Cosa sappiamo della stablecoin per Gaza voluta da Trump

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Tra i piani del Board of Peace voluto dal presidente americano Donald Trump per affrontare la tragedia di Gaza, c’è il progetto di una stablecoin ancorata al dollaro statunitense. A rivelarlo sono fonti citate dal Financial Times, secondo le quali la criptovaluta servirà a ricostruire la città distrutta da due anni di assedio israeliano e a rilanciare l’intera economia della Striscia.

Il Consiglio di Trump ha intenzione di occuparsi di pace in un contesto più globale, ma ha messo la ricostruzione di Gaza al primo punto della sua agenda. Stando alle prime indiscrezioni lanciate dal Financial Times, la stablecoin immaginata dal Board non sarebbe una memecoin né un sostituto della valuta fiat, ma “uno strumento per consentire ai gazawi di effettuare transazioni digitali”.

 

In questo articolo:

 

  • Una stablecoin per Gaza: cosa prevede il piano Trump
  • Chi c’è dietro la criptovaluta per rilanciare la Striscia
  • Il piano: collegare Gaza digitalmente al resto del mondo

 

Una stablecoin per Gaza: cosa prevede il piano Trump

Nonostante le forze israeliane abbiano ripetutamente violato il cessate il fuoco in vigore dall’ottobre 2025, Trump e la sua amministrazione starebbero valutando un piano post-bellico di tokenizzazione del territorio per supportare le transazioni digitali e trasferire e ricollocare parte della popolazione residente durante la fase di occupazione statunitense. In questo quadro, una criptovaluta locale (che non sarà una nuova valuta palestinese ufficiale né un Gaza Coin) permetterebbe di rilanciare l’economia dopo due anni di guerra.

Al momento non è chiaro quale entità sarà incaricata di procedere all’emissione di una stablecoin qualora il Board decidesse di dare il via libera all’operazione. “L’attuale proposta è ancora molto prematura”, ha detto a Cointelegraph Snir Levi, l’amministratore delegato della piattaforma israeliana di blockchain security Nominis. Levi ha aggiunto che “negli ultimi due anni, i desk Otc a Gaza hanno movimentato oltre 100 milioni di dollari in stablecoin con restrizioni minime e senza un quadro normativo adeguato: la stessa cosa accadrà con la stable”.

Una seconda fonte raggiunta dal Financial Times ha fatto sapere che uno dei motivi alla base del lancio della stablecoin è impedire ad Hamas di “incassare” fondi che potrebbero arrivare dai flussi di contante. La popolazione palestinese di Gaza e della Cisgiordania occupata usa lo shekel israeliano. Al momento non è consentito far entrare denaro cash nella Striscia e la maggior parte delle infrastrutture bancarie sono distrutte. Nei piani del Board, sarà la criptovaluta a consentire al commercio di crescere e svilupparsi in maniera autonoma dal governo israeliano.

 

Chi c’è dietro la criptovaluta per rilanciare la Striscia

Trump ha affidato il progetto al consigliere del Board Liran Tancman, esperto israeliano di cybersecurity (ha contribuito a fondare l’Incd, il Cybercom israeliano) con un passato decennale nei corpi di intelligence militare dell’Idf. Tancman è stato tra i fondatori di CyActive, una startup hi-tech che ha sviluppato una tecnologia in grado di prevedere l’evoluzione delle minacce informatiche, venduta nel 2015 per 60 milioni di dollari a PayPal, il servizio di pagamento fondato da Peter Thiel, guru della Silicon Valley, sostenitore di Trump e uomo dietro Palantir.

Attualmente Tancman è l’amministratore delegato di Rezilion, una startup che opera in stealth mode per rendere i cloud e le applicazioni auto-riparanti e resistenti ai cyberattacchi. Nel 2024 l’azienda è stata acquisita da GitLab per 7,3 milioni di dollari, una cifra che è servita a coprire tutti i suoi debiti. In aggiunta, Tancman è early investor di diverse startup tecnologiche ed è membro del Cda di Aperio Systems, società specializzata in soluzioni per l’integrità dei dati industriali.

Il nome di Tancman è emerso durante l’assedio di Gaza perché è tra i fondatori di Ghf (Gaza Humanitarian Foundation), l’ente privato con sede nel Delaware e in Svizzera a cui il governo israeliano ha affidato la distribuzione di cibo nella Striscia. Il piano è fallito quando le autorità palestinesi, la no profit Human Rights Watch e l’Onu hanno denunciato che centinaia di palestinesi sono stati uccisi e feriti mentre cercavano di raggiungere le provviste nei centri per gli aiuti.

 

Il piano: collegare Gaza digitalmente al resto del mondo

Nell’iniziativa della stablecoin per rilanciare l’economia di Gaza, dovrebbero essere coinvolte anche aziende palestinesi e del Golfo con un’esperienza consolidata nel settore delle valute digitali. “Un tempo Gaza era un importante snodo commerciale tra Asia ed Europa, e questa riconnessione rappresenta un ritorno alle sue radici storiche”, ha dichiarato Tancman durante la riunione inaugurale del Board of Peace a Washington.

Il Ncag (National Committee for the Administration of Gaza), il comitato tecnico palestinese coordinato dall’ingegnere Ali Shaath per guidare la fase di transizione e ricostruzione della Striscia, “sta attivamente costruendo una dorsale digitale sicura e una piattaforma aperta che consenta pagamenti elettronici, servizi finanziari, e-learning e assistenza sanitaria, mantenendo al contempo il controllo dei propri dati da parte degli utenti”, ha osservato Tancman.

L’imprenditore israeliano ha aggiunto che il Board of Peace e il Ncag stanno lavorando ad un sistema logistico simile ad Amazon “per aiutare i palestinesi ad avviare attività commerciali, importare beni a livello globale e vendere in sicurezza”. Questa iniziativa “abbasserà i prezzi, stimolerà la crescita e contribuirà a trasformare Gaza in una zona economica aperta, trasparente e libera dalla corruzione”.

Immagine di Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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