Dollaro Usa: la sua debolezza un’opportunità per il carry trade?

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L’attenuazione delle tensioni geopolitiche determinate dalla guerra in Medio Oriente ha fatto allontanare gli investitori dal dollaro Usa. Il biglietto verde aveva guadagnato terreno sulle altre valute dopo l’attacco militare degli Stati Uniti alle base nucleari dell’Iran, in quanto il mercato ha considerato la divisa americana nella veste di bene rifugio.

L’annuncio del presidente americano Donald Trump di una tregua tra Israele e Iran ha riportato al ribasso la moneta, che quest’anno ha perso molto valore.

Oggi il Dollar Index – che riproduce l’andamento del dollaro statunitense rispetto a un paniere delle principali valute – è scivolato fino a 97,18, minimo da marzo 2022. Nei confronti dell’euro, la divisa a stelle e strisce viaggia intorno a 1,16, livello più basso per il dollaro da novembre 2021. In questo articolo:

 

  • Perché gli investitori stanno scaricando il dollaro Usa
  • Opportunità nel carry trade

Perché gli investitori stanno scaricando il dollaro Usa

Il dollaro Usa è in crisi da diversi mesi, specialmente dopo che Trump ha iniziato la guerra commerciale a suon di dazi, poi congelata con una tregua di 90 giorni. Gli investitori temono che un’escalation delle tensioni commerciali finisca per danneggiare gravemente l’economia americana, rischiando di portarla in recessione. Per questa ragione si sganciano da attività statunitensi che un tempo erano considerate dei punti di riferimento.

Inoltre, le Banche centrali stanno cercando di diversificare le loro riserve rispetto al biglietto verde, concentrandosi in particolare sull’oro come alternativa. Altre valute hanno ultimamente guadagnato importanza nei forzieri delle autorità monetarie, come l’euro e lo yuan. Il motivo sta nel fatto che con la guerra Russia-Ucraina e il meccanismo sanzionatorio conseguente degli Usa su Mosca – che si è vista congelare asset per oltre 600 miliardi di dollari – alcuni Paesi hanno paura che in altre circostanze la situazione possa replicarsi.

L’ultimo studio eseguito dall’Official Monetary and Financial institutions Forum su 75 Banche centrali ha riportato che il 70% degli intervistati ha detto di essere scoraggiato nell’investire nel dollaro Usa a causa dell'”ambiente politico degli Stati Uniti”. Si tratta di una percentuale più che doppia rispetto a un anno fa. Tutto ciò oscura la funzione di bene rifugio della valuta più scambiata al mondo, nonostante i numerosi momenti di tensione che si sono registrati nei mesi recenti a livello economico e geopolitico.

 

Opportunità nel carry trade

La debolezza del dollaro Usa rende però più allettante effettuare operazioni di carry trade con le valute dei mercati emergenti. Queste operazioni consistono nel prendere a prestito dollari per investirli in monete a più alto rendimento. Il potenziale inconveniente è un rafforzamento del biglietto verde che annulli il vantaggio derivante dalla differenza di rendimento. Ma con il dollaro in calo, il rischio è stato praticamente eliminato.

Secondo un’analisi di Bloomberg, il carry trade finanziato dal dollaro che vede acquisti su real brasiliano, peso messicano, rupia indiana, rupia indonesiana, rand sudafricano e lira turca, ha avuto un rendimento medio di circa l’8% quest’anno. Il ritorno dello stesso carry trade finanziato dallo yen è stato appena del 2,6%, mentre quello finanziato da euro e franco svizzero è risultato negativo, ossia rispettivamente del -3,3% e del -2,2%.

“Il dollaro Usa, a lungo utilizzato come asset privilegiato o strumento di riserva piuttosto che come veicolo di finanziamento, ora mostra molte caratteristiche di un valido finanziatore a bassa volatilità“, ha affermato Shoki Omori, chief desk strategist di Mizuho Securities Co. “Le posizioni di carry dei mercati emergenti finanziate dal prestito in dollari sono diventate meno sensibili ai rischi di fluttuazione del dollaro, aumentando il loro appeal complessivo in termini di rischio-rendimento”. ha detto. In definitiva, “il dollaro si sta riaffermando come base di finanziamento, ampliando il suo ruolo e invogliando gli investitori a cogliere questa nuova opportunità”, ha aggiunto l’esperto.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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