De' Longhi: cosa fare con azioni in vista della trimestrale?

De’ Longhi: cosa fare con azioni in vista della trimestrale?

De' Longhi: cosa fare con azioni in vista della trimestrale?

Titolo De’ Longhi sotto pressione a Piazza Affari (-3,73% a 22,72 euro) dopo che lunedì Whirlpool ha pubblicato una serie di risultati del primo trimestre che hanno mostrato alcune debolezze dovute all’aumento dei costi dell’inflazione e all’attenuazione della domanda. Notizie negative per l’intero settore di riferimento, quindi, quello degli elettrodomestici. Ma se questa notizia potrebbe essere vista negativamente anche per De’ Longhi, è importante tener conto di alcuni punti, a detta di Bestinver Securities.

Innanzitutto, Whirlpool e De’ Longhi non operano nello stesso segmento: Whirlpool produce grandi elettrodomestici, mentre De’ Longhi ricava circa il 32% dei ricavi totali dai piccoli elettrodomestici nella cucina e nella preparazione dei cibi e circa il 52% dalle caffettiere. In secondo luogo, hanno continuato gli analisti, De’ Longhi ha già considerato questi possibili venti contrari durante la presentazione dei risultati 2021 e ha già comunicato un outlook 2022 debole a causa dei costi dell’inflazione e della guerra in Ucraina, “quindi, a nostro avviso, tutti questi problemi dovrebbero essere già scontati nei prezzi attuali del titolo.

Inoltre, considerando la sua posizione di leadership di mercato e la sua capacità di compensare i costi dell’inflazione con l’aumento dei prezzi, come già fatto nel 2021 e come anticipato dal management per il 2022, De’ Longhi dovrebbe essere in una posizione migliore per far fronte all’aumento dei costi dell’inflazione”, ha spiegato Bestinver.

Infine, nonostante il management della società italiana abbia già comunicato che il segmento delle preparazioni Food&Cook sarà penalizzato da un confronto difficile con il 2021 (tutto il segmento ha ricevuto un notevole impulso dalla pandemia), si aspetta ricavi in crescita anche nel primo trimestre di quest’anno grazie al proseguimento del trend positivo soprattutto nel segmento delle macchine da caffè (principalmente grazie all’effetto positivo della campagna lanciata lo scorso anno con l’attore Brad Pitt).

“Considerato tutto quanto detto, non ci aspettiamo una forte reazione negativa da parte del titolo De’ Longhi su cui manteniamo il rating buy e il target price a 30,32 euro”, ha concluso Bestinver Securities.
Anche l’ufficio studi di Intesa Sanpaolo punta sul titolo (buy e target price a 37,8 euro) in vista dei risultati del primo trimestre 2022 previsti per il prossimo 12 maggio, prevedendo una solida crescita dei ricavi con quella organica intorno a un +3% nonostante la guerra in Ucraina, che finora non ha influito in modo significativo sull’andamento della domanda.

Al contrario, “vediamo l’ebitda adjusted scendere del 20,6% anno su anno a 102 milioni di euro poiché la redditività si riduce al 14% rispetto al 18,9% registrato nel 2021 e al 10,7% nel 2020 (9,7% nel 2019) a causa dell’aumento dei costi, principalmente del caffè visto il proseguimento della campagna con Brad Pitt e della mancata corrispondenza tra l’aumento delle materie prime e del trasporto e la revisione dei prezzi prevista per contenere le pressioni inflazionistiche”, ha spiegato di Intesa Sanpaolo.

 

De’ Longhi: discesa quotazioni ha raggiunto target ribassista in area 22,70

Il titolo De’ Longhi è decisamente impostato al ribasso nel breve termine, anche grazie alla performance molto negativa registrata nella seduta di ieri. Dopo un’apertura in linea con la chiusura precedente, infatti, le quotazioni hanno intrapreso fin da subito un andamento fortemente ribassista che le ha portate a realizzare un minimo proprio in chiusura sul livello 22,72.

I corsi scendono ininterrottamente da inizio febbraio e, dopo la recente violazione del supporto in area 23,74, sembrano anche aver accelerato la propria corsa portandosi molto vicino all’importante livello 22,70, minimo toccato lo scorso 11 marzo e vero e proprio punto di non ritorno per la discesa di De’ Longhi.

Al momento non si intravedono punti di riferimento tecnici per ipotizzare un rimbalzo, né tanto meno un’inversione di tendenza. Meglio aspettare la formazione di un solido minimo su cui fondare eventuali posizioni long, in un’ottica di medio termine e con molta pazienza (fase di accumulazione). Ma si sconsiglia anche l’operatività di vendita allo scoperto in quanto il già citato target ribassista è oramai prossimo e non sono prevedibili grandi spazi per ulteriori deprezzamenti.

 


L’andamento di breve termine del titolo DE’ LONGHI

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