Draghi taglia i tassi di 10 punti. Bazooka da 20 miliardi al mese
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DRAGHI TAGLIA I TASSI DI 10 PUNTI. BAZOOKA DA 20 MILIARDI

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Euro a 1.0934 nei confronti del Dollaro, poi si riprende, riportandosi a 1,1050. Btp, nuovi minimi

Borse europee in rialzo, euro in calo sotto 1,10 dollari e nuovi minimi del Btp. Le munizioni di Mario Draghi non hanno deluso i mercati, almeno nell’immediato. I timori di un rinvio quantomeno del quantitative easing sono stati respinti al mittente. Il bazooka, da 20 miliardi di euro al mese, verrà imbracciato dal primo di novembre e per tutto il tempo che sarà necessario. Nessuna scadenza. E se da una parte gli investitori, o perlomeno buona parte di loro, hanno accolto positivamente il ritorno in trincea del presidente della Banca Centrale Europea, dall’altra c’è Donald Trump, che attraverso Twitter ha espresso per l’ennesima volta tutta la sua rabbia nei confronti della Fed che, al contrario della Bce, resta immobile a guardare i provvedimenti delle altre banche centrali. 

“La Bce, agendo rapidamente, riduce i tassi di 10 punti base. Stanno provando e riuscendo a deprezzare l’euro rispetto al dollaro, danneggiando le esportazioni statunitensi … E la Fed si siede, si siede e si siede. Vengono pagati per prendere in prestito denaro, mentre noi stiamo pagando gli interessi!”.

LE MUNIZIONI
In conferenza stampa, in realtà, Mario Draghi ha risposto per le rime: “Il nostro mandato è perseguire la stabilità dei prezzi. Non agiamo con l’obiettivo di muovere il cambio”. Le munizioni: dieci punti base di taglio dei tassi sui depositi, -0,5%. Qe a partire da novembre: 20 miliardi di euro al mese “per il tempo che sarà necessario finché l’outlook dell’inflazione riuscirà a convergere in maniera robusta verso un livello vicino ma sotto il 2%”. Due gli strumenti a supporto delle banche: sarà estesa da due a tre anni la scadenza della nuova serie di maxi-prestiti a lungo termine per gli istituti dell’Eurozona, le cosiddette Tltro (terza edizione), mentre il tasso applicato nelle operazioni sarà inferiore per gli istituti credito che riversano più denaro sull’economia reale.

RIVISTI AL RIBASSO PIL E INFLAZIONE 
Provvedimenti, questi annunciati da Mario Draghi, decisi e annunciati in difesa dell’economia dell’Eurozona perché “i recenti dati macro hanno indicato una protratta debolezza economica”. Ultimi, la produzione industriale sotto del 2% anche ad agosto, e la sempre più probabile recessione della Germania, ormai ex locomotiva d’Europa. Non a caso, le previsioni sul Pil sono state tagliate all’1,1% per il 2019 (da 1,2% a giugno), all’1,2% per il 2020 (da 1,4%) e confermate all’1,4% per il 2021, mentre l’inflazione è stata ribassata a 1,2, 1 e 1,5% nel triennio 2019-2021.

LA BCE NON BASTA
La politica monetaria europea dovrà continuare a mantenersi altamente accomodante a lungo, dunque. Ciò non significa che i governi smettano di fare la loro parte per sostenere l’economia “soprattutto chi ha spazio in bilancio dovrebbe agire in modo efficace e tempestivo” ha aggiunto Draghi. Unanime nel Consiglio direttivo il fatto che la fiscal policy debba diventare il primo strumento, in questo senso.

BTP DECENNALI, NUOVO MINIMO. SPREAD A 140
Alla pubblicazione del comunicato stampa, l’Euro è sprofondato aggiornando i minimi da maggio 2017, a 1,1092 nei confronti del Dollaro. Poi la ripresa, intorno alle 14.45 in contemporanea con la pubblicazione dei dati dell’inflazione Usa, fino 1.106. Infine, nuovo ribasso a 1,1026 in prossimità della chiusura delle borse europee. Il rendimento dei Btp decennali ha raggiunto un nuovo minimo: 0,74%. Anche lo spread è sceso nuovamente perdendo oltre 10 punti base, attestandosi a quota 140. Anche i decennali greci hanno aggiornato il loro record negativo a 1,45%.


Grafico Euro Dollaro by Trading View

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