio, secondo i dati ufficiali gli investimenti esteri nel terzo trimestre sono diventati negativi per la prima volta dal 1998. Ciò significa che le imprese sono restie a reinvestire gli utili conseguiti in territorio cinese, anche e soprattutto per via delle tensioni geopolitiche tra Pechino e l’Occidente.

Al riguardo, Li ha riferito che il governo cinese si impegnerà a migliorare il contesto per le imprese straniere che vogliono investire in Cina mediante l’allentamento di alcune restrizioni, la garanzia di un trattamento più equo e la formulazione di politiche pertinenti per questioni come il flusso transfrontaliero di dati e la partecipazione agli appalti pubblici.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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