EDF: i fondi alzano la posta per la nazionalizzazione della società energetica - Borsa&Finanza
Cerca
Close this search box.

EDF: i fondi alzano la posta per la nazionalizzazione della società energetica

Lampadina guasta

La nazionalizzazione del gigante energetico francese Électricité de France (SDF) rischia di incontrare per strada un ostacolo molto grosso. Alcuni fondi statunitensi che detengono diverse centinaia di milioni di euro nelle azioni della società hanno chiesto all’Autorité des Marchés Financiers (AMF) di contestare il prezzo di acquisto della compagnia, spingendo lo Stato ad aumentare l’offerta. L’Eliseo, che già possiede l’84% di EDF, ha lanciato nel mese di luglio l’offerta per la totalità delle quote a 12 euro per azione, che rappresentava un premio del 53% rispetto al prezzo di chiusura della società energetica in quel momento. L’esborso totale si aggira intorno ai 9,7 miliardi di euro, ma lo Stato deve prima raggiungere la soglia di accettazione del 90% per poter effettuare un’OPA totale.

Per i fondi, tra cui spicca l’hedge fund TIG Advisors, la cifra è troppo bassa ed essi chiedono un prezzo almeno di 15,80 euro per azione, facendo leva sullo scontento generale da parte degli azionisti di minoranza. AMF dovrà esprimersi in senso favorevole o meno alla richiesta dei fondi e una decisione potrebbe già arrivare nella giornata di domani, sebbene non sia escluso che il regolatore francese prenda più tempo per valutare meglio l’offerta dello Stato.

 

EDF: le critiche al Governo da parte degli investitori

I fondi hanno inviato una lettera datata 3 novembre attraverso l’avvocato Sophie Vermeille, sostenendo che negli ultimi anni il Governo francese abbia fornito scarse informazioni sull’impatto delle decisioni su EDF. Inoltre, come riferisce Vermeille, “gli azionisti di minoranza non hanno la possibilità di beneficiare di un prezzo equo e delle adeguate informazioni per giungere a un’opinione informata sulle condizioni finanziarie, il che invierebbe un segnale estremamente negativo su Parigi come centro finanziario”. In ragione di questo, è stato chiesto di modificare alcuni termini della gara e le modalità di raccolta delle offerte. “Non stiamo cercando di far deragliare la nazionalizzazione, ma solo di spingere per una maggiore trasparenza”, ha dichiarato Vermeille.

Pesanti critiche sono arrivate anche dall’azionista attivista francese CIAM, che detiene meno dell’1% delle azioni EDF. “È chiaro che il prezzo non è adeguato quando si vede come lo Stato è intervenuto e ha causato il calo del prezzo delle azioni”, ha detto la co-fondatrice di CIAM Catherine Berjal.

EDF si trova in una situazione molto delicata. La scorsa settimana ha tagliato i suoi obiettivi di produzione per la quarta volta quest’anno, dopo aver interrotto gran parte dei suoi reattori nucleari avviando programmi di manutenzione. Tra l’altro, il Governo francese si è fatto carico dell’aumento delle bollette dell’elettricità dopo aver messo il limite del 4%. Questo inevitabilmente ha finito per gravare sui costi dell’azienda energetica. Le azioni alla Borsa di Parigi sono salite quest’anno del 21% a 11,93 euro. L’impennata si è verificata a luglio, quando il Governo ha annunciato di voler rendere completamente pubblica la compagnia. Il titolo si è risollevato dopo un minimo di 6,64 euro raggiunto nel mese di marzo.

 

AUTORE

Picture of Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *