Dollaro Hong Kong: Peg con dollaro USA non a rischio - Borsa&Finanza

Dollaro Hong Kong: Peg con dollaro USA non a rischio

Dollaro Hong Kong: Peg con dollaro USA non a rischio

L’ancoraggio del dollaro di Hong Kong al dollaro USA è da tempo oggetto di dibattito tra economisti e investitori sulla possibilità che le Autorità monetarie di Hong Kong rimuovano e meno il peg. Da circa 40 anni, il movimento delle due valute è limitato in una stretta banda di negoziazione che fino ad oggi ha funzionato senza interruzioni. In buona sostanza, il currency board della Hong Kong Monetary Authority ha mandato specifico di entrare in acquisto di dollari HK quando il cambio con il biglietto verde si avvia verso la parte bassa della fascia di oscillazione.

Diversi investitori hanno provato a mettersi in una posizione short rispetto alla valuta di Hong Kong negli anni, tipo George Soros e Kyle Bass, nella convinzione che la diga sarebbe crollata, ma hanno alla fine dovuto desistere abbandonando le loro velleità contrarian. Negli ultimi tempi le pressioni sono state molte sul floor, poiché la politica monetaria della Federal Reserve si è rivelata particolarmente restrittiva, rafforzando in tal modo il dollaro USA e costringendo la Banca di Hong Kong a intervenire ripetutamente utilizzando le proprie riserve.

 

Dollaro di Hong Kong: perché resisterà il peg con il dollaro USA

In un rapporto di ricerca, gli economisti di Morgan Stanley hanno scritto che l’ancoraggio non è a rischio. La ragione sta nel fatto che il peg ha un’importanza strategica per la Cina e le Autorità monetaria hanno ampie riserve per sostenerlo. “Anche se il mantenimento dell’ancoraggio porterà a venti contrari nel breve temine alla crescita, riteniamo che rimanga l’accordo ottimale per Hong Kong nel lungo termine”, ha affermato la banca d’affari americana. Gli esperti sottolineano come Pechino abbia fatto affidamento su Hong Kong come “principale porta d’accesso al capitale globale”, in quanto lo yuan non è completamente convertibile.

Ultimamente i tassi del mercato monetario a Hong Kong sono saliti ai livelli più alti in oltre un decennio per scoraggiare operazioni di carry trade che mirano a prendere a prestito dollari HK. Morgan Stanley ora si aspetta che le pressioni contro la valuta locale si riducano via via che la Cina esce dalla politica zero Covid e la Fed diventa più accomodante nel 2023. “L’ancoraggio ha fornito un ambiente monetario e finanziario stabile anche in periodi di stress, ed è fondamentale per mantenere la competitività di Hong Kong come centro commerciale e finanziario globale”, hanno scritto gli economisti nella nota di ricerca.

 

Morgan Stanley contro Bill Ackman

Lo studio di Morgan Stanley arriva dopo la presa di posizione del grande gestore di fondi e fondatore di Pershing Square Capital Management, Bill Ackman. Il guru della finanza ha annunciato un’importante posizione ribassista sulla valuta asiatica, realizzata tramite l’acquisto di opzioni put, poiché ritiene il peg destinato a saltare. “E’ solo una questione di tempo”, ha affermato.

Se si dovesse verificare tale eventualità, ci potrebbe essere uno scombussolamento enorme nel mercato valutario. Recentemente una situazione del genere si è verificata con la sterlina egiziana, precipitata di oltre il 20% in un mese allorché la Banca Centrale d’Egitto ha rimosso l’ancoraggio con il dollaro USA nell’ambito di un ampio accordo con il Fondo Monetario Internazionale. Mentre molti trader ricordano la catastrofe che generò la rimozione del Peg EUR/CHF della Swiss National Bank il 15 gennaio 2015, quando da 1,20 il cambio precipitò in pochi minuti a 0,80.

 

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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