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Deutsche Bank acquista Numis per 410 milioni di sterline, ecco cosa comporta

Deutsche Bank acquista Numis per 410 milioni di sterline, ecco cosa comporta

Deutsche Bank si è accordata per acquisire l’intermediario finanziario londinese Numis Corp. per 410 milioni di sterline. Il prezzo pagato sarà di 350 pence per azione, di cui 339 in contanti e il resto in due acconti sui dividendi, uno di 6 e l’altro di 5 pence, condizionati all’entrata in vigore della transazione. Il quantum rappresenta un premio del 72% rispetto all’ultima quotazione di Numis alla Borsa di Londra di 2,07 sterline.

Nelle contrattazioni di oggi, il titolo della società finanziaria britannica è salito del 67% a 3,41 sterline, allineandosi quasi all’offerta della banca tedesca. Il closing dell’operazione dovrebbe avvenire nel terzo trimestre del 2023, dopo le approvazioni dell’assemblea degli azionisti di Numis, ai quali il Consiglio di amministrazione dell’azienda ha raccomandato di votare favorevolmente, e a seguito del via libera delle autorità di regolamentazione.

 

Deutsche Bank: cosa significa l’acquisizione di Numis

Con questa acquisizione, Deutsche Bank punta ad allargare il raggio di azione nel mercato britannico, accelerando la crescita del business. “La combinazione ci consente di realizzare maggiori opportunità di guadagno attraverso la nostra base di clienti condivisi e di approfondire il nostro impegno con le società del Regno Unito”, ha affermato Fabrizio Campelli, che supervisiona le attività di corporate e investment banking di Deutsche Bank.

Nel caso in cui l’accordo vada a buon fine, il colosso di Francoforte apporterà 344 dipendenti e aggiungerà una squadra di operatori azionari quasi quattro anni dopo la chiusura dell’intera divisione di trading azionario, che fu accompagnata da un taglio di 18 mila posti di lavoro e dalla riduzione delle attività di 74 miliardi di euro. Recentemente la banca ha annunciato un piano per dare una sforbiciata ai costi dell’azienda nell’ambito di uno sforzo di ristrutturazione pluriennale, con il licenziamento di 800 lavoratori senior di back-office. La crescente redditività dell’istituto tedesco, dopo anni di perdite profonde, lo mette comunque nelle condizioni di poter fare acquisizioni senza per questo cercare ulteriore denaro dagli azionisti. Almeno finché si muove in un ambito dimensionale più ridotto.

L’integrazione Deutsche Bank-Numis metterebbe un sigillo importante nella consulenza in tema di IPO. Secondo i dati compilati da Bloomberg, negli ultimi cinque anni la banca tedesca si è classificata al 13° posto in questo business a livello mondiale, mentre Numis è entrata nel podio dietro a JP Morgan e Goldman Sachs. Tuttavia, l’ultimo anno è stato molto difficile per via di livelli contenuti di emissioni azionarie e attività societarie, soprattutto a Londra dove si sta manifestando un vero esodo delle aziende dal mercato. I profitti di Numis sono crollati di oltre il 70% lo scorso anno proprio a causa della siccità delle IPO e del rallentamento di altre attività del mercato dei capitali.

 

Il commento degli analisti

Alcuni analisti hanno manifestato una certa perplessità sull’accordo. Per Kian Abouhossein e Amit Ranjan di JPMorgan, il sodalizio è “una sorpresa che ha bisogno di spiegazioni”. In una nota, i due analisti hanno scritto che la logica strategica non è chiara per una banca che non ha ancora riacquistato azioni nel 2023 che sarebbero state altamente accrescitive al prezzo attuale”, aggiungendo che ciò “non è allineato con quello che gli azionisti vogliono vedere di più: utili stabili di tipo retail, maggiore attenzione ai costi e ritorno del capitale”.

A giudizio di Anke Reingen, analista di RBC, l’accordo non influenzerà i piani di riacquisto di Deutsche Bank, la quale può fare due o tre accordi simili all’anno all’interno dei suoi piani di capitale. “La transazione Numis non dovrebbe essere vista come un rientro di Deutsche nel business azionario secondario”, ha aggiunto.

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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