ARK Invest Europe ha lanciato in Borsa Italiana l’ARK Space & Defence Innovation UCITS ETF (ARKX), segnando un passo strategico per gli investitori interessati alla convergenza tra tecnologia avanzata, sicurezza e industria spaziale. Il nuovo Etf rappresenta il primo prodotto Ucits attivo dedicato all’innovazione nei settori della difesa e dello spazio, offrendo un approccio gestionale dinamico e focalizzato sulle tecnologie emergenti che stanno ridisegnando gli equilibri globali.
“La difesa sta entrando in una nuova era. Intelligenza artificiale, robotica e tecnologie energetiche stanno convergendo per trasformare spazio e sicurezza. I principali eserciti al mondo si stanno spostando da hardware industriale a sistemi intelligenti e software-defined, più economici e adattabili. Questa convergenza riscrive i costi della difesa e trasforma la deterrenza. Con ARKX offriamo agli investitori un’esposizione attiva alle tecnologie che stanno ridefinendo la sicurezza nel XXI secolo” ha commentato Cathie Wood, fondatrice, amministratrice delegata e direttrice degli investimenti di ARK Investment Management.
In questo articolo:
- Difesa e spazio: i cambiamenti portati dall’innovazione
- Come investe ARKX: strategia attiva e tecnologie dual-use
- Un Etf difesa spazio con framework Esg
- Le prime dieci partecipazioni del fondo
Difesa e spazio: i cambiamenti portati dall’innovazione
Il punto di partenza della nuova proposta di ARKX è la radicale trasformazione dell’industria della difesa e dello spazio. Le forze armate più avanzate stanno migrando da sistemi hardware pesanti e di concezione industriale verso tecnologie più leggere, intelligenti e modulabili, basate su software, robotica autonoma, intelligenza artificiale e sistemi energetici di nuova generazione. A loro volta, le infrastrutture spaziali stanno evolvendo da semplice supporto logistico e di comunicazione a piattaforme centrali dell’economia dei dati e della sicurezza nazionale.
In questo contesto, la frontiera difesa spazio non è più compartimentata: la convergenza tra AI, robotica e capacità energetica permette di sviluppare sistemi dual-use, ovvero soluzioni impiegabili sia in applicazioni civili sia militari. È un cambiamento profondo, che riscrive costi, approcci strategici e deterrenza in un’epoca caratterizzata da competizione geopolitica e incremento esponenziale della domanda di infrastrutture satellitari.
“Questo fondo punta sugli innovatori, non sugli incumbent. Tramite la gestione attiva investiamo in tecnologie scalabili come piccoli satelliti, piattaforme autonome e sistemi energetici next-gen che ridefiniscono il vantaggio strategico. Ciò riflette la nostra convinzione che l’innovazione sia la difesa più efficace in un’epoca di rapido cambiamento tecnologico” ha affermato Rahul Bushan, responsabile globale Investment Products.
ARKX mira a intercettare proprio queste tendenze strutturali. L’obiettivo è identificare gli attori che guidano il cambiamento, non quelli che lo inseguono: aziende capaci di ridurre drasticamente i costi di accesso allo spazio, accelerare la produzione automatizzata e introdurre modelli operativi agili a supporto delle infrastrutture critiche globali. A differenza di molti Etf tradizionali legati ai grandi indici aerospace & defence, ARKX non replica benchmark storici ma applica un approccio attivo e ad alta convinzione. Questo consente al team di gestione di effettuare rotazioni rapide e calibrate verso i segmenti più promettenti, adeguandosi alla velocità del progresso tecnologico, soprattutto in ambiti — come intelligenza artificiale e robotica militare — dove il ciclo di innovazione si muove a ritmi molto più rapidi rispetto ai settori industriali tradizionali.
Come investe ARKX: strategia attiva e tecnologie dual-use
La filosofia di gestione alla base dell’Etf si concentra su tre grandi pilastri:
- Innovazione;
- Scalabilità;
- Doppia utilità civile-militare.
