Criptovalute: i prestiti rendono meno dei T-Note USA, ecco perché
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Criptovalute: i prestiti rendono meno dei T-Note USA, ecco perché

Criptovalute: i prestiti rendono meno dei T-Note USA, ecco perché

L’inverno per le criptovalute si sta manifestando in tutti i suoi effetti più indesiderati. Oltre al crollo delle quotazioni che si è determinato in questo 2022 per via della fuga degli investitori dagli assets più rischiosi, ora le valute digitali devono fare i conti con un calo vertiginoso dei tassi sui prestiti crittografici. Al punto che paradossalmente i Treasury Bond a 3 mesi, che sono totalmente privi di rischio, rendono di più. Questa anomalia non si è mai verificata da quando sono nate le monete virtuali e riflette un calo di appetito preoccupante degli investitori per il mondo crittografico del prestito. Una misura chiave dell’interesse degli investitori nelle attività crittografiche generatrici di rendimento concerne il valore totale bloccato nelle piattaforme DeFi, che misurano i mercati in cui avviene gran parte del prestito. In base ai dati rilasciati dal fornitore DeFiLlama, la cifra è scesa da dicembre 2021 a oggi da 182 a 60 miliardi di dollari.

 

Criptovalute: perché i prestiti rendono meno dei Treasury Bond

Cosa sta succedendo in realtà? Innanzitutto, bisogna partire dal presupposto che l’aumento dei tassi d’interesse in maniera sostenuta della Federal Reserve ha fatto crescere il rendimento dei titoli a reddito fisso e quindi anche delle obbligazioni pubbliche. Fino a poco tempo fa, quando la Banca Centrale statunitense teneva a zero il costo del denaro per stimolare l’economia americana sotterrata dalla crisi pandemica, era inimmaginabile vedere rendimenti a oltre il 3% che si stanno verificando in questo momento nei titoli di Stato a 3 mesi. Adesso il quadro si è rovesciato e i rendimenti dei bond sono cresciuti notevolmente in termini reali, rispetto cioè all’inflazione attesa.Nel contempo, sono scesi decisamente i tassi sui prestiti crittografici. Ma come, se la Fed alza il costo del denaro, i rendimenti di quello che gli investitori depositano presso i finanziatori di cripto scendono? Sì, in realtà, ciò che succede nel mondo dei prestiti di criptovalute è sganciato da quanto avviene negli altri mercati, perché vengono seguite altre logiche. In sostanza, i rendimenti in calo non segnalano rischi inferiori per le criptovalute, perché risultano modellati dai volumi di trading e non tanto dal sentiment di rischio degli investitori. Ecco che se calano i volumi di trading, come sta succedendo adesso, si possono abbassare notevolmente i rendimenti che un investitore si aspetta prestando le sue risorse digitali. 

 

Quali effetti sulle quotazioni crittografiche del calo dei rendimenti

La dinamica in corso può rappresentare una minaccia molto forte per tutto il mercato crittografico, già scosso di suo da altri eventi drammatici accaduti quest’anno, come il fallimento della stablecoin TerraUSD e del token connesso LUNA, oltre al default di alcuni attori importanti nel settore come il prestatore Celsius, l’exchange Voyager Digital e la società d’investimento Three Arrows Capital. Oggi, gli investitori non avrebbero alcun interesse a comprare criptovalute prestandole poi attraverso le piattaforme di finanziamento come Celsius o BlockFi, se il ritorno è inferiore rispetto a quello ottenuto da attività prive di rischio. Quindi, la domanda di valute digitali rischia di scendere notevolmente e con essa le quotazioni delle cripto. Kaspar Hense, gestore di portafoglio presso BlueBay Asset Management, afferma che il prezzo di Bitcoin potrebbe crollare fino a 10.000 dollari, suo valore equo. Inoltre, aggiunge, che i rendimenti a due cifre dei prestiti crittografici erano l’effetto di tassi reali distorti quando le Banche centrali hanno mantenuto i costi di finanziamento ancorati allo zero. Di opinione diversa però è Inigo Fraser Jenkins, co-responsabile delle soluzioni istituzionali di AllianceBernstein, che sostiene come gli investitori istituzionali continueranno a gravitare intorno al mondo delle criptovalute per acquisire esperienza nel trading di una serie di attività correlate, in particolare risorse tokenizzate.

 

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