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Credit Suisse: il business dei prodotti cartolarizzati piace a Mizuho

Credit Suisse: spunta il nome di Mizuho per i prodotti cartolarizzati

Le azioni di Credit Suisse salgono ancora dello 0,7% alla Borsa di Zurigo, dopo lo sprint del 6,43% di ieri. Nelle ultime ore è spuntato il nome di Mizuho Financial Group come possibile acquirente della divisione di prodotti cartolarizzati dell’istituto svizzero. Secondo alcune indiscrezioni, la banca giapponese sarebbe in competizione con gestori del calibro di Apollo Global Management, Pimco, Sixth Street e Centerbridge Partners. Da Credit Suisse invece filtrano poche informazioni, mentre si avvicina la data del 27 ottobre, in cui verrà annunciata la strategia dell’azienda per far fronte al buco finanziario che a quel punto sarà rivelato dal management. Un portavoce della banca si è limitato a dichiarare via e-mail: “aggiorneremo sui progressi della nostra revisione completa della strategia quando annunceremo i nostri utili del terzo trimestre; sarebbe prematuro commentare eventuali risultati potenziali prima di allora”.

 

Mizuho: cosa significa il business dei prodotti cartolarizzati

Se l’operazione dovesse andare in porto, per Mizuho questo sarebbe tra i più grandi affari realizzati nell’ultimo decennio. Il business dei prodotti cartolarizzati di Credit Suisse è molto redditizio, con un valore che si stima superi il miliardo di dollari. L’attività impiega circa 20 miliardi di dollari in attività ponderate per il rischio e circa 75 miliardi con esposizione alla leva finanziaria. I titoli che acquista e vende sono garantiti da mutui e altri prestiti come finanziamenti auto e con carte di credito. Tra l’altro, l’unità eroga finanziamenti ai clienti che vogliono investire in questi prodotti e cartolarizza tali prestiti, vendendoli ad altri investitori.

Mizuho ha puntato molto su questa tipologia di business, ritenendola un pilastro fondamentale per le sue attività nelle Americhe, in particolare negli Stati Uniti, dove la banca con sede a Tokyo genera la maggiore quantità di entrate e profitti dopo il Giappone. Secondo Shin Tamura, analista di Bloomberg Intelligence, per Mizuho questa è un’occasione per “espandere le attività all’estero acquistando a sconto o a un prezzo ragionevole”. Tuttavia, l’esperto sottolinea come l’attività di cartolarizzazione abbia causato all’istituto di credito guidato da Masahiro Kihara la più grande perdita rispetto a qualsiasi prestatore giapponese durante la crisi dei mutui subprime.

 

Credit Suisse: la vendita del business eviterà l’aumento di capitale?

Credit Suisse sta mettendo sul piatto un’attività di cui si priverebbe mal volentieri, ma in questo momento non sembrano esserci molte alternative. L’Amministratore Delegato Ulrich Koerner sta lavorando intensamente per cercare di evitare un aumento di capitale, che agli osservatori di mercato sembra scontato. Se ci dovesse essere una nuova emissione di azioni, questa sarebbe molto diluitiva. Infatti, la società ha dimezzato in pratica il capitale quest’anno a causa delle perdite in Borsa, con il valore di mercato che si aggira intorno agli 11 miliardi di franchi.

Secondo gli analisti, occorreranno dai 4 agli 8 miliardi di franchi, il che implica che i proprietari delle azioni esistenti se non partecipassero all’aumento vedrebbero ridursi notevolmente la propria quota nell’azienda. Questa sarebbe una mossa poco gradita, ma sarà importante scoprire a quanto ammonti effettivamente la voragine finanziaria. Per ora si sono fatte solo delle ipotesi, ma la verità verrà rivelata tra un paio di settimane. Koerner per il momento ha ribadito che dal punto di vista degli indici patrimoniali e della liquidità la società è messa bene, cercando di rassicurare il mercato. È in dubbio che ciò possa bastare.

 

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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