Dollaro USA in caduta libera, quali prospettive?

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Il dollaro Usa è malconcio. Anche in questo inizio settimana gli investitori stanno vendendo la moneta statunitense, che perde valore contro tutte le principali valute. Il Dollar Index è scivolato la scorsa settimana a 98,20, livello che non vedeva da aprile 2022. Cattive notizie arrivano anche dal mercato delle opzioni, dove lo spread call/put sul dollaro è scivolato ai minimi di cinque anni, un segno che i trader si stanno coprendo contro possibili altre cadute del biglietto verde. Lo spread solitamente sale quando i mercati sono sotto pressione a causa di stress economici e geopolitici, in quanto gli investitori fanno affidamento alla potenza dell’economia americana e alla profondità dei suoi mercati, considerando il dollaro un bene rifugio.

Stavolta però è diverso. La guerra commerciale innescata dai dazi del presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il tira e molla sulle tariffe in vigore e in procinto di essere introdotte hanno generato, oltre a grande incertezza, una enorme preoccupazione che gli Usa finiscano in recessione.

Le preoccupazioni del mercato sono avvalorate dal fatto che attualmente gli operatori stanno vendendo anche i titoli di Stato americani, considerati anch’essi dei porti sicuri in presenza di turbolenze di varia natura. “Stiamo parlando di un cambio di regime nel modo in cui il mercato vede il dollaro, in particolare durante i periodi di stress finanziario globale”, ha scritto oggi Steve Barrow, strategist di Standard Bank, in una nota ai clienti. “Facciamo notare che l’altra componente chiave del fascino degli asset sicuri degli Stati Uniti, il mercato dei Treasury, non è stata particolarmente sicura”.

 

Dollaro Usa: gli investitori si aspettano ancora debolezza

Le aspettative per il dollaro Usa non sono rosee. Un recente sondaggio di Bloomberg ha rilevato che quasi l’80% degli investitori prevede un indebolimento ulteriore della divisa a stelle e strisce nel prossimo mese. Si tratta della percentuale più elevata dal 2022. Derek Halpenny, responsabile della ricerca sui mercati globali presso Mufg Bank, ritiene che le osservazioni del fine settimana di Trump e del segretario al commercio Howard Lutnick “non indicano alcun motivo di ottimismo, nonostante la tregua”. I due hanno affermato che l’esenzione dei dazi su alcuni beni di elettronica di consumo come gli smartphone devono essere considerate temporanee. Tra l’altro, Trump ha annunciato che sono in arrivo tariffe sui chip. “È difficile vedere un fattore fondamentale che possa migliorare il sentiment degli investitori. I dollaro ha superato livelli chiave a scorsa settimana per il dollaro”, ha detto.

Anche Dana Malas, strategist di Skandinaviska Enskilda Banken AB, è poco ottimista. “Le azioni di Trump hanno danneggiato in modo persistente il ‘marchio Usa’. Ciò significa che gli asset in dollari, sia all’interno che all’esterno degli Stati Uniti, dovrebbero continuare a portare premi di rischio più elevati”.

A giudizio di Nick Rees, responsabile della ricerca macro di Monex Europe, “i mercati in questo momento stanno scambiando in preda all’incertezza. Non hanno aiutato le notizie contraddittorie provenienti dall’amministrazione statunitense durante il fine settimana. Questo comporta al momento rischi per un’ulteriore debolezza del dollaro, poiché i mercati cercano di evitare l’incertezza allontanandosi da qualunque asset statunitense”.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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