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Dividendi: crescita record nel terzo trimestre, ecco perché

Dividendi: crescita record nel terzo trimestre, ecco perché

I dividendi globali sono cresciuti del 7% nel terzo trimestre, facendo registrare un aumento record. A guidare questa impennata sono state le remunerazioni delle aziende petrolifere, che hanno ottenuto guadagni eccezionali grazie all’aumento dei prezzi del greggio. Si conta che il contributo del settore sia ammontato a 19,9 miliardi di dollari, sulla base dei dati rilasciati da Janus Henderson Global Dividend. Mentre nel complesso, i pagamenti sono arrivati a 415,9 miliardi nel terzo trimestre.

L’impennata nel settore petrolifero ha coinciso con il crollo di quello minerario. In quest’ultimo caso, le società stanno riducendo i dividendi poiché i prezzi delle materie prime hanno invertito il loro corso, minacciando così i profitti aziendali. Negli altri settori, invece, vi è stata una crescita generalizzata delle cedole, in maniera speciale nei trasporti, nelle banche, nei semiconduttori e nei prodotti chimici.

I Paesi che hanno trainato la crescita dei dividendi sono stati Brasile, Hong Kong, Stati Uniti, Taiwan e Canada. A rimanere indietro invece è stata la Cina, dal momento che oltre il 30% delle società cinesi ha tagliato la cedola, soprattutto nel settore immobiliare, devastato da un’enorme crisi di liquidità. Ad aver influito su Pechino anche le disposizioni anti-Covid che hanno frenato la produzione delle aziende e quindi i ricavi e gli utili.

In Gran Bretagna i dividendi sono stati alzati del 2,5%, grazie all’84% delle società del Paese che ha deciso di accrescere i pagamenti o di mantenerli stabili. Questo nonostante la sterlina sia crollata, mettendo in difficoltà alcune aziende. Tuttavia, due quinti dei dividendi del Regno Unito sono pagati in dollari da grandi multinazionali che hanno sede a Londra, quindi non hanno risentito dell’effetto cambio negativo. “L’impatto del dollaro per le aziende del Regno Unito con esposizione ai ricavi negli Stati Uniti è enorme”, ha dichiarato Nick Fowler, Amministratore Delegato di Lazard ECM Advisory.

 

Dividendi: quali prospettive per il futuro?

Dopo una crescita record dei dividendi nei tre mesi che vanno da luglio a settembre, gli azionisti ora guardano al futuro, per la verità nebuloso con i venti di recessione che soffiano minacciosi. Secondo le stime di Janus Henderson, per l’intero 2022 le aspettative sono per un aumento di 30 miliardi di dollari a 1.560 miliardi a livello globale, registrando una salita dell’8,9% anno su anno. Ciò rappresenta un aumento dello 0,4% rispetto alle aspettative della società di tre mesi fa e si rivela essere notevolmente più alto in confronto al trend di crescita di lungo periodo del 5%-6%.

In genere, osserva l’asset manager, le aziende sono molto restie a tagliare i dividendi, anche se si dovesse profilare una recessione che riduce gli utili. Ancor più che grandi gruppi energetici come BP e Shell durante la pandemia hanno dato una sforbiciata sostanziosa alle cedole e quindi avrebbero spazio per mantenerle nel caso le cose dovessero mettersi male.

In genere, le società mature come quelle energetiche tendono a utilizzare la liquidità accumulata remunerando gli azionisti. A differenza di quelle tecnologiche, che invece puntano a reinvestire i profitti sulla crescita aziendale. “L’anno prossimo le prospettive dipendono dall’economia globale e, se ci stiamo dirigendo verso una recessione, gli utili ne risentiranno. La buona notizia è che i dividendi tendono ad essere più resilienti”, ha affermato Jane Shoemake, portfolio manager per il reddito azionario globale di Janus Henderson.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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