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Croazia: a gennaio 2023 aderirà all’euro

L'Europa

La Croazia sarà il 20esimo Paese a entrare nell’euro. L’Unione Europea ha affermato che la Nazione dell’Est Europa ha soddisfatto i criteri economici per aderire alla moneta unica a partire da gennaio 2023. Il disco verde è stato dato dalla Banca Centrale Europea, che in un rapporto sull’economia croata ha riferito di una certa sincronizzazione della Croazia con il resto dell’Eurozona, sebbene le ricadute della pandemia e la guerra Russia-Ucraina abbiano spinto in alto inflazione e debito pubblico.

Alle stesse conclusioni è giunta la Commissione Europea, quindi ora manca solo il placet definitivo da parte dei leader dell’UE che il prossimo mese si riuniranno per approvare il piano croato di unirsi agli altri per adottare l’euro. Questo potrebbe dirsi un grande successo per il Paese il quale, da quando è stato ammesso nell’Unione nel 2013, ha avuto per 9 anni come obiettivo proprio quello di associarsi dal punto di vista monetario.

 

I principali vantaggi dell’adesione all’euro

Quali saranno i vantaggi della Croazia una volta che avrà l’euro come moneta ufficiale? Innanzitutto il tasso di cambio sarà più stabile rispetto alla kuna croata e questo avrà un impatto sicuramente positivo sul turismo, che rappresenta circa il 20% della sua economia. In secondo luogo, attraverso una maggiore stabilità monetaria, potrebbe migliorare il rating creditizio per il Paese, garantendo un accesso più agevole ai mercati finanziari.

La Croazia è attualmente il Paese più povero dell’area euro, con una popolazione di meno di 4 milioni di abitanti e un PIL pro-capite di circa 14.000 dollari, ovvero quasi il 70% in meno rispetto alla media europea. Tuttavia, il Paese si è distinto per alcune virtù negli ultimi 2 anni, come quella di essersi ripreso dalla pandemia più velocemente rispetto alla maggior parte dei membri del blocco UE. Al riguardo, il debito pubblico è passato dall’87,3% del PIL del 2020 al 79,8% del 2021.

La cifra è ancora oltre il limite delle regole fiscali imposte dall’Europa, ma queste sono state sospese fino al 2024 per effetto della pandemia. La BCE ha comunque espresso qualche preoccupazione per le pressioni sui prezzi e per gli squilibri macroeconomici nel lungo termine, per questo ha acceso un monito per sostenere adeguate politiche economiche.

 

Euro: dopo la Croazia chi sarà il prossimo?

L’adesione della Croazia all’euro sarebbe la prima dal 2015, quando vi è stato l’ingresso della Lituania. E adesso sono Bulgaria e Romania le prossime che hanno come obiettivo la moneta unica. La BCE però su Sofia ha espresso perplessità, affermando che il Paese dovrà affrontare una sfida più difficile per via dell’elevata inflazione. L’indice dei prezzi al consumo bulgaro infatti è stato in media del 5,8% negli ultimi 12 mesi, il che è a livello superiore rispetto a quanto consentito.

Tuttavia, l’impegno dello Stato per fare il grande passo c’è stato, in quanto negli ultimi 2 anni la Bulgaria ha fatto parte, insieme alla Croazia, dell’European Exchange Rate Mechanism II. Questo è un sistema che include la supervisione della BCE sulle principali banche in merito alle fluttuazioni dei tassi di cambio. Inoltre, la Bulgaria ha adottato delle misure relative al riciclaggio del denaro, all’insolvenza e alla governance delle imprese statali. Tutti passaggi che alla fine avranno un peso specifico nella valutazione delle Autorità europee se accogliere o meno il Paese nella moneta unica.

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