Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha causato un nuovo indebolimento del dollaro Usa. Dopo le sue ultime dichiarazioni sui dazi, il biglietto verde è scivolato di 0,3 punti percentuali rispetto a un paniere di valute (Dollar Index). Trump ha affermato che prima della scadenza prevista in luglio avrebbe notificato ai partner commerciali degli Usa tariffe unilaterali. “Invieremo lettere tra circa una settimana e mezza, due settimane, ai Paesi”, ha detto ai giornalisti al John F. Kennedy Center for the Performing Arts di Washington, dove stava assistendo a uno spettacolo. “Diremo: questa è la proposta, prendere o lasciare”.
Le esternazioni del tycoon hanno aggiunto pressione sul dollaro Usa, che ora si trova al livello più basso da luglio 2023. I dati sull’inflazione statunitense pubblicati ieri non hanno aiutato la valuta americana. L’indice dei prezzi al consumo è cresciuto del 2,4% su base annua, meno del 2,5% atteso dagli analisti, in quanto il mercato sconta un numero inferiore di tagli ai tassi di interesse da parte della Federal Reserve. “Il dato di inflazione degli Stati Uniti riafferma lo scenario negativo per il dollaro, mentre le tensioni in Medio Oriente non sono riuscite a stimolare un rimbalzo della valuta americana, asset rifugio nei momenti di tensione geopolitica”, ha commentato Alex Loo, macro strategist di TD Securities a Singapore.
Dollaro Usa: attenzione ai dati di oggi sull’inflazione
In pomeriggio verranno pubblicati i prezzi alla produzione negli Stati Uniti. La lettura è importante in quanto alcune componenti dell’Ipp alimentano la spesa per i consumi personali core, misura molto importante per la Federal Reserve in ottica di programmazione della politica monetaria. Ciò potrebbe influenzare il percorso del dollaro nei prossimi giorni.
Mark Cranfield, strategist di Bloomberg a Singapore, ritiene che il mercato sia ancora “favorevole a ulteriori tagli dei tassi di interesse da parte della Fed, anche se la tempistica cambia a seconda dell’umore prevalente degli investitori”. Ciò che è certo, invece, è il sentiment sul ribasso del dollaro Usa, su cui “le convinzioni dei trader del Forex sono solide”.
Sarà molto importante, in tal senso, anche il vertice imminente del G7 che potrebbe portare sviluppi nei negoziati commerciali. Loo di TD Securities ha affermato che “le fughe di notizie potrebbero accrescere il sentiment positivo per altre valute, come il dollaro canadese e il peso messicano”.









