Dazi: attenzione all’inflazione

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Donald Trump potrebbe avviare domani i dazi sulle merci importate da Canada e Messico e quelli aggiuntivi dalla Cina. Le conseguenze potrebbero mettere in difficoltà le Banche centrali nella lotta contro l’inflazione. L’analisi degli esperti di Vontobel nella newsletter settimanale Weekly Note (Clicca QUI per iscriverti). 

 

Dazi verso Canada, Cina, Messico ed Europa. Donald Trump passa dalle parole ai fatti e come promesso in campagna elettorale mette in campo una serie di tariffe contro diversi partner commerciali degli Stati Uniti. Le motivazioni vanno dal riequilibrare la bilancia
commerciale a questioni di politica interna, come il tema dell’immigrazione, piuttosto che geopolitica, con riferimento alla Cina. Dietro alla strada intrapresa da Trump vi è la volontà di rafforzare l’economia statunitense, favorendo in primis il tessuto medio-piccolo del mondo imprenditoriale a stelle e strisce. Il rischio tuttavia è che questa strada possa mettere nell’angolo tanto la Banche centrali quanto l’economia.

Il nervosismo dei mercati finanziari internazionali va letto in tal senso. Dopo un biennio passato a combattere l’inflazione a suon di rialzi dei tassi di interesse, il rischio globale che queste politiche portino a nuove spinte inflattive è reale. Guardando al territorio americano, un generale incremento dei prezzi rappresenta la naturale conseguenza dell’introduzione dei dazi alle merci importate. Abbigliamento, autoveicoli, lusso, tecnologia sono i comparti che più potrebbero esser penalizzati in tal senso.

Guardando su scala globale, per preservare l’appeal commerciale le Banche centrali stanno favorendo una svalutazione delle loro divise contro il dollaro USA. Con il risultato di importare nei loro sistemi finanziari inflazione a causa della valutazione in dollari delle materie prime. Il tutto si mischia poi con la variabile economica: prezzi d’acquisto maggiori scoraggerebbero gli acquisti dei consumatori, con un rallentamento della domanda che, a cascata, si rifletterebbe sulla spinta produttiva delle aziende. Un’economia stagnante in un contesto in cui le Banche centrali non potrebbero muoversi sul fronte dei tassi per non allentare la presa sull’inflazione è il vero Cigno nero che la politica dei dazi di Trump rischia di innescare

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Redazione

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