DeepSeek torna a far parlare di sé. La startup di intelligenza artificiale cinese che, verso la fine del 2024, aveva spaventato il mondo con il suo modello low-cost, oggi ha rilasciato la sua ultima versione, V4. L’aggiornamento è open source, esattamente come lo è stato il precedente modello V3. In questo modo, gli sviluppatori hanno la possibilità di scaricare, eseguire e modificare il codice, testandone nuove capacità e funzionalità. La verà novità, tuttavia, sono i chip usati da DeepSeek per il nuovo modello, sui quali si stanno interrogando gli esperti di settore. Si sa che, anche se in misura limitata, R1 è stato alimentato con i potenti semiconduttori di Nvidia. Tuttavia, i processori di fascia più alta sono limitati agli sviluppatori cinesi a causa delle restrizioni imposte dal Dipartimento del Commercio Usa. Il gruppo cinese si è così rivolto a Huawei, creando così i presupposti di una IA interamente sviluppata in Cina che si contrapporrebbe ai giganti statunitensi.
In questo articolo:
- DeepSeek usa i chip di Huawei?
- DeepSeek: cosa sapere del nuovo modello AI
DeepSeek usa i chip di Huawei?
Da diversi anni, alcuni competitor come Huawei stanno cercando di soppiantare i chip del gigante di Santa Clara, come suggerito ed esortato dal governo cinese, il quale spinge per internalizzare la produzione e staccarsi dalla dipendenza statunitense. Oggi Huawei ha confermato che il suo ultimo cluster di calcolo per l’intelligenza artificiale è in grado di supportare il modello V4. Lo scorso settembre, l’azienda tecnologica cinese ha presentato una nuova tecnologia, definita SuperPod, che consente il collegamento fino a 15.488 schede grafiche dotate di chip Ascend, i semiconduttori di punta di Huawei. In questo modo, la società è in grado di garantire un’elevata potenza di calcolo, facendo venire meno l’esigenza di doversi appoggiare ai prodotti di Nvidia.
La collaborazione tra DeepSeek è Huawei può indicare un punto di svolta in un mercato ancora dominato dal colosso statunitense, anche perché molte grandi aziende tecnologiche cinesi come Alibaba e Tencent potrebbero seguire lo stesso percorso. Tuttavia, non è ancora chiaro in che misura i chip Ascent siano stati utilizzati per addestrare l’ultima versione di DeepSeek rispetto ai processori di Nvidia.
In ogni caso, la partita si fa sempre più strategica e si sposta anche sul terreno geopolitico, oltre che tecnologico. La competizione tra Nvidia e Huawei rappresenta ormai uno degli snodi chiave nella corsa globale all’intelligenza artificiale. Molto probabilmente dipenderà dalla capacità della Cina di sviluppare un ecosistema autonomo e competitivo nei semiconduttori.
DeepSeek: cosa sapere del nuovo modello AI
DeepSeek fece tremare le big tech americane poco più di un anno fa, presentando R1, il modello di ragionamento successivo a V3 che permetteva di raggiungere le stesse prestazioni di ChatGPT e simili a costi molto più contenuti. La notizia aveva creato stupore e un pizzico di scetticismo su come fosse possibile tutto questo, dal momento che tutte le grandi aziende tecnologiche spendevano fior di quattrini per addestrare e potenziare i loro modelli di AI.
La startup cinese aveva realizzato R1 in appena due mesi e mezzo, spendendo solamente circa 6 milioni di dollari. Il segreto era quello di utilizzare una quantità molto più limitata dei costosi chip di fascia meno avanzata progettati da Nvidia. Tutto questo ha instillato il dubbio sulla supremazia tecnologica statunitense, mettendo in preallarme anche le autorità governative, oltre a lasciare molte perplessità sulla produttività dei grandi investimenti delle Big Tech.
Dopo aver agitato i mercati tecnologici, tuttavia, DeepSeek è sparita dai radar. Ora ha fatto nuovamente irruzione sulla scena con V4 che, a detta della startup con sede a Hangzhou, raggiunge prestazioni elevate rispetto a quelle dei concorrenti nazionali, specialmente nell’ambito dei compiti basati su agenti, dell’elaborazione della conoscenza e dell’inferenza. Il modello, ottimizzato per l’uso con strumenti agent diffusi come Claude Code di Anthropic e OpenClaw, è disponibile in due versioni: “pro” e “flash”, a seconda delle dimensioni.
Il punto ora è comprendere se V4 riuscirà ad avere lo stesso impatto di R1, dal momento che tutti gli altri aggiornamenti rilasciati finora non hanno fatto breccia nel settore dell’intelligenza artificiale. Secondo Ivan Su, analista senior di Morningstar, “è improbabile che anche V4 abbia lo stesso effetto, poiché i mercati hanno già scontato il fatto che l’AI cinese sia competitiva e più economica da utilizzare”. Ciò non toglie che “il nuovo posizionamento di DeepSeek pone altri modelli open source cinesi come concorrenti diretti”, ha aggiunto.









