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Dividendi contro l’inflazione: i prossimi stacchi a Piazza Affari

Dividendi, i prossimi stacchi a Piazza Affari

Le società che pagano dividendi rappresentano una valida strategia di mitigazione dell’inflazione” è quanto sostenuto da Ben Sheehan, Senior Investment Specialist di abrdn. Guardando ai rischi più prepotenti che offuscano l’orizzonte degli investitori, l’iperinflazione è sicuramente il principale, che sta mettendo in crisi persino le Banche Centrali, costrette ad accelerare il ritmo delle strette monetarie. Sia in Europa che in America il livello dei prezzi si attesta infatti su cifre ben lontane dall’obiettivo di equilibrio del 2%. Durante l’ultimo meeting dello scorso 9 giugno 2022, la BCE ha comunicato di attendersi che l’inflazione raggiunga il 6,8% nel 2022, per poi rallentare al 3,5% nel 2023 e rimanere al 2,1% nel 2024. Il giorno seguente, i dati relativi ai prezzi al consumo provenienti dagli Stati Uniti hanno confermato che anche l’inflazione americana sta crescendo oltre le attese: +1% mese su mese a maggio e +8,6% anno su anno contro le stime di un +8,3%, facendo registrare l’aumento più consistente dal 1981.

Di fronte a queste cifre, le principali Banche Centrali sono costrette a consistenti rialzi dei tassi di interesse: la BCE dovrebbe alzare i tassi di 75 punti base entro fine anno mentre la FED oggi comunicherà un rialzo del tasso sui Fed Funds dello 0,5%, ma c’è chi teme possa essere dello 0,75%.

In questo contesto di mercato, gli investitori sono messi a dura prova nella ricerca di asset class che generino rendimenti.

“Se le obbligazioni devono misurarsi con uno scenario di tassi in crescita, anche gli asset rischiosi come le azioni sono esposti a sfide, poiché l’aumento dei tassi potrebbe ridurre il prezzo che gli investitori sono disposti a pagare per i potenziali flussi di cassa futuri. Detenere liquidità poi, potrebbe essere la scelta peggiore, perché l’inflazione ne eroderà il valore in termini reali. La soluzione potrebbe dunque essere ricercata nei titoli azionari che pagano dividendi“, precisa l’Investment Specialist di abrdn.

 

Dividendi, riparo dall’inflazione: ecco cosa dice la storia dei mercati

Come mostrato da una ricerca di Goldman Sachs, con una serie di dati relativi all’S&P500 risalenti al 1940, durante i periodi di alta inflazione (superiore al 5%) le società che pagano dividendi elevati tendono a fare meglio del mercato azionario in generale. Concentrarsi sui dividendi potrebbe dunque aiutare a mitigare gli effetti dell’inflazione. A supporto di questa tesi, negli anni ’70, caratterizzati da un’inflazione elevata, l’S&P500 ha generato un rendimento totale del 77% in termini dollari US, di cui circa tre quarti erano attribuibili ai dividendi e ai dividendi reinvestiti. Anche guardando all’MSCI AC World si può notare come, negli ultimi 20 anni, i dividendi e i dividendi reinvestiti abbiano costituito circa la metà dei rendimenti totali dell’indice. In altre parole, la metà dei 315 punti percentuali di rendimento (nei 20 anni terminati al 30 aprile 2022).

 

Dividendi globali: prospettive di crescita per il 2022

Nell’ultimo anno, secondo elaborazioni di Bloomberg, le società dell’indice MSCI AC World hanno distribuito dividendi per quasi 1.300 miliardi di dollari e nel 2021 i dividendi pagati dalle società incluse nell’indice globale sono stati superiori del 17% rispetto al 2020. La ripresa economica globale sembra dunque aver sostenuto sia la ripresa degli utili sia la ripresa dei dividendi dai minimi della recessione del 2020. Anche durante il 2020, annus horribilis della pandemia, le società appartenenti al paniere hanno distribuito dividendi per oltre 1.000 miliardi di dollari. Questi dati confermano la resilienza dei dividendi e la loro affidabilità come fonte di rendimento in tutte le fasi del ciclo economico.

In prospettiva, secondo le previsioni di Bloomberg, i dividendi delle società dovrebbero crescere di circa il 10% nel 2022, in linea con la crescita degli utili aziendali che non sembrano per ora aver risentito dell’aumento dei costi dei fattori produttivi, dei maggiori costi del capitale e dei potenziali effetti sui margini dell’inflazione. Il 76% del 54% delle società dell’S&P500 che hanno reso noti gli utili del primo trimestre ha infatti battuto comunque le stime. Insieme alla ripresa dei riacquisti di azioni proprie, questi numeri dimostrano la fiducia delle società nel premiare gli azionisti e fanno ben sperare per le prospettive dei dividendi.

 

Azioni ad alto dividendo: dove cercarle nel mondo e a Piazza Affari

Come ricordato da Sheehan,

“i settori energetico, dei materiali, immobiliare e industriale hanno registrato la ripresa più rapida degli utili e del pay-out ratio, cioè la percentuale di utili restituiti agli investitori sotto forma di dividendi. Anche le banche e i titoli finanziari vedono crescere i propri margini. Le riserve di liquidità sono però elevate anche in settori come l’healthcare e il tecnologico, per cui le prospettive di pagamento dei dividendi restano positive in un’ampia gamma di settori e per le società con solide credenziali ambientali, sociali e di governance (ESG)”.

 

Mettendo sotto la lente il mercato nostrano, a Piazza Affari parecchie società staccheranno cedole interessanti nei prossimi giorni e mesi:

  • Gilead: martedì 14 giugno 2022 di 0,73 euro per azione
  • Acea SpA: lunedì 20 giugno 2022 di 0,85 per azione
  • Exor: lunedì 20 giugno 2022 di 0,43 euro per azione
  • Hera SpA: lunedì 20 giugno 2022 di 0,12 euro per azione
  • Leonardo: lunedì 20 giugno 2022 di 0,14 euro per azione
  • Poste Italiane: lunedì 20 giugno 2022 di 0,405 per azione
  • Snam Rete: lunedì 20 giugno 2022 di 0,1572 per azione
  • STMicroelectronics: lunedì 20 giugno 2022 di 0,06 euro per azione, lunedì 19 settembre di 0,06 euro per azione e lunedì 12 dicembre di 0,06 euro per azione
  • Terna: lunedì 20 giugno 2022 di 0,1929 euro per azione
  • TotalEnergies SE: martedì 21 giugno 2022 di 0,66 euro per azione e mercoledì 21 settembre di 0,69 euro per azione
  • UniEuro: lunedì 27 giugno 2022 di 1,35 euro per azione
  • Repsol: martedì 5 luglio 2022 di 0,2673 euro per azione
  • Enel: lunedì 18 luglio 2022 di 0,19 euro per azione

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