Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump dà un’altra bastonata al mondo intero annunciando dazi generalizzati del 25% su acciaio e alluminio. Le nuove misure non risparmieranno nessuno. Nemmeno Canada e Messico che al momento hanno tariffe congelate per un mese in attesa di un trovare con il tycoon. Trump ha dichiarato alla stampa che tutti quanti dovranno subire i dazi, anche se non ha specificato quando questi entreranno in vigore.
Inoltre, ha affermato che questa settimana annuncerà provvedimenti contro quelle nazioni che tassano le importazioni statunitensi, seguendo un principio di reciprocità. Nemmeno in questo caso l’inquilino della Casa Bianca ha fornito dettagli sulla tempistica, limitandosi a dire che saranno emanati “quasi immediatamente” dopo l’annuncio.
La reazione dei mercati
A seguito dell’annuncio di Trump, i mercati hanno reagito in modo contenuto. I future sull’alluminio e sul minerale di ferro – ingrediente chiave nella produzione dell’acciaio – sono saliti nel mercato delle materie prime, mentre le azioni del gigante siderurgico ArcelorMittal stanno perdendo oltre 2 punti percentuali. Il dollaro USA, che di solito si avvantaggia dall’annuncio di dazi, è poco mosso in questo inizio di settimana.
“Gli asset rischiosi si stanno desensibilizzando agli annunci dei dazi di Trump”, ha detto Mohit Kumar, capo economista e strategist di Jefferies International. “La nostra opinione sui dazi rimane che sono uno strumento di negoziazione ma alla fine non saranno così gravi come si temeva. Tuttavia, vediamo spazio per ulteriore volatilità nelle prossime settimane, con l’Europa che probabilmente sarà il prossimo obiettivo”.
Secondo Tony Sycamore, analista di IG a Sidney, questa settimana sui mercati è iniziata come quella scorsa, “ma la reazione è stata un po’diversa tra le asset class”. L’esperto osserva che “i future azionari statunitensi sono scambiati al rialzo e, in effetti, anche l’ASX 200 è rimbalzato dai minimi iniziali”.
A giudizio di Mengtian Jiang, analista della società di consulenza Horizon Insights, “questo round di dazi del 25% sull’acciaio è decisamente ribassista sul sentiment del mercato per le materie prime ferrose. Potrebbero essere necessari due o tre giorni prima che il mercato digerisca l’indebolimento dei prezzi”.
Dazi USA: dove vuole arrivare Trump?
L’ultima mossa di Trump su acciaio e alluminio arriva dopo una serie di annunci, in parte sospesi, che hanno colpito Canada, Messico e Cina, nonché minacciato Unione europea e Gran Bretagna. I due metalli rappresentano una componente importante per l’economia statunitense. Secondo quanto riportato da Morgan Stanley, nel 2023 le importazioni nette USA di alluminio da Canada, Messico ed Emirati Arabi Uniti hanno raggiunto oltre l’80% del totale.
Riguardo l’acciaio, l’import è più contenuto benché vitale per alcuni settori come l’automotive, l’energia e l’aerospazio. Al centro della questione c’è sicuramente il punto di riferimento dell’attività siderurgica statunitense: U.S. Steel. Al riguardo, Trump ha allontanato la fusione da 14,1 miliardi di dollari con Nippon Steel, affermando che ci potrebbe essere solo un investimento da parte della società giapponese. “Nippon Steel non può avere una quota di maggioranza nell’azienda statunitense”, ha detto il magnate newyorchese ieri davanti ai giornalisti. “Non voglio che U.S. Steel sia di proprietà di una nazione straniera. Tutto quello che possono avere è un investimento”.
Tornando ai dazi USA, quelli su acciaio e alluminio sono stati tra i primi a essere varati durante il suo mandato alla Casa Bianca del 2016-2020. All’epoca introdusse, nel 2018, tariffe sull’acciaio del 25% e sull’alluminio del 10%, facendo riferimento a motivi di sicurezza nazionale. L’Europa reagì con una rappresaglia sui prodotti importati dagli Stati Uniti come le motociclette Harley-Davidson e i jeans Levi Strauss. Oggi un portavoce della Commissione europea ha detto che “l’imposizione di dazi sarebbe illegale ed economicamente controproducente”. Mentre l’ufficio che gestisce le questioni commerciali per l’Ue ha dichiarato di non voler rispondere fino a quando non ci saranno maggiori dettagli sulle misure previste.
In questo momento, tuttavia, le intenzioni di Trump non sono molto chiare, secondo alcuni esperti. È probabile che il presidente USA, da grande uomo d’affari, stia utilizzando dichiarazioni roboanti come strumento di negoziazione. “Come abbiamo già imparato dalle prime settimane in carica del presidente Trump, è meglio non ripensare alla sua strategia tariffaria fino a quando non sarà saldamente in atto e applicata attivamente al commercio”, ha affermato Atilla Widnell, amministratore delegato di Navigate Commodities. Secondo Vasu Menom, amministratore delegato della strategia di investimento di OCBC a Singapore, “non è chiaro se le ultime tariffe di Trump su acciaio e alluminio siano una strategia negoziale. Dopotutto, se attuata, danneggerà anche gli USA, data la loro dipendenza dall’acciaio e dall’alluminio importati dal Canada e dal Messico, che sono i principali fornitori di questi metalli per gli Stati Uniti”.









