Criptovalute: 21Shares e 21.co si riorganizzano per disegnare il futuro

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21Shares, società leader nella creazione di prodotti per l’investimento in criptovalute, chiuderà il 2024 con oltre 10 miliardi di dollari di asset in gestione. Massimo Siano, managing director e responsabile per il Sud Europa, ha espresso la sua soddisfazione a Milano, in un incontro con la stampa per la presentazione dell’outlook 2025, sottolineando come questo risultato sia stato ottenuto in soli sei anni e rappresenti il punto di partenza per ulteriori sviluppi. Sviluppi che il gruppo si prepara a seguire con una nuova struttura organizzativa, comunicata al termine dell’incontro, che prevede la creazione di due entità, 21.co Technologies e 21Shares, sotto il cappello della parent company 21.co. In questo articolo:

 

  • 21.co Technologies: focus sullo sviluppo tecnologico
  • 21Shares: prodotto e gestione rimangono al centro
  • Outlook 2025: prosegue l’istituzionalizzazione delle criptovalute

 

21.co Technologies: focus sullo sviluppo tecnologico

Il mondo delle criptovalute e con loro il sostrato fondante costituito dalle blockchain, sono agli inizi di uno sviluppo che diventerà sempre più pervasivo. Massimo Siano

Un primo piani di Hani Rashwan, nuovo a.d. di 21.co Technologies, nuove entità nata dalla riorganizzazione del gruppo 21.co. Rashwani è rappresentato di tre quarti, a braccia conserte, indossa una giacca nera con camicia bianca e cravatta rossa.
Hany Rashwan, 21.co

si è spinto a delineare un mondo in cui tutto verrà tokenizzato “anche noi stessi”. Niente più documenti da portare con sé, niente più scartoffie, solo digitalizzazione e contratti smart.

Per seguire questa evoluzione 21.co manterrà il ruolo di holding di un gruppo con due entità ora distinte: 21Shares e 21.co Technologies. Il compito di 21.co Technologies sarà quello di sviluppare prodotti e strumenti di investimento di nuova generazione, come asset tokenizzati, smart contract e di gestione del rischio, offrendo soluzioni on-chain su misura per i clienti istituzionali. Sarà guidata da Hany Rashwan e Ophelia Snyder, rispettivamente nel ruolo di amministratore delegato e presidente, posizione che manterranno anche nella capofila 21.co.

Si tratta, secondo quanto espresso da Rashwan, della formalizzazione di una struttura “a cui abbiamo lavorato negli ultimi anni”, per rendere indipendenti le due divisioni. Ophelia Snyder ha invece sottolineato il ruolo di 21Shares “nell’infrangere barriere e creare strumenti innovativi” con l’obiettivo di aprire il mondo degli asset digitali a una platea globale. La maggiore autonomia di cui disporrà ora la società le permetterà di concentrarsi “nello sviluppo di prodotti di nuova generazione”.

 

21Shares: prodotto e gestioni in criptovalute rimangono al centro

21Shares manterrà il suo ruolo di fabbrica prodotto ma con una maggiore autonomia. Continuerà a sviluppare ETP su asset digitali e a quotarli dedicandosi anche all’attività di asset management. Essendo più autonoma, potrà anche beneficiare del quadro normativo sempre più favorevole nonché della possibilità di cogliere nuove opportunità con investitori istituzionali, retail e professionali.

Alla sua guida ci sarà Russel Barlow, in arrivo da abrdn dove ha gestito attività per 250 miliardi di dollari, che avrà il compito di supervisionare le linee di business globali degli ETP e della gestione degli asset regolamentati, dove vanta un’esperienza di oltre 25 anni.

Il presidente sarà Duncan Moir, anch’egli nuovo ingresso da abrdn dove dirigeva le strategie di business crypto e blockchain. Edel Bashir sarà il direttore operativo, carica già ricoperta in passato per l’alternative e multiasset investments di abrdn. Andrea Valencia ricoprirà infine la carica di vicepresidente esecutivo per l’Investment management. In 21Share Valencia ha svolto un ruolo centrale nella crescita e nella diffusione della gamma di ETP.

