Computer quantistici: investire in una tecnologia innovativa con un ETF

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I computer quantistici rappresentano una delle tecnologie più disruptive del XXI secolo. Sebbene se ne parli già millennio passato, l’accelerazione degli ultimi anni ha portato alla nascita dei primi elaboratori sperimentali e avvicinato il passo finale della commercializzazione. Grazie a una potenza di calcolo esponenzialmente superiore, i computer quantistici sono considerati una tecnologia chiave con un grande potenziale per la ricerca e l’industria. In questo potenziale crede VanEck che ha portato in Borsa italiana il VanEck Quantum Computing UCITS ETF, il primo ETF in Europa dedicato alle aziende che sviluppano o utilizzano tecnologie di calcolo quantistico.

“Stiamo vivendo l’inizio dell’era dei computer quantistici – dichiara Martijn Rozemuller, amministratore delegato di VanEck Europe -. Le basi teoriche dei computer quantistici sono note dalla fine del XX secolo, ma è solo negli ultimi anni che l’idea è diventata un’ondata di innovazione globale”. Con questo ETF VanEck offre la possibilità di accedere a un settore ancora agli esordi, ma con prospettive di crescita straordinarie.

 

Le potenzialità della tecnologia dei computer quantistici

A differenza dei computer tradizionali, che elaborano informazioni attraverso bit che assumono valore binario (0 o 1), i computer quantistici utilizzano i cosiddetti qubit, capaci di assumere simultaneamente entrambi i valori. Questo consente di esplorare contemporaneamente molteplici percorsi di calcolo, aumentando esponenzialmente la potenza computazionale con il crescere dei qubit impiegati.

Moritz Henkel, product manager di VanEck, chiarisce le dimensioni delle capacità di questi computer con un esempio. “L’anno scorso – racconta – Google ha utilizzato un processore quantistico per risolvere in meno di cinque minuti un compito di calcolo che avrebbe richiesto a uno dei supercomputer più veloci del mondo circa 10 septilioni di anni, un periodo di tempo che supera di gran lunga l’età dell’universo”.

È chiaro che con potenze di elaborazione così elevate le implicazioni economiche potrebbero essere eccezionali. Il quantum computing promette di rivoluzionare settori come la ricerca farmaceutica, la logistica, la finanza e l’intelligenza artificiale. Simulazioni chimiche più accurate, ottimizzazione di scenari complessi e machine learning accelerato sono solo alcune delle applicazioni che potrebbero beneficiare di questa tecnologia secondo l’amministratore delegato di VanEck.

Nel Quantum Technology Monitor 2024 di McKinsey il mercato dei computer quantistici è stimato a 130 miliardi di dollari nel 2040. Solo negli ultimi cinque anni sono stati concessi oltre 10.000 brevetti rilevanti in tutto il mondo, stando alle rilevazioni di EconSight AG.
Tuttavia Rozemuller invita alla prudenza: “Come per molte altre tecnologie dirompenti, non è ancora possibile prevedere quali aziende saranno le maggiori beneficiarie di questo sviluppo. Adottando un approccio di investimento diversificato con il nostro ETF, gli investitori possono quindi posizionarsi oggi in modo ampio in questo settore futuro”.

 

Le caratteristiche dell’ETF di VanEck sul Quantum Computing

Il VanEck Quantum Computing UCITS ETF investe in un paniere di 30 aziende globali selezionate per il loro coinvolgimento diretto o strategico nel settore del calcolo quantistico. Alcune di esse sono “pure play”, ovvero ottengono già oggi la gran parte del loro fatturato da tecnologie legate al quantum computing. Tra queste figurano IONQ, Rigetti e D-Wave, pionieri nella progettazione e produzione di computer quantistici. Tuttavia, per garantire un portafoglio solido e investibile, l’ETF VanEck include anche grandi aziende quotate con un chiaro orientamento verso lo sviluppo quantistico, come Ibm, Alphabet, Honeywell e persino realtà del settore finanziario come Bank of America.

La selezione delle azioni da mettere in portafoglio tiene conto, tra gli altri criteri, del numero di brevetti detenuti dalle aziende nel campo del quantum computing, un indicatore concreto dell’impegno e della capacità innovativa. “Non è possibile prevedere con certezza quali saranno le aziende vincitrici in questa nuova era tecnologica – osserva Martijn Rozemuller -. Per questo abbiamo scelto un approccio diversificato”.
L’ETF è identificato dal codice Isin IE0007Y8Y157, replica fisicamente il sottostante MarkerVector Global Quantum Leaders TR Net che comprende aziende che generano almeno il 50 % (o il 25 % nel caso di aziende già presenti) delle loro vendite o attività commerciali nel campo dell’informatica quantistica o che detengono almeno cinque brevetti di rilievo in questo settore. L’ETF è ad accumulazione dei profitti, viene ribilanciato trimestralmente e ha un total expense ratio dello 0,55%.

All’interno del portafoglio gli Stati Uniti ricoprono la quota maggiore con il 67% circa del totale (rilevazione del 31 maggio 2025). In seconda posizione il Giappone (11.25%), in terza il Canada (9,80%). L’allocazione settoriale vede in prima posizione l’information technology con il 63% circa, seguono gli industriali con il 14,5% e i servizi di comunicazione con l’8,1%. A fine maggio Ionq risultava l’azione con la quota maggiore del portafoglio dell’ETF, 12,48%. In seconda posizione D-Wave (9,58%), seguita da Rigetti (7,77%), Boeing (4,13%), Microsoft (3,77%), Sony (3,66%), Hitachi (3,58%), Bank of America (3,49%), Honeywell (3,44%), Wells Fargo (3,41%).

Immagine di Redazione

Redazione

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