Consulenti finanziari: mancano giovani e donne - Borsa e Finanza

Consulenti finanziari: mancano giovani e donne

Indagine Anasf sui consulenti finanziari

Non è un mestiere per giovani, non è un mestiere per donne, almeno al momento. La fotografia del mondo dei consulenti finanziari scattata dal Centro studi e ricerche di Anasf nella prima indagine semestrale condotta presso i suoi associati restituisce l’immagine di un problema già noto: l’età media dei professionisti del risparmio è elevata. Il 46% ha tra i 51 e i 60 anni mentre i minori di 30 anni sono appena l’1%. Peraltro a consulenti maturi corrisponde anche un pubblico di clienti maturo: il 62% ha oltre 50 anni, in attesa di quel grande passaggio generazionale di ricchezza per il quale i consulenti finanziari devono farsi trovare preparati. Ancora più netto il dato sul genere dei consulenti finanziari. Appena il 12% sono donne.

 

Serve tempo per costruire una professionalità

L’esigenza di un riequilibrio di età e di genere è un tema che Anasf e i suoi associati stanno affrontando da qualche anno. Modificare una condizione demografica richiede tempo e i risultati dovrebbero iniziarsi a vedere nei prossimi anni. Tra le iniziative delle reti di consulenza per esempio, Banca Mediolanum ha lanciato Next per affiancare i profili junior ai consulenti più esperti, prevedendo sia attività sul campo che formazione tramite la sua corporate university mentre Fideuram ISP Private Banking permette ai suoi consulenti senior di farsi affiancare da giovani colleghi per un periodo di formazione di tre anni.

Anasf si è mossa invece sul fronte istituzionale e propone l’introduzione di incentivi fiscali per favorire il passaggio generazionale tra i consulenti. Ha poi lanciato il primo corso di laurea triennale in Economia con indirizzo consulente finanziario presso l’università degli Studi di Teramo.

“L’Associazione ha da anni messo in campo numerose iniziative per supportare la crescita di giovani talenti. È arrivato il tempo di un intervento sistemico per sostenere i giovani nell’avvicinarsi a questa professione”

ha commentato il presidente di Anasf Luigi Conte. In un mondo in rapido mutamento, la formazione di un giovane può unire alla professionalità di un senior la facilità d’uso delle nuove tecnologie, sempre più importanti nel lavoro del consulente finanziario.

E nella professione c’è tanto spazio anche per le donne, considerando il numero crescente di risparmiatrici. Secondo l’indagine del Centro studi e ricerche di Anasf il 23% dei consulenti finanziari conta una percentuale di donne prime intestatarie di contratti di consulenza tra il 21% e il 30%; per il 18% dei rispondenti la percentuale sale tra il 31% e il 40%.

Per costruire una professionalità e guadagnare la fiducia del cliente dunque l’affiancamento e la formazione sul campo sembrano la strada migliore. Infatti, è proprio la lunga esperienza a caratterizzare i professionisti del risparmio attivi oggi. Il 61% è iscritto all’Albo già dagli anni ’90 e il 40% possiede una o più certificazioni Efpa.

 

La fotografia del consulente finanziario

Tra le altre informazioni che emergono dall’indagine, a cui hanno preso parte oltre seicento consulenti iscritti ad Anasf, il 49% ha un portafoglio di dimensione media complessiva tra 11 e 30 milioni di euro, il 42% ha un portafoglio che supera i 30 milioni di euro. La liquidità nei portafogli gestiti dai consulenti finanziari è bassa, al 12%, con il 29% del peso totale dedicato alle assicurazioni e il 52% al risparmio gestito (amministrato all’8%). I ricavi dei consulenti finanziari (relativi all’ultimo semestre) si attestano per la maggioranza (57% tra i 25.000 e i 90.000 euro) e la modalità di lavoro preferita è ancora quella dal vivo per il 72% dei consulenti intervistati.

“Ciò che distingue la professionalità del consulente finanziario è la modalità di interazione con gli investitori – commenta Luigi Conte -. La nostra categoria, anche dopo la pandemia e la crescita esponenziale dell’utilizzo degli strumenti digitali, continua a prediligere il rapporto personale con i propri clienti per almeno il 60% del tempo, rispetto a una relazione digitale che, per quanto funzionale ad alcuni aspetti della consulenza, non sostituirà mai il fattore umano”.

AUTORE

Alessandro Piu

Alessandro Piu

Giornalista, scrive di economia, finanza e risparmio dal 2004. Laureato in economia, ha lavorato dapprima per il sito Spystocks.com, poi per i portali del gruppo Brown Editore (finanza.com; finanzaonline.com; borse.it e wallstreetitalia.com). È stato caporedattore del mensile Wall Street Italia, dal giugno 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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