La Consob ha bloccato le app CapFirst e CapOne, chiedendo a Google e ad Apple di rimuovere le due applicazioni dai rispettivi store. In un comunicato ufficiale, la Commissione presieduta da Paolo Savona ha presentato il caso come la truffa dei rendimenti “fino al 300%”. La mossa dell’Authority si inserisce all’interno di una più ampia operazione che punta a difendere i risparmiatori e le risparmiatrici dalle trappole finanziarie del falso trading online.
Lanciata il 1° giugno 2025, CapFirst si promuoveva come “un punto di riferimento unico per trader e investitori”, in grado di offrire “un’ampia scelta di strumenti in una vasta gamma di varietà finanziarie”. Da non confondere con l’app di Capital One Mobile, CapOne era un’applicazione simile che è apparsa all’improvviso nell’app store ufficiale di Apple. L’intervento dell’Autorità ha ordinato la cessazione delle due attività perché bollate come intermediazione finanziaria abusiva.
In questo articolo:
- Perché Consob ha bloccato le app CapFirst e CapOne
- L’avvertenza sulle proposte d’investimento via WhatsApp
Perché Consob ha bloccato le app CapFirst e CapOne
“Promettevano via WhatsApp rendimenti favolosi ‘fino al 300%’ – si legge nella nota della Consob –. Sarebbe bastato scaricare sul proprio smartphone le app CapFirst da Google Play o CapOne da App Store, aprire un conto di trading e da lì accedere al fantastico mondo dei guadagni facili a tre cifre. Sembrava un sogno, ma in realtà era una truffa”. Da qui l’accusa di intermediazione finanziaria abusiva e la richiesta a Google e Apple di rimuovere le app dagli store.
La truffa era tanto semplice quanto sofisticata. Una serie di presunti esperti del settore finanziario, attivi con nomi di copertura e millantando autorizzazioni e licenze a operare da parte della stessa Consob, prospettavano su WhatsApp allettanti proposte d’investimento con rendimenti a due e tre cifre. Le risparmiatrici e i risparmiatori erano convinti a investire seguendo facili istruzioni, ovvero scaricando CapFirst su Google Play per i dispositivi Android e CapOne su App Store per gli smartphone iOS.
A quel punto, le due app venivano usate come malware: dopo aver aperto un conto che in apparenza sarebbe servito a effettuare le operazioni di trading, le vittime erano indotte a svolgere finte attività di negoziazione e investimento su titoli azionari e indici di Borsa. Il trading, però, era completamente falso: in questo modo, risparmiatrici e risparmiatori perdevano tutti i soldi impegnati. Il blocco ordinato dalla Consob è ai sensi dell’articolo 7-octies, lettera b del Decreto legislativo n. 58 del 24 febbraio 1998 (TUF, Testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria), in violazione dell’articolo 18 dello stesso TUF.
L’avvertenza sulle proposte d’investimento via WhatsApp
In occasione dell’operazione che ha bloccato CapFirst e CapOne, la Consob ha diffuso un’avvertenza rivolta al mondo del risparmio sui rischi connessi alle proposte d’investimento promosse da “sedicenti esperti di finanza”, specie quando arrivano via WhatsApp e circolano tra chat, gruppi e canali. Queste attività “si configurano come iniziative ingannevoli finalizzate a indurre i risparmiatori ad aprire un conto di trading e a effettuare operazioni finanziarie tramite applicazioni per smartphone non riconducibili ad alcun soggetto autorizzato alla prestazione dei servizi e delle attività di investimento”.
L’Authority invita i consumatori e le consumatrici “a prestare la massima attenzione e a compiere scelte di investimento in modo consapevole e informato adottando comportamenti di comune buon senso, imprescindibili per salvaguardare il proprio risparmio: tra questi, la verifica preventiva che l’operatore tramite cui si investe sia autorizzato”. Nella precedente avvertenza, pubblicata il 18 novembre 2024, l’Autorità faceva riferimento a una serie di trappole diffuse sempre via WhatsApp in gruppi e canali come A24 – Morgan Stanley portafoglio azionario e BlackRock webinar V62, S166 – Comunità di investimento e Y155- Alleanza di trading. In questo caso, i truffatori utilizzavano come esca nomi blasonati della finanza internazionale quali uno dei più importanti asset manager al mondo come BlackRock e la banca d’affari Morgan Stanley.









