Alla Borsa di Londra sta per arrivare la più grande ipo degli ultimi due anni e oltre, con la quotazione di Cobalt Holdings. Secondo quanto ha dichiarato oggi la società ha intenzione di raccogliere circa 230 milioni di dollari attraverso la vendita di nuove azioni. Circa il 20% verrà acquistato da Glencore International e dalle entità gestite da Anchorage Structured Commodities Advisor. Sul mercato londinese la somma complessiva raccolta sarebbe inferiore solo ai 300 milioni di dollari raccolti da Ithaca Energy nel quarto trimestre 2022. A guidare le operazioni per la quotazione di Cobalt Holdings sarà Citigroup.
Sulla base di quanto riportato nei documenti aziendali, i proventi dell’ipo saranno utilizzati per acquistare circa 6 mila tonnellate di cobalto da Glencore attraverso un contratto di fornitura di sei anni a un prezzo inferiore a quello di mercato. Il valore complessivo del contratto è fino a 1 miliardo di dollari. Cobalt Holdings ha anche firmato un accordo con Anchorage per l’acquisizione di un massimo di 1.500 tonnellate di cobalto nel 2031. Inoltre, ha aggiunto che il crollo dei prezzi del cobalto registratosi negli ultimi anni ha creato un’opportunità. “L’obiettivo del gruppo è quello di fornire agli investitori azionari un’esposizione diretta e pura al prezzo del cobalto attraverso un modello di business a basso rischio e a basso costo che ci vede acquistare cobalto fisico e detenerlo a lungo termine”, ha dichiarato l’amministratore delegato di Cobalt Holdings, Jake Greenberg.
Cobalt Holdings: gli effetti della quotazione
La quotazione di Cobalt Holdings darebbe una spinta importante alla Borsa di Londra, che negli ultimi anni ha faticato enormemente ad attrarre capitale dalle aziende e anzi ha subito uscite dolorose. Il 2024 è stato l’anno che ha segnato il maggiore esodo dal mercato azionario britannico dalla crisi finanziaria del 2008.
L’ipo potrebbe avere qualche impatto anche sulle quotazioni del cobalto. I prezzi del minerale, utilizzato principalmente per le batterie delle auto elettriche, sono affondati negli ultimi anni di fronte a un eccesso di offerta. Il problema del cobalto è che, anche quando i prezzi scendono, la produzione non si riduce. Il motivo è che, a differenza di altri metalli utilizzati per le batterie tipo nichel e litio, il cobalto viene estratto come sottoprodotto di altri minerali come, ad esempio, il rame e il nichel. L’aumento dell’offerta di queste ultime due materie prime estratte rispettivamente dalle miniere della Repubblica Democratica del Congo e dalle miniere dell’Indonesia, ha comportato un eccesso di cobalto.
Con l’ipo di Cobalt Holdings gli investitori possono avere un’esposizione maggiore al cobalto, visto che il minerale non ha un mercato facile da accedere e i future sono molto meno liquidi rispetto ai derivati di altre commodity.









