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Criptovalute: per la BCE un rischio per la stabilità finanziaria

Criptovalute: per la BCE un rischio per la stabilità finanziaria

La BCE lancia un monito al settore bancario: il legame stretto con le criptovalute rischia di minare la stabilità finanziaria. L’avvertimento dell’istituto centrale giunge nell’ambito della sua revisione semestrale sulla stabilità finanziaria e fonda il suo concetto sulle attività crittografiche che usano la leva finanziaria e sul prestito di criptovalute. Il calo delle quotazioni delle valute digitali che ha portato a bruciare 1.300 miliardi di capitalizzazione finora è stato gestito in modo che non si incorressero rischi per la stabilità, ha affermato l’Eurotower. Tuttavia, proseguendo di questo passo, si arriverà al punto in cui le criptovalute non supportate metteranno in pericolo il sistema.

La Banca Centrale Europea ha anche posto l’attenzione sui volumi di scambio che interessano il mondo crittografico, precisando come a volte siano superiori a quelli della Borsa di New York o dei volumi di scambio delle obbligazioni sovrane europee. Il mercato delle criptovalute del resto è cresciuto in maniera esorbitante negli ultimi anni, con le principali piattaforme che offrono prodotti sempre più complessi. Nel mese scorso, stando ai dati raccolti da The Block Crypto, i più grandi exchange del mondo hanno elaborato circa 700 miliardi di dollari di scambi spot e 1.100 miliardi di dollari di scambi future su Bitcoin. Il problema è che alcuni offrono prestiti in leva fino a 125 volte il loro capitale investito, sostiene Francoforte, precisando che permangono significative carenze informative e di dati che non permettono di accertare pienamente l’entità del contagio con il sistema finanziario tradizionale.

Un altro rischio che è stato sollevato dalla BCE riguarda i programmi software basati su criptovalute che offrono servizi non richiedenti la presenza di intermediari. Si tratta insomma della finanza decentralizzata, o DeFi. La crescita del credito crittografico sulle piattaforme DeFi è stata considerevole nel 2021 e questo pone un problema relativo alla garanzia del prestito.

 

Criptovalute: per la BCE legislazione pronta solo nel 2024

L’istituto monetario con sede a Francoforte da tempo comunque ha assunto una posizione di vigilanza intorno a quanto sta succedendo nel mondo crittografico e nel suo rapporto con le istituzioni finanziarie. Nello scorso fine settimana, il Governatore Christine Lagarde ha sostenuto che i token digitali sono privi di valore intrinseco perché non hanno un asset sostante a cui ancorarsi.

Anche l’alto funzionario della BCE Fabio Panetta ha espresso grande preoccupazione, paragonando il settore cripto a uno schema Ponzi e incitando a stabilire un quadro normativo per limitare la frenesia di assunzione di rischi. Il rapporto semestrale traccia la strada verso una regolamentazione che si rende sempre più urgente. La Banca Centrale sta finalizzando la legislazione, sebbene abbia affermato che non entrerà in vigore prima del 2024.

 

Criptovalute: le Autorità in apprensione dopo i recenti cali

Quanto successo ultimamente ha innervosito le istituzioni. Il terremoto provocato dalle stablecoin che hanno perso l’ancoraggio con il dollaro USA, scatenando un sell-off generale che ha spinto criptovalute come Bitcoin sotto quota 30.000 dollari, ha risvegliato i timori che la situazione potesse sfuggire di mano. Per questo, le Autorità statunitensi e britanniche si sono agitate in questi giorni, cercando di trovare spazi per accelerare sul processo di regolamentazione che ormai sembra improcrastinabile. La Cina ha già risolto il problema da tempo, semplicemente eliminando il problema. Per l’Occidente le cose sono un po’ più complesse.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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