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Dubai Taxi: esordio in Borsa con il botto, azioni a +19%

Dubai Taxi: esordio in Borsa con il botto, azioni a +19%

Dubai Taxi debutta in Borsa registrando un balzo delle azioni fino al 19%. Il titolo ha aperto a 2,2 dirham oggi, partendo da un prezzo IPO di 1,85 dirham che aveva portato nelle casse della società 315 milioni di dollari. Gli ordini erano stati per oltre 41 miliardi di dollari, marcando il grande appetito che vi è in questo periodo per le quotazioni in Medio Oriente. Citigroup Inc., Emirates NBD Capital e Bank of America Corp. sono stati i coordinatori globali congiunti dell’IPO di Dubai Taxi, mentre Rothschild & Co. ha agito come consulente finanziario indipendente.

 

Dubai Taxi: chi è e cosa fa

Dubai Taxi è una società di proprietà statale con sede negli Emirati Arabi Uniti che fornisce servizi di trasporto con taxi, limousine e scuolabus. Fondata nel 1994, negli anni l’azienda si è trasformata da semplice società di taxi a operatore di altri servizi di mobilità grazie alla sua leadership nel settore. Le sue principali linee di business riguardano: i servizi di taxi attraverso la sua estesa flotta ecologica; i servizi di limousine VIP; i servizi di autobus; i servizi di biciclette per le consegne dell’ultimo miglio.

Secondo quanto riportato dal sito della società, tra il 1° luglio 2022 e il 30 giugno 2023, i taxi hanno effettuato circa 42 milioni di viaggi e le limousine circa 2 milioni. L’azienda gestisce oltre 7 mila veicoli, di cui più di 5,2 mila taxi, e impiega oltre 14 mila autisti. La quota di mercato di Dubai Taxi è di circa il 44%, che fa dell’azienda il principale operatore nella città. Dall’ultimo bilancio certificato del 2022 risulta che la società ha realizzato ricavi complessivi per 1,76 miliardi di dirham, pari a 465 milioni di dollari, e un utile netto di 224,38 milioni di dirham, corrispondenti a 60,58 milioni di dollari.

 

Medio Oriente: mercato delle IPO in grande spolvero

Il Medio Oriente è stato uno dei pochi luoghi in cui negli ultimi tempi le IPO hanno prosperato. Grazie agli alti prezzi del petrolio, al forte interesse da parte degli investitori locali e anche alla spinta alle privatizzazioni da parte dei governi, nel Golfo si sono succedute società diventate pubbliche e con grande successo. Ad esempio, questa settimana la società di criptovalute Phoenix ha fatto un balzo del 35% al debutto alla Borsa di Abu Dhabi, raggiungendo un valore di 3,3 miliardi di dollari.

Nel 2022 il governo di Dubai ha raccolto 8,3 miliardi di dollari vendendo partecipazioni in quattro società statali, tra cui la principale utility idrica ed elettrica della città. Le vendite di azioni rientrano in un piano svelato circa due anni fa per quotare 10 società statali in modo da aumentare i volumi di trading in calo. Stando ai risultati conseguiti quest’anno, in cui Dubai è il mercato più performante del Golfo con un rialzo degli indici di quasi il 20% finora, si può dire che l’obiettivo sia stato raggiunto.

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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