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Colori idrogeno: ecco quali sono e perché sono importanti

Colori idrogeno: ecco quali sono e perché sono importanti

Cosa sono e quanto sono importanti i colori dell’idrogeno? Prima di scoprirlo bisogna avere un’idea di cosa sia l’idrogeno e di come viene prodotto. L’idrogeno è un elemento chimico abbondante in natura, ma è legato chimicamente ad altri atomi per formare molecole di ogni tipo. Negli ultimi anni è divenuto sempre più importante per via delle sue innumerevoli applicazioni e con un’incidenza estremamente elevata. Oggi assume particolare significato nell’ambito della transizione energetica, con le nuove forme di energia a idrogeno che avanzano acquisendo sempre più spazio tra le fonti di produzione di elettricità.

L’idrogeno può essere considerato un vettore energetico che bruciando produce calore libera in atmosfera vapore acqueo, piuttosto che anidride carbonica. Il processo elettrochimico attraverso cui ciò avviene ha un rendimento di quattro volte più elevato rispetto a quello dei motori classici a combustione. Il vantaggio è che le dispersioni di corrente sono molto poche, anche se utilizzato a grande distanza. Il calore prodotto può essere impiegato in applicazioni civili e industriali.

 

Colori idrogeno: tutti quelli che è possibile riscontrare

Il punto di fondamentale importanza quando si parla di idrogeno è quello di capire come produrlo, non esistendo libero in natura. Per estrarre l’idrogeno è necessario staccarlo dalle molecole in cui è combinato e per questo occorre la produzione di corrente elettrica, generata da centrali più o meno inquinanti. Ci sono varie procedure, ma due spiccano su tutte. Una è l’idrolisi dell’acqua, ossia la creazione di una reazione chimica in cui interviene l’acqua. Un’altra riguarda il reforming degli idrocarburi, ossia un processo di trasformazione molecolare degli stessi. È qui che prendono forma i diversi colori dell’idrogeno, che non hanno nulla a che vedere con il colore in sé, in quanto l’elemento chimico è incolore, bensì con i differenti metodi di produzione. Vediamo quindi quali sono le tipologie di idrogeno che è possibile riscontrare sulla base di una scala cromatica.

 

Idrogeno nero

L’idrogeno nero riguarda la scomposizione della molecola dell’acqua in idrogeno e ossigeno. È definito nero in quanto non è sostenibile per l’ambiente allorché lo si ottiene da una centrale elettrica a gasolio o carbone. Questa formula di produzione di idrogeno è sicuramente la più inquinante.

Idrogeno viola

L’idrogeno viola fa riferimento allo stesso procedimento dell’idrogeno nero, con la differenza che in questo caso viene ricavato da una centrale nucleare. Al riguardo le emissioni di CO2 sono inesistenti, ma vi sono le scorie radioattive del processo, che rimangono tali per oltre 400 anni. In Europa, l’idrogeno viola è prodotto solamente dalla Francia, utilizzando le centrali nucleari, mentre Germania e Inghilterra lo ottengono dalle energie rinnovabili.

Idrogeno grigio

L’idrogeno grigio viene ricavato dal metano e separato dal carbonio attraverso una reazione chimica denominata reforming. In tal caso, si producono emissioni di carbonio che, anche se non letali, contribuiscono al riscaldamento globale del pianeta. Bisogna però precisare che oggi in alternativa al metano è diffuso il biometano, che è totalmente rinnovabile e permette di annullare le emissioni. Per fare una valutazione dei costi di tale tipologia di idrogeno, bisogna tenere conto del prezzo dell’energia potenziale contenuta nel metano, oltre ai costi dell’impianto. L’idrogeno grigio rappresenta una quota di produzione del 90% dell’idrogeno complessivo.

Idrogeno blu

L’idrogeno blu è anch’esso estrapolato dal metano, ma l’anidride carbonica viene eliminata grazie a impianti di cattura di CO2 a valle del processo. Questa viene immagazzinata sotto terra, non impattando sulle condizioni atmosferiche del pianeta. Riguardo i costi, occorre aggiungere agli stessi sostenuti per la produzione dell’idrogeno grigio anche quelli relativi al sequestro delle emissioni. Per questo, ottenere idrogeno blu è un po’ più costoso rispetto all’idrogeno grigio. Negli ultimi anni sono state sviluppate diverse start-up specializzate proprio nell’immagazzinamento dell’anidride carbonica durante il procedimento di produzione dell’idrogeno blu.

Idrogeno verde

L’idrogeno verde è ottenuto sempre dall’elettrolisi dell’acqua, ma la corrente elettrica utilizzata proviene da energie rinnovabili come l’energia idroelettrica, solare a concentrazione, solare fotovoltaica, geotermica, eolica, delle maree e delle correnti sottomarine. I costi risultano da una combinazione di diverse spese relativa agli elettrolizzatori, all’energia elettrica rinnovabile utilizzata e agli impianti di produzione. Attualmente, l’idrogeno verde è tra tutti quello più costoso.

 

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