ARKX seleziona società attive in aree chiave come sistemi di lancio a basso costo, infrastrutture orbitali, software di comando e controllo basati su AI, piattaforme autonome terrestri e aeree, tecnologie di comunicazione avanzata e sistemi energetici di nuova generazione. Il focus si sposta dagli incumbent del settore alla nuova generazione di aziende in grado di sfruttare algoritmi, miniaturizzazione e materiali avanzati per ottenere vantaggi competitivi.
Questa strategia trova applicazione, ad esempio, nel crescente mercato dei piccoli satelliti, oggi fondamentali per comunicazioni, osservazione terrestre, cybersecurity e gestione dei dati. ARKX individua in questo segmento uno dei principali centri di innovazione difesa spazio, puntando su player che sviluppano componenti, infrastrutture e software a supporto delle missioni orbitali. Lo stesso approccio è applicato ai sistemi autonomi — droni militari, piattaforme robotiche, sistemi navali senza equipaggio — la cui diffusione è accelerata dall’integrazione con l’intelligenza artificiale.
Dal punto di vista geografico, il fondo adotta un’esposizione globale, senza vincoli geografici, selezionando realtà innovative negli Stati Uniti, in Europa e nei principali poli tecnologici asiatici. La gestione attiva consente di incorporare rapidamente nuove opportunità in settori ad altissimo sviluppo, come la propulsione elettrica, i materiali iperleggeri utilizzati nell’aerospazio e le reti satellitari di nuova generazione dedicate all’AI distribuita.
Per gli investitori europei, ARKX rappresenta anche un accesso inedito a una strategia gestita da ARK dal 2021 sul mercato americano, ora disponibile in formato Ucits con un Ter dello 0,75%. Il posizionamento Articolo 8 secondo la normativa Sfdr aggiunge un ulteriore elemento distintivo nel panorama dei fondi difesa, dominato in larga parte da prodotti Articolo 6 privi di screening Esg avanzati.
Un Etf Difesa Spazio con framework Esg
Un tratto centrale di ARKX è l’integrazione della sostenibilità. Il fondo applica un framework rigoroso che combina esclusioni Sri e analisi Esg basate su sei metriche proprietarie. Vengono esclusi produttori di armi controverse, società coinvolte in programmi nucleari di paesi non firmatari del Trattato di non proliferazione, e aziende con oltre il 5% dei ricavi provenienti da combustibili fossili, tabacco, gioco d’azzardo, alcol e intrattenimento per adulti.
L’Etf valuta inoltre governance, controversie, rispetto degli standard internazionali come UN Global Compact e Linee Guida Ocse, e integra nel processo di ricerca un blocco dedicato all’analisi del capitale umano (“Persone, Management e Cultura”). Tale approccio permette di coniugare esposizione al settore difesa spazio con criteri Esg coerenti con la domanda degli investitori europei.
“Dopo aver superato 1 miliardo di dollari di asset under management in Europa, il lancio di ARKX — che incarna le convergenze tecnologiche tra spazio e difesa — è stato un passo naturale mentre ci avviciniamo alla prossima fase di lanci previsti per il 2026. Abbiamo molti prodotti altamente innovativi in pipeline” ha concluso Stuart Forbes, responsabile ARK Invest Europe e responsabile globale della distribuzione.
Le prime dieci partecipazioni del fondo
L’ARK Space & Defence Innovation UCITS ETF (ARKX), identificato dal codice Isin IE000AON7ET1, è un Etf attivo articolo 8 della normativa Sfdr, recentemente modificata per includere società della difesa che producono armi non controverse. È un fondo ad accumulazione dei profitti che, al 4 dicembre 2025, aveva in portafoglio 28 azioni, Le prime dieci sono:
- Teradyin 7,98%
- L3Harris Technologies 7,77%
- Kratos Defense 7,59%
- Rocket Lab 6,72%
- Aerovironment 6,37%
- Trimble 4,7%
- Deere 4,68%
- Palantir 4,28%
- Amazon 4,21%
- Amd 4,17%.









