Dopo la fine del programma Next Generation Eu, cosa cambia davvero per l’Europa?

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Il programma Next Generation Eu sta giungendo al termine e la sua chiusura apre interrogativi sul ruolo dell’Unione europea come emittente. Secondo un report di Intesa Sanpaolo, anche se il piano pandemico si avvicina alla sua conclusione formale, l’Ue si prepara a gestire uno stock di debito vicino ai 700 miliardi di euro, un calendario di rimborsi che si estende fino al 2058 e un nuovo ciclo di spesa comunitaria da 1.800 miliardi di euro nel Quadro finanziario pluriennale 2028-2034.

In questo passaggio, il venir meno del programma non coincide con una riduzione del ruolo finanziario di Bruxelles, ma con una sua riorganizzazione, basata su nuovi fondi, nuovi programmi e nuove emissioni già incorporate nella programmazione di bilancio.

 

In questo articolo:

 

  • Le risorse residue del Next Generation Eu e il profilo dei rimborsi
  • Il nuovo Quadro finanziario pluriennale 2028-2034
  • Difesa e Ucraina, le nuove priorità finanziate a debito
  • Unione europea: il volume delle emissioni oltre il 2026

 

Le risorse residue del Next Generation Eu e il profilo dei rimborsi

Il programma Next Generation Eu terminerà formalmente nel 2026, ma una parte significativa delle risorse deve ancora essere erogata. Su circa 650 miliardi di euro complessivi del Dispositivo per la ripresa e la resilienza, restano da distribuire circa 275 miliardi entro dicembre 2026, pari al 36% delle sovvenzioni e al 50% dei prestiti. Parallelamente, il profilo del debito UE continuerà a essere influenzato dai rimborsi dei titoli emessi per finanziare il NGEU: le prime scadenze rilevanti sono previste a partire dal 2028 e si estenderanno fino al 2058, con un fabbisogno di rifinanziamento stimato tra i 40 e i 50 miliardi di euro l’anno nel periodo 2028-2034.

 

Il nuovo Quadro finanziario pluriennale 2028-2034

 La continuità delle emissioni europee è legata al nuovo Quadro finanziario pluriennale 2028-2034, che nella proposta della Commissione prevede uno stanziamento complessivo di circa 1.800 miliardi di euro, pari all’1,26% del reddito nazionale lordo dell’Unione europea. Al netto dei rimborsi del Ngeu, il nuovo bilancio registra un aumento nominale di 367,2 miliardi rispetto al periodo precedente, mentre in termini reali l’incremento è limitato allo 0,02% del rnl. Il finanziamento poggerà principalmente su un rafforzamento delle risorse proprie, con l’innalzamento permanente del contributo degli Stati membri dall’1,4%, affiancato da un ulteriore 0,25% attivabile in caso di crisi.

 

Difesa e Ucraina, le nuove priorità finanziate a debito

Un ruolo centrale nella continuità delle emissioni Ue è svolto dal rafforzamento della spesa per la difesa e dal sostegno finanziario all’Ucraina, due voci destinate a convivere nel nuovo assetto di bilancio europeo. Dal febbraio 2022 a novembre 2025, l’Unione europea ha stanziato complessivamente circa 177 miliardi di euro tra aiuti finanziari, militari e umanitari a favore di Kiev, risultando il principale finanziatore dell’Ucraina davanti agli Stati Uniti. La maggior parte degli interventi è avvenuta sotto forma di prestiti agevolati, con lunghi periodi di grazia e con il costo degli interessi coperto dal bilancio comunitario. Per il biennio 2026-2027, la Commissione europea stima ulteriori necessità di finanziamento per circa 90 miliardi di euro e ha individuato due possibili canali: nuove emissioni euopee garantite dal bilancio pluriennale oppure meccanismi legati ai proventi degli asset russi congelati. Sul fronte della difesa, il nuovo Quadro finanziario pluriennale incorpora un rafforzamento strutturale della spesa. Il Fondo Safe, istituito nel 2025, prevede l’erogazione di 150 miliardi di euro di prestiti tra il 2026 e il 2030, mentre nel Qfp 2028-2034 la sicurezza e la difesa confluiscono in una specifica rubrica con una dotazione di circa 130 miliardi di euro. Questi interventi si affiancano ad altri programmi finanziati anche tramite il mercato dei capitali, contribuendo a mantenere elevato il volume delle emissioni europee nel periodo successivo alla conclusione del programma Next Generation Eu.

 

Unione europea: il volume delle emissioni oltre il 2026

Nel complesso, tra il 2025 e il 2030 l’Unione europea prevede emissioni lorde per circa 700 miliardi di euro. Per il 2026 l’offerta netta è stimata intorno ai 113 miliardi, mentre nel 2028, complice l’aumento delle scadenze, scenderà a circa 60 miliardi per poi risalire progressivamente fino a circa 96 miliardi nel 2030. Un profilo che segnala come la conclusione del Next Generation Eu non riduca l’attività di Bruxeless sul mercato, ma ne modifichi la composizione, garantendo continuità al finanziamento delle politiche comuni nel nuovo ciclo di bilancio.

Immagine di Hillary Di Lernia

Hillary Di Lernia

Classe 1994 e laureata in scienze della comunicazione, si è specializzata in sociologia conseguendo successivamente un master in criminologia. Giornalista pubblicista, ha collaborato con diverse testate finanziarie tra cui Bluerating e Milano Finanza, occupandosi di risparmio gestito e approfondimenti sui mercati finanziari. Oggi svolge anche la professione di criminologa e giornalista d’inchiesta, con particolare attenzione alle dinamiche sociali, economiche e criminali.

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