Le quotazioni delle criptovalute salgono oggi sui mercati, con Bitcoin nei pressi di 120.000 dollari ed Ethereum che ha superato i 3.600 dollari. A dare spinta agli asset digitali nei mercati è l’approvazione da parte della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti di tre progetti di legge ritenute fondamentali per definire un quadro giuridico chiaro per il settore crittografico. Ciò arriva al termine di una settimana, denominata “Crypto-week”, considerata dagli esperti di mercato cruciale per il futuro delle criptovalute. In questo articolo:
- Criptovalute: approvati i tre disegni di legge
- Stablecoin: chi vince e chi perde
Criptovalute: approvati i tre disegni di legge
Il fulcro di tutta la legislazione sulle criptovalute è il Genius Act, il disegno di legge sulle stablecoin che richiede agli emittenti di detenere una certa quantità di riserve in asset sicuri come il dollaro Usa e i titoli di Stato americani, nonché di sottoporsi a revisioni periodiche e di essere supervisionate sia a livello federale che statale. Il progetto legislativo è stato approvato con una maggioranza bipartisan: 308 voti favorevoli e 122 contrari. Il testo era già passato al Senato il mese scorso, quindi ora manca solo la firma del presidente degli Stati Uniti Donald Trump per diventare legge. I sostenitori affermano che il cambiamento derivante da questa legge potrebbe sbloccare forme di pagamento più veloci ed economiche, legittimando un mercato che attualmente è stato valutato 265 miliardi di dollari, ma che secondo gli analisti di Citigroup potrebbe arrivare a 3.700 miliardi di dollari entro il 2030.
Gli altri due progetti approvati dalla Camera sono il Clarity Act e l’Anti-CBDC Surveillance State Act. Il primo definisce se gli asset digitali rientrano nella giurisdizione della Securities and Exchange Commission o della Commodity Futures Trading Commission. Durante l’amministrazione Biden sono fioccate le cause giudiziarie tra la SEC e le società crittografiche che emettevano le criptovalute, in quanto l’autorità di regolamentazione dei mercati finanziari considerava molte valute digitali alla stregua di titoli che richiedevano una registrazione presso la stessa authority. Con la nuova amministrazione Usa – e l’avvicendamento al vertice della SEC tra colui che veniva considerato il nemico delle criptovalute Gary Gensler e il crypto-friendly Paul Atkins – la musica è cambiata. La legge infatti dà molta meno autorità giurisdizionale alla SEC.
Quanto all’Anti-CBDC Surveillance State Act, viene impedito alla Federal Reserve di creare una sua valuta digitale controllata dalla Banca centrale, che potrebbe fare concorrenza a tutto il settore delle criptovalute. L’approvazione qui ha dovuto affrontare un passaggio difficoltoso, dopo che una dozzina di ribelli tra i repubblicani avevano posto come condizione per far passare tutto il pacchetto proprio il divieto chiaro alla Fed sulle CBDC (Central Bank Digital Currency). A quel punto è intervenuto direttamente Trump, convocando i ribelli nello Studio Ovale della Casa Bianca e fornendo loro le dovute garanzie. C’è da dire che i due disegni di legge non riguardanti le stablecoin devono ancora passare per il Senato, prima che la documentazione venga inviata alla Casa Bianca per l’approvazione finale.
Stablecoin: chi vince e chi perde
Le stablecoin finora sono state utilizzate più che altro per le transazioni nel mercato delle criptovalute e poco per i pagamenti aziendali. Grazie alla nuova legislazione, l’industria acquisisce “il grado di legittimità che desiderava”, ha affermato Eswar Prasad, senior fellow presso la Brookings Institution. “E il vantaggio è che arriva con quella che considero una regolamentazione relativamente leggera”, ha aggiunto.
A esultare sono sicuramente le aziende emittenti di stablecoin come Circle e anche società tipo Coinbase, che ha un accordo di condivisione delle entrate proprio con Circle. Entrambe infatti hanno chiuso l’ultima seduta di Wall Street in rialzo e anche oggi nel pre-market le loro azioni sono molto intonate. Un altro vincitore è il presidente Trump e la sua famiglia, che hanno legami con diverse aziende di asset digitali, tra cui World Libery Financial, proprietaria di una stablecoin. Secondo quanto riportato da Bloomberg, la fortuna personale di Trump è cresciuta di ben oltre 600 milioni di dollari in pochi mesi attraverso le imprese crypto.
Non tutti sono contenti della nuova legislazione sulle stablecoin. Ad esempio, la senatrice Elizabeth Warren e la deputata Maxine Waters hanno avvertito che il nuovo regime non farà abbastanza per proteggere i consumatori e potrebbe coinvolgere il governo in caso di fallimento dei token digitali.
A tremare sono anche le banche, che vedono nel “dollaro digitale” una minaccia per il loro business nell’ambito del sistema dei pagamenti. In occasione delle chiamate agli utili di questa settimana, gli amministratori delegati dei più grandi istituti di credito americani hanno sollevato la questione, affermando che l’uso delle stablecoin potrebbe essere ampliato nei trasferimenti di denaro transfrontalieri e nei pagamenti. Inoltre, i token digitali potrebbero intaccare i depositi bancari in quanto alcuni consumatori sposterebbero denaro su conti stablecoin, hanno aggiunto.









