Credit Suisse: in arrivo lo spin-off in 3 divisioni, ecco i dettagli - Borsa e Finanza

Credit Suisse: in arrivo lo spin-off in 3 divisioni, ecco i dettagli

Credit Suisse: in arrivo lo spin-off in 3 divisioni, ecco i dettagli

Credit Suisse oggi è in calo di circa un punto percentuale alla Borsa di Zurigo, dopo la proposta presentata al Consiglio di Amministrazione del piano per suddividere in tre unità la banca d’investimento. L’obiettivo è quello di evitare un aumento di capitale e cercare di risollevare l’istituto di credito dopo le varie vicissitudini che l’hanno interessato. Il riferimento è agli scandali di spionaggio industriale, alla chiusura di alcuni fondi d’investimento e alle perdite commerciali. Al riguardo, questa estate il Presidente Alex Lehmann ha giocato la carta Ulrich Körner nel ruolo di Amministratore Delegato, proprio per effettuare un cambiamento radicale nella gestione della banca.

 

Credit Suisse: ecco come sarà il nuovo assetto del gruppo

Il nuovo assetto del gruppo prevede, in base alla proposta, lo scorporo della banca d’investimento in tre parti: una relativamente all’attività di consulenza; una che riguarda la creazione di una bad bank per le attività ad alto rischio che saranno sottoposte a liquidazione; una terza che fa riferimento all’attività commerciale. Quanto alla consulenza, Credit Suisse ha affermato che il comparto potrebbe essere diviso in un secondo momento, mentre gli altri rami avranno la priorità.

Il CdA sta adoperandosi per rilanciare l’Unità di Risoluzione Strategica (SRU) con lo scopo di mettere insieme assets ad alto rischio con attività non core che mal si adattano alla nuova linea di concentrarsi sulla gestione patrimoniale dell’azienda. Questo consentirebbe la liquidazione di posizioni problematiche e nel contempo di detenere attività destinate allo smobilizzo. La vendita dell’unità di prodotti cartolarizzati ridurrebbe l’esposizione di Credit Suisse; tuttavia, leva un business che per la banca è stato molto redditizio.

I dettagli della strategia comunque dovrebbero essere svelati il 27 ottobre, quando l’istituto finanziario pubblicherà i risultati del terzo trimestre. Nell’occasione probabilmente verrà annunciato il taglio di migliaia di posti di lavoro, che fa parte del piano di ristrutturazione aziendale. Il personale potrebbe essere ridotto alla fine del 10% della forza lavoro complessiva dell’azienda.

 

Riuscirà la banca svizzera a evitare l’aumento di capitale?

La banca svizzera sta facendo di tutto per evitare di andare sul mercato a racimolare risorse tramite un aumento di capitale, essendo le azioni in questo momento sono fortemente depresse, con il prezzo che a 4,92 franchi dell’ultima chiusura di Borsa ha raggiunto il livello più basso degli ultimi 30 anni. Il suo valore contabile è di 0,28 per azione, molto al di sotto di quello di UBS, scambiato a 1. Nelle ultime settimane poi vi è stata una serie di declassamenti da parte delle agenzie di rating relativamente al debito di Credit Suisse, il che ha fatto aumentare l’onere di finanziamento.

Un’eventuale discesa al mercato potrebbe mettere ulteriormente sotto pressione il titolo azionario. Deutsche Bank, però, ritiene che un aumento di capitale sia inevitabile, in quanto “i costi di ristrutturazione della crescita di altre linee di business e del rafforzamento dei suoi coefficienti patrimoniali lascerebbero un buco di 4 miliardi di franchi”. Nel tempo la strategia potrebbe anche essere utile, ma “arriverebbe troppo tardi per impedire l’attuazione di un aumento di capitale”, hanno scritto gli analisti della banca tedesca.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.