Criptovalute: FTX è un punto di svolta, cosa succederà ora? - Borsa&Finanza

Criptovalute: FTX è un punto di svolta, cosa succederà ora?

Sam Bankman-ried ospite sul palco di Crypto Bahamas

FTX, la piattaforma di scambio di criptovalute finita a gambe all’aria, è già stata definita la Lehman Brothers delle criptovalute. Anche se il rischio che il sistema finanziario globale venga travolto stavolta è assente, l’impatto sul mercato delle valute digitali è stato così ampio da rendere impossibile archiviare quanto accaduto senza opportuni cambiamenti. Il Far-West, in altre parole, è sempre meno tollerabile.

 

Cosa è successo?

In pochi giorni FTX, la piattaforma di exchange di criptovalute fondata da Sam Bankman-Fried, è collassata. Il ragazzo prodigio ha visto la sua creatura passare da una valutazione di 25 miliardi di dollari al fallimento. E lui pare averci messo del suo. L’innesco della crisi finale di FTX sono state le indiscrezioni rilanciate da Coindesk sul legame tra FTX e Alameda Research, una società di trading finanziario costituita dallo stesso Bankman-Fried. Secondo i documenti riservati il cui contenuto è stato reso noto da Coindesk, il capitale di Alameda Research era in buona parte costituito dai token FTT, ossia la moneta virtuale legata a FTX.

La regolamentazione, che non c’è, non prevede nulla in proposito, l’autorità di regolamentazione, che non esiste, non ha detto niente e così si è arrivati allo scoppio della bolla. La prima a rivelare di voler liberarsi di tutti i token FTT è stata Binance, piattaforma rivale che si è anche proposta come cavaliere bianco per salvare FTT salvo poi tirarsi indietro proprio in virtù dei dubbi sulla regolarità della attività di Bankman-Fried. Da qui si è innescato il domino che ha travolto FTX. “Uno dei maggiori exchange di monete virtuali al mondo, che ha investitori del calibro di BlackRock, Sequoia e anche l’Ontario Teacher’s Pension Plan Board, ha visto il proprio capitale, sia economico che reputazionale, dissolversi in poche ore” ha sintetizzato Roberto Rossignoli, portfolio manager di Moneyfarm.

 

Il grafico che mostra il crollo di FTX

 

Le regole non possono più aspettare

In tanti hanno perso tanto con la vicenda FTX-FTT. Non solo chi ha acquistato i token della società di Bankman-Fried ma anche chi ha puntato sulle altre criptovalute che ancora subiscono le onde di questo maremoto. Bitcoin questa mattina scambia ancora sotto 17.000 dollari e ha toccato un minimo a 15.682 nei giorni scorsi, sui livelli di due anni fa. In soli due giorni è arrivata a perdere quasi un quarto del valore.

“Il mondo delle criptovalute è uno strano ecosistema” ha commentato Rossignoli. Secondo il portfolio manager di Moneyfarm, mentre la maggiore parte degli operatori finanziari operano e commerciano in sedi regolamentate, nel sistema delle cripto “la maggior parte degli scambi non sono regolamentati e mancano del tutto sia un’istituzione che vigili sul mercato, come ad esempio la Consob in Italia, sia salvagenti di ultima istanza, come quelli che hanno salvato il sistema finanziario nel 1998 o nel 2008”.

Si deve a questa assenza di infrastruttura regolamentare il proliferare di prodotti esotici, complessi e potenzialmente rischiosi per gli investitori. Chi perde tutto, in assenza di tutele, sono loro. Rossignoli ribadisce così la scelta di operare in ambienti fortemente regolamentati e in collaborazione con le autorità di regolamentazione per garantire che le risorse dei clienti siano gestito nel modo più sicuro possibile. “Le criptovalute attualmente non soddisfano i nostri criteri di investimento” conclude l’asset manager.

 

Ora la regolamentazione arriverà nel mondo delle criptovalute

L’Unione europea e gli Stati Uniti hanno già pronti i primi disegni di legge. Quello europeo, il MiCA (Markets in Crypto-Assets), è stato già approvato dalla Commissione per gli affari economici e monetari del Parlamento europeo e potrebbe arrivare al traguardo entro fine anno con la regolamentazione che potrebbe entrare effettivamente in vigore nel 2024. Ma non basta, come ha sottolineato il commissario per i servizi finanziari della Commissione europea, Mairead McGuinness, è necessario che altre autorità legiferino in proposito per creare una regolamentazione globale delle criptovalute. Negli Stati Uniti a raccogliere l’invito potrebbero essere Patrick McHenry e Kirsten Gillibrand che stanno portando avanti un disegno di legge sulle cripto.

AUTORE

Alessandro Piu

Alessandro Piu

Giornalista, scrive di economia, finanza e risparmio dal 2004. Laureato in economia, ha lavorato dapprima per il sito Spystocks.com, poi per i portali del gruppo Brown Editore (finanza.com; finanzaonline.com; borse.it e wallstreetitalia.com). È stato caporedattore del mensile Wall Street Italia, dal giugno 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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