 

Outlook 2025: prosegue l’istituzionalizzazione delle criptovalute

Il 2024 è stato un anno di svolta per le criptovalute, entrate a pieno titolo nel mondo finanziario e delle istituzioni. L’approvazione degli ETF su Bitcoin ed Ethereum negli Stati Uniti, l’halving, e l’elezione di Donald Trump, hanno scandito un crescendo del settore. Il bitcoin ha riflesso nelle sue quotazioni la scalata, arrivando alla soglia dei 100.000 dollari. “Il 2024 è stato un anno che noi di 21Shares non dimenticheremo” ha commentato Massimo Siano, prima di presentare l’outlook 2025 per le criptovalute. “In poco più di sei anni – ha proseguito – siamo passati dall’essere una piccola startup attiva in una nicchia sconosciuta ai più all’essere una realtà capace di raccogliere oltre 10 miliardi di dollari e imporsi sul mercato con la più ampia gamma di ETP su criptovalute”. 21Shares ha una quota di mercato del 40% in Europa e appare in pole position per beneficiare dell’ulteriore crescita attesa, basata su 5 pilastri:

 

  • Adozione del bitcoin come riserva;
  • Rilancio di Ethereum;
  • Crescita di Solana;
  • Interesse degli istituzionali per gli ETP;
  • Blockchain e Intelligenza artificiale.

 

Nel 2025 il bitcoin potrebbe diventare riserva di valore e bene rifugio contro il deprezzamento delle valute e l’incertezza economica. Donald Trump vorrebbe vederlo nelle riserve del Tesoro e l’approvazione del Bitcoin Act potrebbe essere la svolta. L’Argentina di Milei si propone di non creare debito e ha avviato con il presidente di El Salvador, Bukele, colloqui per seguirne le tracce. Nel 2021 la nazione centroamericana ha adottato la criptovaluta come moneta a corso legale, accumulando bitcoin nelle casse dello stato e raggiungendo un valore detenuto di 600 milioni di dollari. Inoltre, le Banche centrali già detengono bitcoin sequestrati ad attività illegali. Negli Stati Uniti, il Dipartimento della Giustizia detiene 208.000 bitcoin, pari a circa 14 miliardi di dollari, un elemento che potrebbe favorire le promesse di Donald Trump in campagna elettorale.

Ethereum potrebbe uscire dalla crisi che ha dovuto attraversare a causa della concorrenza di soluzioni Layer 1 come Solana e una riduzione delle commissioni dovuta all’ascesa delle Layer 2. Secondo 21Shares, la domanda di infrastrutture per la conservazione e l’analisi dei dati potrebbe innescare una crescita superiore al 100% del network. Inoltre, il proliferare di Layer 2 specifici per settori o dApp potrebbe riportare traffico sulla catena principale, rilanciando il ruolo centrale di Ethereum.

Solana invece non smetterà di crescere dopo le grandi affermazioni dell’anno in corso. Nel 2024 ha registrato afflussi netti di 1,2 miliardi di dollari e 2 miliardi di trasferimenti diretti, in parte da Ethereum. Le sue transazioni rapide e a basso costo lo hanno reso un magnete per gli utenti, anche se una parte significativa del volume proviene da memecoin. Nel 2025, si prevede che Solana continuerà a espandere la sua capitalizzazione, sostenuta dall’interesse crescente della finanza tradizionale, con possibilità di vedere ETF basati su Solana listati negli Stati Uniti entro il 2026.

Al 15 ottobre 2024, gli ETP sulle criptovalute gestivano asset per 100 miliardi di dollari, con una crescente partecipazione degli investitori istituzionali. Per il 2025, si stima che le masse gestite possano raggiungere i 150 miliardi di dollari, con almeno un ETF negli USA che potrebbe entrare nella top 25 a livello globale.
L’intelligenza artificiale ha creato opportunità senza precedenti, ma anche sfide come il proliferare di deepfake e fake news. Nel 2024, la blockchain è emersa come una possibile soluzione per garantire l’integrità dei dati. Grazie alla sua trasparenza e immutabilità, la tecnologia potrebbe essere utilizzata per verificare l’autenticità delle informazioni, un elemento cruciale in un’epoca di manipolazioni digitali.

Immagine di Alessandro Piu

Alessandro Piu

Direttore responsabile di Borsa&Finanza da gennaio 2025, è entrato a far parte della redazione nel giugno 2022. Laureato in economia, ha lavorato dapprima per il sito Spystocks.com, poi per i portali del gruppo Brown Editore (finanza.com; finanzaonline.com; borse.it e wallstreetitalia.com). È stato caporedattore del mensile Wall Street Italia. Scrive di economia, finanza e risparmio dal 2004.

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