Criptovalute: arriva la stablecoin di Goldman Sachs - Borsa&Finanza
Cerca
Close this search box.

Criptovalute: arriva la stablecoin di Goldman Sachs

Criptovalute: arriva la stablecoin di Goldman Sachs

Anche Goldman Sachs entra nel mondo delle criptovalute e progetta di creare una sua stablecoin, ossia una valuta digitale ancorata al valore di una divisa fiat. Nella circostanza sarà il Dollaro USA la moneta di riferimento. La comunicazione è stata data dai portavoce dell’azienda recentemente, chiarendo però che i tempi per lo sviluppo potrebbero essere molto lunghi. Questo ha fatto avanzare i sospetti che la banca d’affare americana tema che ci possa essere un inasprimento normativo da parte delle Autorità americane e per questo preferisca procedere con cautela.

Maeve DuVally, managing director di Goldman, ha precisato che la banca vede molto valore nella creazione di una moneta digitale targata Goldman Sachs e con ciò l’istituto di credito intende lavorare con i regolatori in modo che, una volta lanciata, la stablecoin soddisfi tutti i criteri legali e normativi. Tuttavia, al momento non vi sarebbe alcuna esigenza di farlo in breve tempo.

 

Stablecoin Goldman Sachs, un  progetto di lunga data

Goldman Sachs non è nuova a queste incursioni nel mondo crittografico. Nel 2015 aveva investito 50 milioni di dollari per finanziare il progetto di Circle Internet Financial Ltd. su USD Coin, lanciata poi nel 2018 e che rappresenta la seconda stablecoin per capitalizzazione di mercato. L’obiettivo della banca allora era quello di puntare sui vantaggi che la tecnologia blockchain poteva offrire per le società finanziarie. Un pallino questo che ha guidato l’istituto di credito fino ad oggi, che però si è mosso sempre con i piedi di piombo per via di un’imminente stretta regolamentare.

Nel 2020, Matthew Mc Dermott, capo mondiale delle risorse avanzate di Goldman Sachs, aveva prefigurato una partnership della banca per realizzare la propria stablecoin. Si era parlato di Facebook e di JP Morgan. Quest’ultima ha lanciato lo stesso anno il proprio token per i clienti aziendali che detengono i loro conti in dollari USA su una blockchain. Quanto a Facebook, l’azienda di Menlo Park stava già combattendo con le Autorità normative per la proprio criptovaluta, Libra, poi diventata Diem, fino a quando il progetto non è naufragato con la decisione di questi giorni di vendere la proprietà intellettuale a Silvergate Bank per 200 milioni di dollari.

Anche questo aspetto secondo alcuni potrebbe rappresentare un freno alle ambizioni di Goldman, che preferisce studiare con calma la questione prima di avviare un processo che comunque sarà non privo di ostacoli.

Ad alimentare i dubbi vi è anche una nota redatta recentemente da 2 strategist dell’azienda, Zach Pandl e Isabella Rosenberg, che hanno sostenuto come le vendite che si sono viste sulle criptovalute abbiano mostrato che l’adozione mainstream potrebbe essere un’arma a doppio taglio. E detenere questa classe di asset potrebbe non avere più il beneficio della diversificazione per effetto dell’aumentata correlazione con altre variabili del mercato finanziario. A questo si aggiunge, a giudizio degli esperti, che fattori macroeconomici e l’andamento degli asset macro convenzionali potranno nel lungo termine incidere sul prezzo delle criptovalute.

 

AUTORE

Redazione

Redazione

Composta da professionisti dell’informazione finanziaria di lungo corso, la redazione di Borsa&Finanza segue in modo trasversale i contenuti offerti dal portale. Oltre a seguire le news e le novità più importanti del panorama finanziario italiano e internazionale, il team dedica ampio spazio a realizzare guide e approfondimenti educational utili a migliorare le conoscenze degli investitori sia sul fronte della finanza personale che su quello degli investimenti, spiegando strutture, funzionamento, pregi e difetti dei diversi strumenti finanziari presenti sul mercato.

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *