Curva dei rendimenti invertita? La storia dice che le azioni salgono

Curva dei rendimenti invertita? La storia dice che le azioni salgono

Curva dei rendimenti invertita? La storia dice che le azioni salgono

Il mercato attualmente è molto concentrato sulla curva dei rendimenti dei titoli di Stato americani. La ragione è che in questi giorni si è verificato un evento che non è ben augurante per le sorti dell’economia, ovvero l’inversione dei rendimenti dei Treasury Bond a 10 e a 2 anni. In sostanza, i rendimenti a più lunga scadenza sono diventati più bassi di quelli a breve termine, contraddicendo quanto vuole la norma. 

In genere, infatti, gli investitori chiedono un ritorno superiore per prestare il proprio denaro più a lungo. Quando ciò non accade, si sta determinando una distorsione del mercato. In tal caso, gli operatori si aspettano che una recessione sia in arrivo e quindi chiedono tassi più alti per prestare denaro nell’immediato. In ragione di questo, si attendono che la Federal Reserve sarà costretta nel lungo ad abbassare i tassi d’interesse per far riprendere l’economia caduta in recessione. 

Ma si verifica sempre questo? In genere sì, ma con qualche eccezione. Ad esempio alla fine degli anni ’90 ci fu un’inversione della curva, ma non si vide alcuna recessione dell’economia americana. L’ultima volta che la curva si inclinò verso il basso fu poco prima che scoppiasse la pandemia. Poi in realtà vi fu davvero una recessione, ma la relazione con i rendimenti dei titoli di Stato non vale stavolta, perché gli investitori non avrebbero mai potuto prevedere l’arrivo del Covid-19.

 

Curva dei rendimenti invertita: perché comprare le azioni

Recessione o meno, la storia però non dice che per le azioni sia una cattiva notizia quando si ha un’inversione della curva dei rendimenti. Dal 1977 questa si è invertita 7 volte ma, a un anno dal fatto, la crescita media dell’indice S&P 500 è stata di oltre l’11,8%. E solo in un’occasione si è avuto un calo, esattamente dopo l’inversione del febbraio 2000. 

Jonathan Golub, capo strategist per l’azionario USA di Credit Suisse, ritiene che l’economia e i profitti aziendali continueranno a correre, perché alla fine i tassi saranno bassi anche dopo che la Fed avrà completato il ciclo di aumenti. Tutto ciò quindi sarà un ambiente favorevole per le azioni. 

Kathy Jones, capo strategist del reddit fisso presso Charles Schwabs, invece afferma che questo potrebbe essere il momento giusto per acquistare obbligazioni, perché il mercato anticipa la decisioni della Fed e quindi aspettare per bloccare rendimenti più elevati potrebbe essere controproducente. La Banca Centrale americana oggi è particolarmente aggressiva per combattere l’inflazione ormai arrivata ai top da 40 anni a questa parte. Tuttavia, Jones è convinta che il costo della vita sarà destinato a rallentare durante il corso del 2022, con il rischio di esagerare effettuando mosse troppo accelerate.

 

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